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In & Out

Grande delusione per un film record di incassi in America e molto pubblicizzato. I personaggi sono tutti stereotipi, non hanno storia, non hanno credibilità. Sembra un musical mal riuscito. Si salva forse la scena del corso di mascolinità: troppo poco per un film che poteva dare molto. La tematica del “coming out” è appena accennata, l’omofobia si trasforma come per incanto in omofilia, il professore sembra essere più una macchietta che un protagonista, il giornalista sembra la fata cherubina, per non parlare della ridicolità (forse voluta) degli altri personaggi. Un film che non parte, patetico e ridicolo. Peccato! Forse sono così drastico nel giudizio perché non apprezzo il genere e avrei voluto qualcosa di completamente diverso. In questo caso sarebbe la mia critica a non essere centrata anziché il film.

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20 commenti

  1. FuneralBlues

    Appartiene al genere di commedia a tematica gay appositamente concepita per un pubblico etero. Non è certo una pellicola che si pone l’obiettivo di mettere in primo piano le battaglie del movimento per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Ma ha in sè una leggerezza ed una spensieratezza capaci di strappare un sorriso anche al più irriducibile bigotto, ottenendo magari più credito di tante altre pellicole “impegnate” ma escluse dal circuito della grande distribuzione e relegate ad un mercato di nicchia.

  2. Non tutti i film a tematica gay possono e devono necessariamente essere introspettivi e fare denuncia sociale. ‘In & Out’ va visto né più né meno come una divertente commedia americana, che lascia il tempo che trova.
    Ho visto film osannati come capolavori che non sono da meno e si spacciano per pellicole drammatiche.
    È un film leggero, infarcito di stereotipi, dal finale edulcorato. Ma quale commedia USA, dagli anni Ottanta in poi, non lo è?
    Non gridiamo allo scandalo, facciamo un bel respiro e proviamo a sorridere.

  3. Skippy'90

    Ho visto solo la fine, quindi non posso dare il voto. Comunque l’impressione è che sia un film simpatico e corretto che non mostra un finale tragico anzi è il contrario: la solidarietà e l’amicizia della comunità, l’accettazione dei genitori e della famiglia nonché un appena accennato interesse gay(ma che fa capire un possibile sviluppo). Buono.

  4. istintosegreto

    Che succederebbe se qualcuno rivelasse la tua omosessualità in mondovisione senza chiderti il permesso?
    Un disastro.
    Commedia divertente con una scena particolarmente azzeccata: il protagonista fa un test per dimostrare di essere etero.

  5. charmed92

    è un film mediocre con una storia totalmente inverosimile, specialmente alla fine. I personaggi, strani e inspiegabilmente a tratti nevrotici, sembrano usciti da un film anni ’50. L’atmosfera sembra essere tragi-comica ma alcune scene e la probabile scarsa bravura del regista lo rendono a tratti un film ridicolo.

  6. nelcuore

    Film troppo osannato dalla comunità gay, a mio avviso è una mega cagata e per certi versi, se proprio dobbiamo dire che il film ha una morale, un insulto sia alla cinematografia gay che al mio orgoglio.

  7. Alfredo

    E’ divertente e si prende gioco degli stereotipi.
    E’ una sfottuta ai repressi, agli omofobi.
    Cosa è in? Cosa è out? Lo farei vedere a qualche padre di famiglia che mi mangia con gli occhi in palestra…

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Howard Brackett insegna arte drammatica al college di Greenleaf, cittadina dell’Indiana. Le cose per Howard sembrano andare benissimo: il lavoro gli piace, riesce a coltivare gli altri suoi interessi per la poesia e le canzoni di Barbra Streisand e, in più, è in procinto di sposarsi con l’amata Emily. Mancano pochi giorni al matrimonio, e i due si predispongono a seguire in televisione la cerimonia degli Oscar. Esultano quando l’Oscar come migliore attore viene assegnato a Cameron Drake, ex allievo di Howard. Questi, in un breve discorso, ringrazia il suo professore e dichiara in diretta che è gay. Stupore, sconcerto e imbarazzo calano su Emily, sui genitori di Howard, sul preside del college. La notizia intanto si è diffusa e a Greenleaf, luogo calmo e silenzioso, arrivano curiosi a caccia di scoop. Peter, giornalista televisivo, si dimostra particolarmente insistente. Inutilmente Howard cerca di professare la propria eterosessualità: gli alunni lo provocano, il preside lo sottopone ad interrogatorio, lui stesso si dedica ad un corso accelerato di virilità tramite disco. Ma Peter, che è gay, ha forse intuito la verità e, un giorno, riuscito ad ottenere un colloquio con Howard, alla fine scambia un bacio con lui. Howard ormai non ha più motivo di mascherare il proprio stato a sé stesso e agli altri. Il college nel frattempo ha deciso di sospenderlo, ma quando, a fine stagione, si deve eleggere il professore dell’anno, Howard si siede al solito posto. Quando viene premiato un altro, entra in aula Cameron che lancia un appello a favore di Howard. Sulla sua scia, gli allievi e i cittadini di Greenleaf si alzano, dichiarandosi a loro volta tutti gay. Howard così viene reintegrato al suo posto.

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