Factory Girl

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Factory Girl

Il film racconta il breve periodo che intercorre tra l’ascesa e la caduta della brillante superstar Edie Sedgwick (Sienna Miller), chiamata “La Ragazza”. Edie, arrivata a New York nella metà degli anni ’60, viene subito presa sotto le ali protettive del già famosissimo ed impassibile Andy Warhol (Guy Pierce), diventandone la musa ispiratrice. Warhol introduce Edie nel selvaggio mondo della Factory, una vecchia fabbrica di cappelli da lui trasformata in un paradiso bohemian. Qui un variopinto insieme di musicisti, poeti, artisti, attori e altri personaggi fuori dagli ambienti ufficiali, sono riuniti per creare cinema d’avanguardia durante il giorno e gettarsi in seducenti feste durante la notte. Edie diventa presto la prima star del cinema di Warhol, un idolo della Factory e prediletta dai media, al centro dell’universo della Pop Art, tra sesso, droga, moda e rock’n’roll . Si trova al vertice della sua carriera quando s’innamora profondamente di una stella del rock, Billy Quinn (Hayden Christensen). Intrappolata tra il mondo sexy e superficiale di Warhol e il suo nuovo amore, verrà alla fine rifiutata da entrambi e rimandata nel mondo anonimo degli sconfitti.
Nel film non si riesce a capire quale sia il vero motivo di attrazione tra Andy e Edie, che diventano ad un certo punto inseparabili, come se entrambi si identificassero uno nell’altra. Forse Andy pensa di compensare il suo aspetto poco piacente con la bellezza e freschezza di Edie che a sua volta trova in lui un sincero e attento pigmalione. Complessivamente un film piacevole che non riesce però a restituirci la grandezza e complessità dei famosi personaggi raffigurati, troppo schiacciati su aspetti esteriori e iconografici.

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2 commenti

  1. zonavenerdi

    Questa non è proprio la storia di Andy Warhol, ma un pezzo della sua storia e cioè quella in cui è protagonista anche l’ereditiera Edie Sedgwick, che presto scialacqua il suo intero patrimonio.

    In film non è appasionante e anche se la trama è presente si fatica a seguirla.

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L’ascesa e del declino di Edie Sedgwick, una delle più grandi icone della cultura pop americana. Sedgwick era considerata una principessa americana, oltre ad essere nata in una famiglia molto ricca dal sangue blu, era anche bellissima e possedeva immenso talento e carisma. Fu in seguito al suo incontro con Andy Warhol, l’antieroe per eccellenza ed esponente della contro-cultura, che la sua vita cambiò radicalmente. Improvvisamente, infatti, Edie si ritrovò al centro di un universo artistico rivoluzionario, intriso di sesso ed eccessi, in una corsa furiosa verso la fama e i suoi fasti, destinata ben presto a sfuggirle dal controllo.
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La Pop Art e la musica degli anni 60 mi appassionano. Sono andato a vedere Factory Girl carico di aspettative, rimaste in gran parte deluse. È un film con grossi problemi. La sceneggiatura, che assembla eventi senza metterli in relazione gli uni agli altri. E poi la bidimensionalità dei protagonisti: Andy Warhol, sembra una caricatura, purtroppo per il pur bravo Guy Pierce. Edie Sedgwick è raccontata in modo privo di profondità. Peccato sprecare una faccia bella e potenzialmente ricca di espressività come quella di Sienna Miller, che somiglia nel modo giusto alla vera musa di Warhol. Le cose migliori del film sono scene, costumi e fotografia, che ci restituiscono per qualche aspetto il senso dell´epoca. Mi hanno fatto tornare in mente la canzone di Leonard Cohen “Chelsea Hotel”: ironicamente, è proprio questa citazione l´unica cosa che mi resta del film. (GIANRICO CAROFIGLIO – La repubblica)

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