Holy Water

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“Holy Water”, commedia anarchica e deragliata del regista e produttore inglese Tom Reeve, un piccolo heist movie del 2009 (ossia film su un ‘colpo grosso’, un furto organizzato) uscito in sordina nelle nostre sale. Non c’è un gran che da fare nello smorto villaggio di Killcoulin’s Leap, nel nord dell’Irlanda, non lontano da Belfast: manca il lavoro, l’età media è vertiginosamente alta, non si celebrano più matrimoni da anni ma solo funerali (e spesso di suicidi) e persino la terra si rifiuta di produrre ortaggi non tristemente avvizziti. Quattro amici scapoli e annoiati che suonano nel triste pub locale hanno una bizzarra idea criminale: rapinare il furgone che trasporta grandi quantità di Viagra verso l’aeroporto di Belfast, destinazione Stati Uniti, per rivenderle sul mercato olandese. Una volta compiuto il misfatto – con improbabile travestimento gender in stile suora della Perpetua Indulgenza da parte di due componenti della banda – i balordi nascondono il maltolto in un pozzo di acqua santa ‘protetto’ da una venerata statuina della Madonna e collegato all’acquedotto: saranno tutti gli abitanti a godere di un inatteso e vitale risveglio ormonale che causerà scomposti affollamenti nel confessionale della chiesa ma porterà frotte di turisti richiamati dall’insolita atmosfera pecoreccia… C’è pure spazio per un personaggio gay, un biondo giornalista d’assalto che viene sedotto da un massaggio ‘rinforzato’ dagli effetti del Viagra: chi lo pratica è uno dei quattro amici, Gaffer, interpretato dall’eclettico attore/regista/scrittore nordirlandese John Lynch, verosimilmente omosessuale anche lui (intendiamo il personaggio!): un orsone villoso dal capello lungo che passa le giornate a spazzare la sauna del suo alberghetto e non parla mai di donne (peccato non averlo caratterizzato più approfonditamente)… (R.Schinardi, Gay.it)

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CRITICA:

Sulla falsariga del cinema inglese irriverente che ha dato Full monty e L’erba di Grace, storia di quattro poveri cristi irlandesi che rubano un camion di Viagra e sciolgono le pastiglie nel pozzo del paese, tramutando l’acqua santa in peccaminosa. Al posto di un garbato humour british una farsa boccaccesca da Pecorelle del reverendo, con psicologie da prima stesura non corretta e un finalino consolante con gli yankee. Gli attori si divertono troppo per divertire anche il pubblico. (M. Porro, Corsera – voto 7/10)
L’acqua santa del titolo è quella del paesino di Killcoulin’s Leap, rinvigorita dal viagra che ci hanno buttato quattro ladruncoli. E la sonnacchiosa Irlanda diventa un paradiso del sesso… Versione buffo-erotica del vecchio Svegliati Ned. Divertente. (AL.Crespi, L’Unità – voto 2/5).
Fra i maggiori produttori del famoso farmaco, l’americana Pfizer ha installato nella contea irlandese di Londonderry i suoi stabilimenti di Viagra. Da qui l’idea di Holy Water : dove quattro scapoli, stufi della sonnacchiosa routine del loro paesino, pianificano la rapina a un furgone carico delle preziose pillole azzurre. Ma, causa vicissitudini varie, il materiale finisce in un pozzo considerato santo, la cui acqua acquisterà un potere rivitalizzante davvero miracoloso. Grazioso e scorrevole, il film rientra nell’alveo della tradizionale commedia anglo/irlandese di ambientazione rurale: con un intonato cast di attori (per lo più locali), che si divertono a giocare i loro personaggi sui classici stereotipi, dall’amore per la birra all’atavica diffidenza per britannici e yankee. (A.L.Kezich, La Stampa – voto 2/5)

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