L' Importante è non farsi notare

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L' Importante è non farsi notare

Sulle reti RAI di fine anni ’70, una quindicina d’anni prima che “Priscilla” volgarizzasse la cultura drag, imperversava un trio, lanciato da Arbore, che visse qualche anno di notorietà e di successo televisivo e musicale. Si trattava delle gloriose Sorelle Bandiera, (al secolo Tito Le Duc/La Bionda – già notissimo, see “Salon Kitty” -, Mauro Bronchi/La Brunetta, e Neil Hansen/La Rossa), tre baldi e simpatici figuri che, indossati gli abiti femminili, si davano al bel canto. Per capitalizzare il successo raggiunto sul piccolo schermo, si pensò (bene?) a un lancio cinematografico, ed il risultato è questo film. . . Nonostante la simpatia suscitata dalle Sorelle Bandiera, quasi niente si può salvare di questo incredibile pasticcio realizzato evidentemente in fretta e furia: la sceneggiatura sciatta, le battute agghiaccianti (cosa dite del sovietico che esclama: “porca trojka”?), la recitazione improbabile, i dialoghi imbarazzanti, la credibilità della trama del tutto nulla, il finale risibile. Ciò che si salva sono i costumi delle tre fatalone: un trionfo barocco di pizzi, piume, lustrini che sotterrano impietosamente qualsiasi Maria Antonietta o Wanda Osiris. Peccato, il lancio cinematografico delle Sorelle avrebbe potuto essere realizzato in modo ben diverso, ma forse il problema stava proprio nel modo in cui le stesse si porgevano al pudico pubblico dell’epoca: come drag next door, vecchie zie rassicuranti e disponibili, senza la minima allusione ed implicazione sessuale e neppure un velato cenno di trasgressione. (www.mondoculto.com)

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2 commenti

  1. Film interessante, semplice e divertente, elaborato tanti anni fa che inserisce per la prima volta il travestitismo, drag, nell’ambiente Italia! All’epoca non c’era un papa tanto prepotente e intellettualmente poco dotato come quello di adesso.

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La notizia che Penkosky, un notissimo biologo, transfuga russo, depositario di terribili segreti che potrebbero distruggere il mondo si trovi a Roma, mette in allarme i superservizi segreti americani, russi e gialli. Dagli USA vengono inviati tre agenti, travestiti da donna: Petula, Dorothy e Glenda, che scendono all’Hotel Hilton di Roma, ove devono prendere contatto con l’agente Fergusson. I tre sono sicuri di passare inosservati, grazie al loro travestimento. Viceversa, proprio questa circostanza complica i loro rapporti con le tre spie russe, tre belle ragazze: Irina, Sonia e Tatiana, le quali sono accompagnate e dirette da Romanof. Ben presto tanto Fergusson quanto Romanof vengono messi in disparte dalla relazione amorosa che si stabilisce tra i tre americani e le tre russe. Il sestetto, tuttavia, non dimentica le responsabilità professionali e i segreti di Penkosky passano da un terzetto all’altro sino a che un cinese non li ruba ad entrambi. Il cinese, comunque, viene ridicolizzato da una gazza ladra e, visto che il tesoro è irrecuperabile, i tre americani sposano le tre consenzienti russe.

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