Five Dances

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Five Dances

Dopo “Private Romeo” ecco un’altro piccolo capolavoro di Alan Brown, ancora più curato nell’estetica. Il regista Brown ha detto di non aver mai praticato la danza ma di esserne sempre stato affascinato, ammaliato dal gioco e dalla grazia dei corpi e dei muscoli, guardando i danzatori come se fossero una specie umana differente. Questo film ci restituisce perfettamente queste sue emozioni. Chip (Ryan Steele) è un ballerino 18enne alle prese con una famiglia, nel Midwest, che non ha accettato la sua omosessualità. Si trasferiece quindi dal Kansas a New York City, nella speranza di poter vivere liberamente la sua vita. Coglie subito l’occasione per unirsi ad una piccola compagnia di danza moderna. Durante le prime settimane di prove, Chip viene iniziato ai riti di passaggio della difficile vita di un ballerino di New York: la disciplina, il duro lavoro, il cameratismo e la competitività si mescolano a sentimenti come la paura di non essere all’altezza delle aspettative e la gioia per i risultati raggiunti, caratterizzando ogni minuto delle nuove giornate di Chip. Naturalmente non saranno sempre facili i rapporti interpersonali con gli altri ballerini. Innamoratosi di Theo (l’australiano Reed Luplau), possiamo godercelo in una delle scene di sesso gay più intense e focose di tutto il cinema gay. Gli interpreti sono tutti ballerini veri, per la prima volta di fronte ad un obiettivo.

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6 commenti

  1. Il film mi è piaciuto moltissimo e , aggiungerò , molto di più di Private Romeo che aveva voluto sovrapporsi al dramma Shakespeariano in chiave gay , rendendo spesso assurdi gli immortali versi della tragedia (comunque anche allora con ottimi attori ) e diventando spesso involontariamente ridicolo.
    In Five Dances Alan Brown ha dato il meglio di sè con una storia stringatissima in cui ha fatto convergere la spietata determinazione di emergere nella danza di alcune eccezionali promesse , la nascita di un grande amore e alcune esecuzioni trascinanti della splendida musica di Nicholas Wright che già aveva lavorato per la colonna sonora di Private Romeo.
    E’ un film la cui sensualità ti coinvolge soprattutto visivamente , in cui il parlato è molto rarefatto ma estremamente suggestivo nella sua brevità verbale e in cui la bravura degli attori e danzatori ti lascia incantato. Vedetelo , ne vale la pena . Voto 9

  2. Cutino

    travolgente ed emozionante, un film che ti coinvolge nella danza dei due protagonisti. Il regista riconferma la sua bravura nel riuscire ad esprimere i sentimenti dei personaggi, da vedere….

  3. dragoncello64

    ….mi spiace non concordare con Poetamaledetto,
    trovo che sia un film non riuscito…ma che sarebbe potuto essere un film meraviglioso…
    la sceneggiatura c’era…ma qualcosa nella regia non funziona…
    certo che le parti danzate sono coinvolgenti…come espressione non verbale… ma i personaggi sono tratteggiati in modo semplice e quasi dei clichè di loro stessi…la giovane promessa della danza con madre alcolizzata, ecc……
    in fondo un film piacevole…ma le premesse erano altre.

  4. poetamaledetto

    Film bellissimo, intenso e visivamente coinvolgente… Attraverso la danza la forza di un legame che nasce e cresce… senza bisogno di aggiungere parole.

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PRESENTAZIONE PRODUZIONE:

The classic tale of finding success and romance in the big city is given a contemporary, and unconventional, spin in Alan Brown’s new film, FIVE DANCES. Collaborating with internationally renowned choreographer Jonah Bokaer, writer-director Brown has taken five gifted New York dancers, and fashioned a story about Chip (Ryan Steele in his first film role), an extraordinarily talented 18 year-old recently arrived from Kansas who joins a small downtown modern dance company. In his first weeks of rehearsal, Chip is initiated into the rites of passage of a New York dancer’s life, where discipline and endless hard work, camaraderie and competitiveness, the fear of not being good enough, and the joy of getting it just right, inform every minute of every day.
Shooting in and around a Soho dance studio, Brown and his longtime cinematographer Derek McKane capture the exhilaration and emotional turmoil of a small dance company, and all of Chip’s poignant firsts—the forging of friendships, being chosen for the important solo, his first ever love affair—with the intimacy and immediacy of a documentary. The result, FIVE DANCES, is Brown’s most dynamic film.

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