Eyes Wide Open

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Eyes Wide Open

Aaron (38 anni), rispettabile macellaio della comunità ultraortodossa di Gerusalemme, è sposato con Rivka (28 anni) e ha quattro figli. La morte del padre lo costringe a cercare qualcuno che lo aiuti nella sua attività. Il caso gli fa incontrare Ezri, un bel giovane ventenne, studente di una scuola religiosa, col quale ha un’amabile conversazione. Il giorno dopo Aaron scopre che Ezri passa le notti su una panchina in strada, si commuove e decide di prendersi cura del ragazzo. Gli insegna il lavoro di macelleria e lo ospita nella stanza dietro il negozio. Aaron introduce Ezri nella comunità e lo invita a cena in casa sua. Diventano così sempre più amici. Un giorno, mentre si trovano a un distante “Mikve” (un bagno rituale sacro), i due hanno un momento di intimità che li rivela innamorati uno dell’altro. Da quel momento in poi Aaron non ha più pace: si sente ogni giorno di più legato ad Ezri, passa tutto il suo tempo con lui, dimenticandosi della famiglia e della comunità, travolto da una passione più grande di lui. Aaron è comunque un uomo timoroso di Dio, e devoto alla sua famiglia. I sentimenti di colpa iniziano a tormentarlo inducendolo anche ad autopunizioni corporali. Quando Rivka sospetta che il marito abbia qualche problema, si reca dal Rabbino Vaisben, il capo della “Modesty Guards”, un’autorità della comunità Ultra-Ortodossa. Le Modesty Guards iniziano a pedinare Aaron che subito si accorge di “eyes wide-open”, occhi attenti che lo controllano ovunque. Aaron cerca di mettere delle barriere tra lui ed Ezri, un giorno lo caccia addirittura via dal negozio. Ma il suo amore per Ezri è troppo grande e gli implora di ritornare. Quando Rivka scopre per caso un messaggio d’amore che Aaron aveva ricevuto da Ezri, i suoi peggiori sospetti sono confermati e decide di entrare in azione…

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18 commenti

  1. Skippy'90

    Triste, molto triste e realistico. L’ho appena visto ed è una storia amara, nella quale costellano numerosi simbolismi (la figura paterna, la carne, la casa, il coltello, le sigarette, il fumo, la religione, l’acqua) in un ambiente conservatore, religioso e tradizionalista nei suoi ruoli (il matrimonio obbligatorio, il ruolo subalterno della donna e il “cameratismo” permissivo tra uomini purché non sconfini nel sesso o nell’amore). Amaro e con un finale aperto che lascia presumere diverse interpretazioni alla storia. Voto: 8.

  2. luca/ch

    Tema del rapporto religione omosessualità fotografato non solo attraverso il giudizio sociale, ma in modo più introspettivo, analizzando lo straziante logorio di chi, come il protagonista, si affanna nel trovare un contatto tra la strada verso la “verità” dettata dalle sovrastrutture culturali e la natura della propria anima.

  3. zingaro

    semplicemente pulito, quasi poetico, bella storia d’amore tra due personaggi particolari caratterialmente, la paura la complicità l’amore,… un film quasi una poesia… bello, uno dei pochi film che mi ha emozionato.

  4. thediamondwink

    eccellente! In nome di D*o, si sono commessi tanti abbomini nella storia e altri se ne commetteranno. Se gli uomini fossero più razzionali, forse il mondo sarebbe migliore, da ogni punto di vista.
    I protagonisti sono molto bravi, come le musiche e la fotografia. Da vedere assolutamente!

  5. Ho visto il film scaricandolo dal sempre prezioso QUEERFRAME.
    Concordo con Giuseppe81: due/tre particolari riportati nella sinossi non sono presenti nel film. È un errore del sito o ne esistono in circolazione due versioni?
    In ogni caso è un film bello con momenti molto intensi.
    Interpreti bravissimi.

  6. Giuseppe81

    Finalmente sn riuscito a vederlo!un film da vedere!M ha colpito il modo d farci vedere come un amore possa nascere e vivere cn una intensità e una forza senza mai cedere nel più melenso melodramma, lo si capisce soprattutto nella fisicità ke i due vivono!Il film in realtà però racconta principalmente il dissidio interiore del protagonista, diviso da una fede sempre più perfidamente opprimente, e una passione ke lo fa sentire x la prima volta vivo!

  7. marediguai

    Molto intenso, sguardi e gesti pieni di significato.
    Ancora più particolare perchè girato all’interno di una comunità chiusa allo sgurdo esterno come gli ebrei ortodossi di Gerusalemme. Classico il tema di una comunità che cerca di espellere il diverso, con tristi conseguenze. Interpreti davvero meravigliosi.

  8. Foerster

    Film bellissimo, girato con un rigore che non concede spazi a sentimentalismi, ma sa esaltare i sentimenti più profondi, veicolati più spesso dagli sguardi e dai silenzi che non dalle parole.
    Particolarmente straziante ho trovato la contraddizione tra l’insegnamento sulla benevolenza divina, di cui si parla con entusiasmo in una discussione talmudica, e la bieca realtà quotidiana della comunità di Mea Shearim, che di quell’insegnamento non sa che farsene, e preferisce una reazione violenta nei confronti di chi non si adegua ad una vita che, come dice il protagonista Aron, più che vita è morte.

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trailer: Eyes Wide Open

https://youtube.com/watch?v=dnKfBvlZAcM%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

Varie

on è un rispettabile macellaio kosher della comunità ebrea ultraortodossa di Gerusalemme. Sposato con Rivka, ha quattro !gli. Alla morte del padre è costretto a cercare qualcuno che lo aiuti nel suo lavoro. Ezri è giovane, ha vent’anni, è studente di una scuola religiosa, è bellissimo. Un incontro causuale tra i due, il lavoro insieme nella macelleria. E si scatena un turbine di eventi incontrollabili. Aaron non ha più pace: si sente ogni giorno più legato ad Ezri, passa tutto il suo tempo con lui, sottraendosi ai doveri della famiglia e della comunità. Travolti dalla passione, i due perdono il senso di realtà. E quando la moglie Rivka scopre un messaggio d’amore che Aaron ha ricevuto da Ezri, i suoi peggiori sospetti sono confermati. La scena di sesso più pudica e intensa mai raccontata al cinema. Un !lm intenso, equilibrato e onesto, che mette in luce tensioni e irrisolvibili con”itti, tra repressione e disperazione. Dimostrazione del teorema per cui omosessualità e ortodossia non stanno insieme. In nessuna fede. (Migay 2010)

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