Faccione

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Opera prima di Christian De Sica. Daniela lavora presso la proprietaria di una galleria d’arte. E’ una ragazza molto grassa, che vive in un mondo tutto suo fatto di bugie, di amicizie importanti e origini nobili inesistenti. Un giorno sul suo cammino incontra Michele un ragazzo calabrese dalla palese ambiguità sessuale. I dubbi di Daniela si risolvono quando il convivente del ragazzo le dice tutta la verità sulla loro relazione ma lei, pur sapendo la verità, cerca in tutti i modi di conquistare Michele, per ottenere quello che sembra un amore impossibile. (Deneb)

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2 commenti

  1. Jim Puff

    Commedia tristissima (almeno nella prima parte) dove un lieto fine ci solleva dalla sofferenza fin li provata.
    Daniela, ragazza grassa, racconta un sacco di bugie (forse + a se stessa che agli altri) creandosi un mondo tutto suo; ma è anche generosa e ospita in casa un ragazzo Michele licenziato dal datore di lavoro e amante.
    Presto si scopre incinta di un uomo di colore che è andato in tournèè con un complessino.
    Nonostante i consigli della famiglia si terrà il bambino e chiarirà molte cose con Michele che diventerà molto affettuoso e ben disposto verso il nascituro.
    Per essere un’opera prima ha molti spunti belli, anche se è discontinua.
    Molte comparse che interpretano se stessi: Enrica Bonaccorti, Roberto D’Agostino e il critico d’arte Achille Bonito Oliva.

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Daniela lavora presso la proprietaria di una galleria d’arte. E’ una ragazza assai grassa, alquanto pasticciona, piena di vitalità e comunicativa ma troppo sognatrice. Vicino a Campo dei Fiori, dove abita con l’amica Luisa, tutti la conoscono e le vogliono bene. Portando al mattino i cornetti ad un gruppetto di immigrati, apprende con dolore che il suo diletto Mubu, un batterista senegalese, se n’è andato a Napoli per un ingaggio. Poi per telefono conosce un certo Michele, che vive con Massimo, un antiquario di anomale tendenze e, combinato un appuntamento a Piazza Navona, manda, inutilmente, avanti Luisa, (ma questa parte all’improvviso poichè è innamorata di un uomo sposato che vive a Milano). Daniela lo porta a ballare, ne parla in casa dei suoi come di un principe fiorentino con cui si è fidanzata e lo ospita in casa, dove in realtà nulla succede. Il giovanotto (fa l’elettricista) viene baldanzosamente posto a contatto con gente di cinema e di teatro che frequenta la galleria (un ambiguo regista lo mette addirittura alla prova per il ruolo di Macbeth), ma Michele non ha capacità e ogni cosa non riesce. Improvvisamente Daniela riceve due rivelazioni: è incinta di cinque mesi (il padre è Mubu) e Michele è un omossessuale (glielo ha dichiarato l’antiquario, presso il quale lei è andata a ritirare lo scarso bagaglio di Michele, dato che questi è stato licenziato). Ma Daniela (licenziata lei pure, avendo combinato nella galleria un autentico disastro con i quadri di un maestro americano) non si perde mai d’animo: ospita definitivamente nel suo limitato alloggio l’elettricista tuttofare e spalanca la porta pure a Luisa, che ritorna delusa e più lamentosa che mai e a cui Michele riserva qualche attenzione concreta (altra sfortuna per Daniela). Poi torna Mubu, sempre in giro con una piccola band, perchè è nato il suo bambino, nero e ricciutello. E Daniela è felice: non solo non ha ceduto all’idea di abortire ed ora si coccola il pupo, ma a furia di chiacchiere e di improvvisazioni, è riuscita a far scegliere Michele per un film dei fratelli Taviani. Michele penserà a tutti e tre. (Yahoo)

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