Dare

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Dare

Il film prende origine dall’omonimo corto del 2005 degli stessi autori, ampliandone le tematiche (il corto era solo un coming out gay). L’idea di farne un lungometraggio è venuta agli autori mentre erano sul set del corto e stavano riprendendo una breve scene tra Ben e Alexa, quest’ultima un personaggio secondario. Entrambi pensarono come doveva essere importante il rapporto tra un ragazzo gay velato e la sua migliore amica, che ha capito tutto e lo accetta anche se non ne parlano ancora.
I protagonisti del film sono tre giovani che stanno frequentando l’ultimo semestre delle superiori. Alexa (Emmy Rossum) è una ragazza sveglia che non vede l’ora di uscire dal proprio guscio; Ben (Ashley Springer) è un malinconico ragazzo che sta scoprendo la sua diversità sessuale; Johnny (Zach Gilford) è un giovane ricco, bello, che può avere tutto quello che vuole ma che in realtà si nasconde dietro le apparenze del cattivo ragazzo. Questo eterogeneo trio si trova a mescolare le proprie vite e i propri desideri sessuali e sentimentali come se stesse facendo le ultime prove prima di lanciarsi sulla scena adulta della vita reale. Uno sguardo intimo e profondo su una generazione che non ha nulla contro cui ribellarsi tranne le proprie auto-inibizioni.

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Un commento

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trailer: Dare

https://youtube.com/watch?v=jflU7PUuuPQ

Varie

‘Dare’ is pretty much what you’d expect from a low-budget indie film: Lazy direction and pretentious storytelling. The standards for indie films are pretty low and this movie is one of those movies that does nothing to change that.
Every character pits him or herself into the perfect mold of dramatic archetypes (minor roles included). The female lead, Alexa, played by a modest Emmy Rossum, is your typical high school overachiever who breaks out of her shell after a moment of foreseeable clarity. Playing a character that’s easy to hate, Emmy works well with the distasteful card she was dealt. Ashley Springer’s character Ben, however, doesn’t get the benefit of the doubt. The unyielding character is completely unlikable throughout the whole movie and he falls victim to being portrayed by an inconsistent actor. Johnny Drake, the biggest cliché of film history, is the only likable character. Zach Gilford shows range in his acting abilities by breaking away from his awkward roles to play the “bad boy” with a heart of gold.
Everything about this movie reeks of presumptuous “raw” perspectives of teen life and sexuality. Unfortunately, the unapologetic principle that drives the plot forward isn’t enough to save it from the dull progression, simple dialogue and contradictory character development. The writer, David Brind, gives me the impression that he wrote this script overnight with help from a 13 year old companion of his. (Imdb)

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