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La vera storia del giovane filmmaker Ryan Sullivan, che dal Nebraska si trasferisce a San Francisco con l’intenzione di girare un documentario sulla Treasure Island Media, la celebre e controversa casa di produzione di film porno gay fondata da Paul Morris. Nel 2001 Ryan aveva scoperto in casa la collezione di film porno del fratello maggiore, tra cui proprio un film della TIM. A San Francisco inizia a filmare una serie di episodi che documentano i retroscena, i making of, le audizioni dei film della Treasure Island Media, con interviste agli attori e agli addetti ai lavori. Il materiale girato è poi confluito in Island, che oltre ad essere un documentario sulla Treasure Island Media è anche il diario di viaggio di Ryan alla ricerca di suo fratello John, nel frattempo diventato un modello della TIM. Island è stato presentato a numerosi festival in Brasile, a Berlino, Amburgo, Parigi e Tel Aviv. In una recensione, il critico e professore di filosofia Richard Mèmeteau ha paragonato Sullivan a Pier Paolo Pasolini, David Lynch e Luchino Visconti per il suo sguardo insieme crudo e poetico, distaccato ed estetizzante. (Gender Bender)

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2 commenti

  1. maurizio

    Semplicemente un backstage di films porno nulla di più.. noioso e girato malissimo . Consiglierei al filosofo Richard Mèmeteau che lo ha paragonato a un film di Visconti e Pasolini di non dire eresie !!!!

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A behind-the-scenes look at one of gay porn’s most-notorious studios. In 2008, 24-year-old Ryan Sullivan set out from his Nebraska home with Hollywood aspirations. Instead he found himself in San Francisco – the “cool gray city of love” – making a documentary about a porn company – the controversial Treasure Island Media.

Ryan Sullivan was born in Grand Island, Nebraska in 1985 and began studying film during high school after watching Alfred Hitchcock’s Vertigo for the first time. In school his friends used to call him Charlie Starkweather, because he shot everything with his camera. In 2008, he received a grant from the Experimental Video Art Project in Omaha to fund his first film, which was lost when the lab accidentally destroyed his only print. After this setback, he left his small-town life for San Francisco and began documenting the lives of pornographers he met, the footage of which eventually became the basis for his documentary Island.

Ryan Sullivan: “I never imagined this kind of success when I got the idea to do this… I’ve been accused of selling my soul to [T.I.M. owner] Paul Morris, but that’s not the case. Not exactly, anyway. Mr. Morris is definitely the primary influence in my life right now. But I’m still my own man and this is my story.”

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