Domenica, maledetta Domenica

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Domenica, maledetta Domenica

A Londra uno scultore giovane ed egocentrico si divide tra un medico ebreo di mezza età e una trentenne divorziata: un triangolo da cui si libererà partendo per l’America e lasciando i due ex amanti a spartirsi quelle loro domeniche “maledette” e sconsolate. Da una sceneggiatura di Penelope Gilliat, un affresco di vita borghese sensibile e malinconico, tra perbenismo, nevrosi e solitudine, che mette in evidenza quel “romanticismo malinconico e preciso, tutto sfumature, sospensioni e sguardi” che rappresenterà d’ora in poi la qualità migliore di Schlesinger. Memorabile anche per il primo bacio gay sullo schermo. Nella particina del vandalo il giovane Daniel Day-Lewis. Un insuccesso al botteghino che convinse il regista britannico a darsi alle produzioni americane. Premiato col David di Donatello nel 1972 come miglior film straniero

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5 commenti

  1. Il commento dell’amico thediamondwink mi ha fatto tornare in mente questo film che avevo tanto amato. Confesso che sono titubante sul rivederlo perchè non vorrei che gli anni l’abbiano troppo ingrigito e temo che non proverei le stesse emozioni di un tempo…Comunque il sublime trio del Così Fan Tutte “soave sia il vento” e il viso infelice di Peter Finch sono ancora nel mio cuore freschi come allora.

  2. thediamondwink

    Quella triste e maledetta ”domenica” non è solo un giorno della settimana, no! E’ la tristezza che accomuna ogni essere umano che ama, che vuole bene e si dispera per un amore finito, quella maledizione che ci accomuna e ci devasta, che stringe il nostro cuore perché ci manca quel qualcuno… Nella triste e grigia Londra, il dolore dei personaggi sembra amalgamarsi perfettamente con il drammatico epilogo di una fine annunciata. Eccezionale la metafora della ”domenica”, dove la rilassatezza del giorno di riposo, fa affiorare i ricordi dei giorni passati insieme alla persona amata e ci si distrugge pensando e ripensando ai momenti trascorsi insieme. Bello davvero!

  3. il problema di questo film è che è visibilmente datato. dirompente per i suoi tempi, oggi non è altro che una testimonianza di un’epoca storica non certo facile, per i gay.
    ps: il primo bacio cinematografico gay è nel Satyricon di Fellini.

  4. steccaadri

    film importante per i gay – uno dei primi fims mai fatti che tratta della normalita di essere gay in un contesto dove omessessualita e considersta punibile e anormale. Finch disegna una figura gay normale anziche la solita machietta gay

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Un giovanissimo scultore e designer, Bob Elkin, ha una duplice relazione amorosa, con una donna e con un uomo piu’ anziano di lui. L’uomo, Daniel Hirsh, un medico colto e raffinato, e la donna, Alex Greville, che lavora come assistente sociale in un’azienda, sanno che Bob non appartiene interamente a nessuno di loro; ne soffrono, ma accettano la situazione. La frattura fra i tre avviene, quando Bob annuncia improvvisamente la sua intenzione di recarsi per qualche tempo a New York, per mettervi a frutto il suo talento. Per Alex, che reagisce accostandosi a uno stanco cinquantenne, ammogliato e senza lavoro, la partenza di Bob è la conferma delle proprie inquietudini, il presagito sbocco di un’inappagante situazione sentimentale; per Daniel è un patetico crollo. Niente di drammatico, invece, nella decisione di Bob, che, da giovane qual’è, è pronto a chiudere con le esperienze acquisite, per cercarne subito altre. Partito Elkin, Daniel e Alex si incontrano casualmente: pur sapendo quanto significhi, per loro, l’essere stati abbandonati da Bob, rinunciano a consolarsi a vicenda, paghi della parte di felicità di cui hanno, nonostante tutto, goduto per aver amato.

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