Here Comes the Bride

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Here Comes the Bride

Per andare a un matrimonio sulla spiaggia, gli invitati devono attraversare la Magnetic Highway, un punto della strada dove le automobili vengono sospinte da forze magnetiche. Mentre attraversano questo punto, un’eclissi di luna provoca uno schianto a catena e le anime di cinque personaggi migrano da un corpo all’altro.
L’anima della sposa virginale (Angelica Panganiban) entra nel corpo della sua ninang (madrina del matrimonio, qui interpretata da Eugene Domingo), una donna avvocato single di mezz’età. L’anima della ninang entra nel corpo di una babysitter di etnia Ilonggo (Tuesday Vargas); lo spirito della babysitter va nel corpo del patriarca ricco e malaticcio (Jaime Fabregas), mentre l’anima di quest’ultimo si infila nel corpo di uno sguaiato estetista gay (John Lapus). E l’anima dell’estetista gay si impossessa del corpo della sposa virginale.
È il caos: la ninang, che è la vera sposa, viene dichiarata pazza e rinchiusa in ospedale quando cerca di convincere la madre della sposa di essere sua figlia. La babysitter dimentica il suo accento Ilonggo e comincia a declamare articoli della Costituzione e di altre leggi. Il patriarca, che si sta godendo il corpo giovane dell’estetista gay, flirta con le ragazze, con gran costernazione degli amici gay. La sposa virginale, che in realtà è il gay sguaiato, non si comporta più da puritana e invece di prepararsi per il matrimonio va in spiaggia e flirta con i ragazzi.
Chris Martinez si destreggia all’interno di questa trama con grande abilità, e gestisce con talento le trasformazioni. La comicità nasce dai personaggi che si comportano in modo completamente diverso dal loro solito, diventando persone che non avrebbero mai preso in considerazione. Il significato del film però in qualche modo è poetico e aperto all’interpretazione: questi esseri trasformati sono la personificazione del vero io interiore dei personaggi, o delle loro fantasie più nascoste; o sono forse metafore di un universo parallelo? (Roger Garcia)

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CRITICA:
Tutto è pronto per le nozze della giovane e bella Stefanie (Angelica Panganiban) con l’atletico Harold (Tom Rodriguez). Si stanno recando al lieto evento anche Bien, il nonno dello sposo (Jaime Fabregas), Medelyn, la tata del nipotino (Tuesday Vargas), Precy, la madrina di Stefanie (Eugene Domingo), e Toffee, l’estetista spiccatamente omosessuale (John Lapuz). Durante il tragitto per il luogo della cerimonia, ha luogo un’eclissi di sole che distrae gli autisti e porta ad un incidente a catena. Dopo il risveglio, per pura magia, i protagonisti si risvegliano scoprendo di trovarsi in un corpo non loro. Stefanie si risveglia in quello della sua madrina, che a sua volta è finita in quello della tata. Quest’ultima è ora nei panni di nonno Bien, che si ritrova di nuovo giovane in quelli di Toffee. Ma, cosa più grave, proprio l’estetista gay è ora nel corpo di Stefanie, rischiando di mandare al diavolo il matrimonio. Una commedia divertente e genuina, ricca di spunti interessanti e che riesce in egual modo a far ridere e sorridere, soprattutto grazie alla spiccata simpatia e bravura dei suoi protagonisti. Sarebbe troppo semplice etichettare il tutto come un gioco di equivoci, poiché la ricchezza di soluzioni a disposizione con la bellezza di cinque personaggi in panni altrui riesce a garantire una sana dose di divertimento per tre quarti di visione… L’atmosfera gioiosa che si respira traspare da ogni battuta ed espressione basita degli attori che, come dimostrano anche gli “errori” durante i titoli di coda, hanno instaurato sul set una forte amicizia tra di loro, feeling che si rispecchia poi sullo schermo. Non a caso il successo di pubblico in patria è stato ragguardevole, e il mercato di riferimento può dirsi veramente globale, in quanto non mancano gli spunti di interesse in grado di attirare il pubblico di ogni dove. (Maurizio Encari, Everyeye.it)

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