L' Homme que j’aime

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L' Homme que j’aime

Martin incontra Lukas, un istruttore di nuoto, alla piscina che frequenta regolarmente. Lukas vive con Liza ma la sua attenzione nei confronti di Martin inizia a coinvolgerlo lentamente fino a quando non si rende conto che si sta innamorando di lui. Martin, che è sieropositivo, è costantemente in uno stato d’animo di rabbia nei confronti della sua malattia che vorrebbe combattere. Conoscere Lukas è stato come un uragano che gli ha sconvolto la vita impegnandolo a pieno anche se nel suo cuore rimane un alone di collera nei confronti di un destino che lo sovrasta.

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8 commenti

  1. supersky

    uhm…
    malati terminali di aids senza lipodistrofia? tutti perfetti? l’etero sportivo che si innamora del malato terminale (senza lipodistrofia)? la madre più giovane del figlio? e il finale?
    mah, qui mi sa che si è oltre il sogno, oltre le favola… No, non mi è piaciuto.
    Anche la recitazione non mi esalta.

  2. thediamondwink

    un’amaro racconto di un amore appena cominciato che, purtroppo, ha già scritto la sua fine sin dall’inizio. Affrontare questa realtà a testa alta, in determinate occasioni, dovrebbe essere un monito tra tutti i “presunti martiri” della società, soprattutto tra quei gay che vogliono sempre essere protagonisti e “dive” senza merito ne gloria, martirizzandosi inutilmente anche solo per un’unghia incarnita! Effettivamente la storia della conversione del bel insegnante etero, in meno di 40minuti del film, è un po’ “fantastica” e, soprattutto, tutto ciò avviene per compassione … uhh poco credibile. Ma in sostanza il film è carino, forse la trama troppo impasticciata, ma guardabile!

  3. istintosegreto

    Dunque… nella realtà è possibile che un gay incontri un bel nuotatore eterosessuale nella piscina in cui presta servizio? Beh, sì. Ma è possibile che, nel giro di poco, il gay riesca a fare cambiare sponda al bel nuotatore? Uhmm… questo è già difficile. Infine, è possibile che il gay riesca a fargli perdere la testa a tal punto da farlo rimaere con lui anche dopo avergli confessato di essere malato terminale di AIDS? Direi proprio di no.
    Ma in fondo poi che importa? Il cinema deve farci sognare no? E questo film ci riesce molto bene.

  4. un film carino nel complesso,
    stupendo il personaggio di Martin, per come affronta la malattia, la vita e l’amore, strano il modo e l’evoluzione della presa di coscienza (o in atto) della propria omosessualità di Lucas, non mi sono piaciuti i personaggi di Lise e tantomeno quello di Rose… la madre sembra una trans! stride tantissimo con il contesto, ovviamente a parer mio!

    in ogni caso per me vale la pena vederlo!

  5. Jim Puff

    Stephane Giusti ci offre, dopo l’ottimo “Porquoi pas moi” questo dolce film, quasi una favola, di innamoramento tra due giovani ragazzi di cui uno sceropositivo e arrabbiato per questo col mondo.
    Il film che ci porta la tenerezza nel cuore, conferma la bravura della regista nel tratteggiare in modo positivo e interessante il mondo lesbico e gay.
    Brava l’affascinante Vittoria Scognamilio nel ruolo di madre, straordinario x la recitazione e la fisicità Marcial Di Fonzo Bo, mentre risulta monocorde quella di Jean Michel Portal (ma con un bel fisico da atleta!).

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