Una Gelata precoce

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Una Gelata precoce

Appreso di essere malato di Aids, un giovane professionista (Quinn) è costretto a rivelare ai genitori (Rowlands e Gazzara) la propria omosessualità: il padre lo prende a ceffoni, la madre cerca di capire. É il primo TV movie sull’argomento ma risulta molto ben strutturato, equilibrato, non ricattatorio, forse solo un poco zuccheroso. Stupendi gli interpreti. Ebbe il compito, non facile, di andare contro il panico e l’omofobia riaccesa dall’epidemia, riuscendoci egregiamente. Tra le attrici un mito per i gay americani: Sylvia Sidney.

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15 commenti

  1. Per chi ha vissuto da sieropositivo gli anni 80 (in Germania, ma era dappetutto così, e forse in Italia ancora peggio che altrove), questo è un film di un relismo sconvolgente, da annali della storia e non solo della storia del cinema, ma della storia del costme. I giovani di oggi non pssono nemmeno lontanamete immaginare cosa fosse quell’inferno- Forse questo film può dargliene un’idea., non sarebbe male.
    Ho settant’anni e sono ancora in vita, vispo e allegro, attivo e sempre ancora sulla breccia, praticamente “vaccinato” grazie alle triterapie degli anni 90. Ma passare per quell’inferno mi ha cambiato radicalmente, e in senso positivo.

  2. Delicato e commovente, pur senza indugiare nel melodrammatico a tutti i costi, “Una gelata precoce” palpita nel fascino immutato della messa in scena e nelle interpretazioni di un quartetto di protagonisti d’eccezionale bravura e sensibilità: Aidan Quinn, Ben Gazzara, la veterana Silvia Sidney e la splendida Gena Rowlands. La regia è equilibratissima e funzionale alla narrazione, persino fredda in alcuni punti in cui il rischio di patetismo è più alto. Gli attori riescono a rendere benissimo le inquietudini dei personaggi, tanto che sembra di partecipare attivamente delle scoperte e delle emozioni dei protagonisti. Una vera chicca. Da vedere e rivedere.

  3. Il 1985 rappresentò una data importante per la storia dell’AIDS in America. In quell’anno si spegneva, a causa di quella malattia, il divo Rock Hudson, un vero mito per diverse generazioni, la cui morte gettò la gente nel panico: era la prima star famosa a morire di Aids, e per di più era bianco, ricco, presuntamente etero e (pure!) repubblicano. Insomma non aveva niente che facesse pensare alle solite categorie a rischio. Nello stesso anno la NBC produce e distribuisce questo TV-movie sull’argomento. Pur con tutti i limiti relativi al didascalismo e agli intenti palesemente educativi (che cmq possono essere perdonati se si pensa che si tratta del primissimo approccio con quest’argomento, fino ad allora considerato tabù), il film resta tutt’oggi una delle opere migliori dedicate al tema, se si eccettuano Philadelphia e Angels in America.

  4. L’amico SiSEMEN ha fatto un lavoro eccezionale : ha restaurato l’immagine e l’audio italiano di questo memorabile (sopratutto per la recitazione) film degli anni ’80 con un lavoro certosino che mi riempie d’ammirazione e anche un pò di invidia. Era introvabile in italiano e ora l’ha reso disponibile su eMule. Non mi dilungo a commentare il film , l’ho già fatto anni fa come potete vedere più sotto. Ve lo consiglio vivamente.

  5. Questo film nato per la TV USA nel 1985 e poi diffuso in tutto il mondo , è memorabile per tre motivi.
    Il primo è che chiarì a tutti che l’AIDS non era una punizione divina calata sul mondo gay ma una normale epidemia trasmessa sessualmente da combattere come tutte le altre malattie.
    Secondo che i gay non erano una sentina di vizi , ma , come tutta la società occidentale , un miscuglio di virtù e comportamenti errati. La trama del film commuove e coinvolge lo spettatore con le vicissitudini di personaggi normali e legati da forti legami amorosi.
    Terzo , last but not least , la recitazione che raggiunge punte eccelse : Gena Rowlands per prima è la madre che tutti vorrebbero avere , resa con una dolcezza e intelligenza veramente stupefacenti. E poi Sylvia Sidney , Aidan Quinn , Ben Gazzara il padre , tutti in stato di grazia.
    E’ un film che il mondo gay (ma non solo) non dovrebbe davvero dimenticare . Voto 10. Lo potete trovare solamente tra i torrents dei principali siti. Ma solo in inglese e con sottotitoli inglesi se li cercate.

      • Per chi ha passato quell’inferno da sieropositivo questo è un film di un realismo sconvolgente, che le giovani generazioni farebbero bene a prendere sul serio.
        Ho settant’anni e sono ancora in vita, vispo e allegro, sempre ancora sulla breccia e praticamente “vaccinato” grazie alle triterapie degli anni 90. Ma passare per quell’inferno mi ha cambiato la vita, e in senso positivo.

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Un film televisivo sul tema dell’Aids. Un giovane scopre di essere sieropositivo e confessa ai suoi genitori di essere un gay. Il padre reagisce con rabbia mentre la madre, sebbene turbata, tenta di comprenderlo.

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