I am a woman now

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I am a woman now

“Spero che questo film dia ai giovani il coraggio di seguire i loro sogni, non importa quanto irrealizzabili possano sembrare”: così si esprime il regista Michiel van Erp. E nel caso delle protagoniste di questo suo quinto documentario il sogno da realizzare è quello di diventare donna, un sogno che fino al 1956, anno in cui il chirurgo francese Georges Burou inizia ad operare a Casablanca, era concesso a pochi. Intervistando tre pioniere del cambio di sesso, ormai anziane, il regista olandese compie una ricognizione approfondita nelle vite di chi, in tempi lontani, anche culturalmente, ha intrapreso una via a molti ignota. Un documentario che ricostruisce una memoria storica e collettiva importante (tra le prime “operate” ci fu anche la celebre Coccinelle), racconta il mito della città di Casablanca come esotico e scandaloso luogo dove gli uomini potevano finalmente scegliere di diventare donne, descrive il clima di soffocante perbenismo dell’epoca e i cambiamenti del costume. (Togay)

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I Am A Woman Now (formerly Casablanca Revisited), the first generation of transsexuals who had their sex change in Casablanca back in the mid-1950s to 1960s take stock of their lives. Do these pioneers feel like total women and did it give them the fulfillment in life they expected ? The women featured in the film were all treated by the same ‘miracle doctor’, Georges Burou. As long as these ‘patients’ paid, there were no pre-conditions, no questions asked at his clinic in Casablanca. A film about the pursuit of an almost unattainable dream, about the gap between its realization and the hard reality that sometimes follows. (Imdb)

CRITICA:

“Being an old woman was never part of the fantasy,” observes one of the subjects of “I Am a Woman Now,” Dutch docu helmer Michiel van Erp’s affecting look at five European men who were reborn as women in a Casablanca clinic more than five decades ago. The quintet of sex-change pioneers are now older, wiser and — in most cases — happier, their life experience adding a welcome new perspective to a subject that’s become a staple of the nonfiction circuit. This beautifully shot widescreen docu has been a sales success since its IDFA premiere last fall. (Variety)

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