I Do

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I Do

La famiglia è molto importante per Jack (David W., Ross), per questo, quando accade che suo fratello muore in un incidente, la sua vita è interamente sconvolta. Da quel giorno, per sette anni si è preso cura della cognata Mya (Alicia Witt) e della nipote Tara, l’unica famiglia che gli è rimasta. Ma Jack è un gay britannico immigrato a New York e accade che all’improvviso si ritrova senza il permesso di lavoro e la prospettiva di un imminente rientro in Inghilterrra. Jack si vede costretto a fare l’unica cosa che gli darebbe la possibilità di rimanere negli States: sposare la sua amica Ali (Jamie-Lynn Sigler) per avere la green card e poter restare con la sua famiglia a New York. Dopo una veloce cerimonia matrimoniale e il trasferimento a casa sua di Ali, le cose sembrano ritornate a posto, con Jack che continua ad aiutare la famiglia di suo fratello. L’unica cosa a cui Jack non ha mai dato spazio nella sua vita è l’amore. Questo vuoto viene colmato quando incontra Mano (Maurice Compte), un bel giovane nato negli USA, e quindi cittadino con pieni diritti, anche se di origine spagnola. Col crescere di questo nuovo sentimento, il mondo di Jack torna a traballare. Ali si sente messa in secondo piano mentre contemporaneamente, in seguito ad una intervista, scopre che il suo matrimonio di convenienza potrebbe portarla in prigione. Decide quindi di dar corso alle pratiche di divorzio, mentre la green card per Jack non è ancora arrivata. Jack deve quindi cercarsi una nuova moglie e la situazione si complica ancora di più quando Mano è costretto a recarsi in Spagna per problemi famigliari. A questo punto Jack si trova davanti una scelta cruciale: seguire Mano in Spagna, dove potrebbero sposarsi legalmente, abbandonando però la famiglia di suo fratello alla quale si è finora dedicato anima e corpo… Il film affronta un tema molto attuale negli USA (ma anche nel resto del mondo), la disparità tra gay ed etero per quanto riguarda l’istituto del matrimonio. Il regista ha già al suo attivo film come ‘Eating Out: All You Can Eat’ e ‘Lez Be Friends’ e in questo film ha potuto contare su un ottimo cast che comprende, tra gli altri, Jamie Lynn Sigler, già apprezzata nelle serie ‘Entourage’ e ‘The Sopranos’, l’atletico attore australiano Grant Bowler, e l’affascinante David W. Ross, autore anche della sceneggiatura. La produzione del film ha potuto avvalersi dei contributi raccolti in tutto il mondo grazie ad un fundraising organizzato sul web.

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Un commento

  1. I matrimoni di convenienza negli States per avere la Green Card sono alla base di innumerevoli film e sono stati trattati con svariati intenti , umoristici, drammatici , sentimentali. La novità in “I do” è solamente il protagonista , che è gay e lo spostamento della problematica sociale sulla disparità di diritti tra etero e gay . Il compagno dell’affascinante Jack , immigrato britannico (l’attore e sceneggiatore David W. Ross) è spagnolo ma con cittadinanza americana e se ci fosse parità di diritti questi dovrebbe poter far ottenere la cittadinanza al suo partner sposandolo ma così non è anche con il matrimonio negli stati in cui il matrimonio gay è possibile. Il film (di stampo molto televisivo) ha un buon cast di attori che rendono fluida la vicenda anche se c’è una forte tendenza a scivolare sul lacrimoso e sul sentimentale. Niente di speciale ma visione abbastanza gradevole. Voto 6 e mezzo.

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trailer: I Do

https://youtube.com/watch?v=92tXGsF6s4Q

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Jack is a British gay man living in NY. When his green card marriage goes wrong, because he can’t marry the man he loves to stay in the US, he has to make an impossible choice…

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