Happiness

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Happiness

Ottimo film che fa riflettere e che trasmette una sottile ma penetrante angoscia. Si nota una certa freddezza, un relativo distacco, da parte del regista verso i suoi personaggi: nonostante tenti la strada della pietà raggiunge al massimo quella di una sottile ironia che, ove possibile, li rende ancora più mostruosi. Ognuno sembra cercare la felicità nella soddisfazione sessuale. Anche i bambini vengono inseriti, dagli adulti, in questa logica: uno è subito identificato come omosessuale e all’altro viene indicato come obiettivo primario l’eiaculazione. Chi rifiuta questa logica, vedi la vicina di casa cicciona, deve essere un mostro, infatti uccide (staccandogli d’un colpo l’osso del collo) chi ha osato scoparla, lo taglia a pezzetti e lo conserva in frigorifero per eliminarne un pezzo al giorno. Anche il personaggio forse più buono del film, la sorella hippy, alla fine risulta essere solo stupido e imbranato.
Il messaggio del regista sembra quindi essere assolutamente pessimista e anche l’ultima scena, che vorrebbe dare una patente di serenità e normalità a tutti i personaggi, richiama invece alla memoria, nel migliore dei casi, la famiglia Addams. Peccato che l’autore non abbia voluto indicarci, attraverso un personaggio o una situazione, una via di uscita o almeno una speranza. La felicità non esiste?

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Nel New Jersey, Joy Jordan, 30 anni, vive nella casa che i genitori le hanno lasciato per trasferirsi in un altro appartamento in Florida. Joy ha appena rotto con il fidanzato Andy per iniziare una relazione con uno dei suoi studenti, un immigrato russo di nome Vlad. Joy ha due sorelle. Trish è casalinga, sposata con figli; Helene è scrittrice di successo ma è sentimentalmente molto instabile: inizia a flirtare con un anonimo molestatore telefonico, non sapendo che si tratta del suo vicino di casa, il solitario Allen, a sua volta desiderato dalla dirimpettaia Kristina. Allen sfoga le sue difficoltà sul piano affettivo con l’analista Bill, marito di Trish. Ma Bill lo ascolta distrattamente: il suo pensiero è rivolto alla ossessione privata che lo sconvolge e che riguarda gli amici adolescenti di suo figlio Billy, alle prese con la scoperta delle pulsioni sessuali. Una sera Allen esce con Kristina e, in un locale, lei gli confessa di aver ucciso e fatto a pezzi il portiere Pedro che l’aveva costretta ad un rapporto carnale. Joy accetta di andare a casa di Vlad: c’è un’altra donna, Joy va via delusa, ma prima Vlad le chiede in prestito dei soldi. Quando il cerchio delle indagini si stringe intorno a Bill, il figlio affronta il padre, che alla fine confessa le proprie colpe, prima di venire arrestato. La famiglia di Bill scappa. Sei mesi dopo, le tre sorelle sono a tavola con i genitori nella casa in Florida. Arriva Billy, e comunica con tono trionfante di essere finalmente diventato uomo.

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