Downriver

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Downriver

Un film noir in ambiente rurale nell’Australia contemporanea. La storia prende spunto da un fatto reale, l’omicidio di James Bulger nel 1993, ma viene presentata con tante libere invenzioni che la trasformano in un intrigante storia di sesso e mistero. James Levy (Reef Irlanda) è un giovane che è stato condannato anni fa, per l’annegamento del coetaneo Chris nel fiume, il cui corpo non è mai stato ritrovato. James non si è mai ricordato di cosa veramente fosse accaduto, quindi non sa se è stato veramente lui a far annegare Chris, anche perché subito dopo il fatto ebbe un attacco epilettico. Sua madre lo convinse a non confessare l’omicidio ma il fatto che fosse insieme al ragazzo al momento dell’annegamento e soprattutto che era stato lui a sequestrarlo, lo rese per tutti colpevole. Adesso, dopo anni, viene messo in libertà vigilata sulla parola (lo vediamo dare un tenero addio al suo compagno di cella e amante) , si sente addosso gli occhi accusatori di tutti, che, insieme ad un certo senso di colpa, lo convincono a cercare di fare luce sulla triste vicenda, qualsiasi sia stata la verità. Soprattutto vuole capire perché il corpo di Chris non sia mai stato ritrovato.  Inizia quindi un’indagine personale che nessuno guarda di buon occhio, come se tutti avessero paura di eventuali approfondimenti. Anche la madre  (una superlativa, come sempre, Kerry Fox) sembra non approvare, così come Damien (Charles Grounds) che vorrebbe solo essergli amico, e soprattutto il suo migliore amico Anthony (Thom Green), che in realtà era presente quando Chris annegò ma che James aveva protetto nascondendo la sua presenza. A complicare la vicenda entrano nell’incastro le relazioni sentimentali che nel frattempo si sono sviluppate. Anthony ha segretamente sedotto Damien, una relazione che sembra nascondere molte cose. L’attrazione nascosta tra James e Anthony, che stanno giocando al gatto e topo, ci porta dentro un pericoloso triangolo amoroso che potrebbe far esplodere tante cose, soprattutto quando la verità inizierà ad emergere… Una bella metafora sul passare del tempo, sull’inaffidabilità della memoria e sull’incapacità di recuperare gli eventi dell’infanzia una volta che l’esperienza li abbia sporcati. Un thriller che si presenta con toni lirici, lento ma anche fluente nel dispiegare la complicata vicenda, espressa più con le immagini, gli sguardi e i silenzi che con le parole, immersa in un impressionante paesaggio, la cui apparente tranquillità non riesce a nascondere torbidi comportamenti. Le relazioni omosessuali vengono rese con la massima naturalezza e spontaneità (a parte un paio di insulti omofobi ai margini). I personaggi principali vengono seguiti nella loro evoluzione interiore, e anche il cattivo Anthony potrà trovare giustificazioni, considerando il terribile ambito famigliare in cui vive.

synopsis

Sometimes the path to redemption is paved in sin. James, 18, has been released from juvenile detention after serving time for his involvement in the suspected drowning of a young boy in a river years earlier. Ravaged with uncertainty, dealing with an estranged family and forced to face the dead boy’s mother, James is set upon a journey of self discovery, shocking revelations and danger as questions surrounding the boy’s death brim to the surface. Old friendships are questioned, family ties are tested and lives are put on the line as James must find his path to the truth. It’s a path that will lead him Downriver…

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