Cruising

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Cruising

Un investigatore viene incaricato di indagare su una serie di delitti commessi da un maniaco nel mondo degli omosessuali. L’agente si traveste come loro, frequenta i loro bar e ritrovi e alla fine riesce a catturare l’assassino. Ma intanto la frequentazione con i “diversi” ha fatto emergere qualcosa di “diverso” anche nel protagonista. Il film che ha fatto scandalo (ma anche cassetta) negli Usa è artisticamente molto valido; il ritratto notturno della metropoli newyorkese è di quelli che restano nella memoria e gelano il sangue. La stroria è quella di un poliziotto (Pacino) che si infiltra negli ambienti gay alla ricerca di un serial killer. Il suo rapporto con la moglie si incrina e affiora sempre più tutta l’ambiguità del personaggio. Il film fù molto criticato dai benpensanti dell’epoca per il suo tema scabroso e le immagini molto crude; fù anche maldigerito dalla comunità gay perché continua a speculare sull’equazione gay=perversi. Consigliato a cinefili e amanti del thriller.

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14 commenti

  1. Concordo con Nick88, il film risulta godibile più per l’atmosfera claustrofobica di alcuni ambienti gay che ben testimoniano il periodo pre-aids, in una New York tentacolare e promiscua, (non di meno adorabile), più che per lo svolgimento. Ad ogni modo, le lamentele da parte della comunita’ gay furono avviate non tanto per la rappresentazione dei locali sadomaso che avrebbero dato al pubblico un immagine del mondo gay estrema, quanto più per la storia, che tratta di un omicida affetto da omofobia interiorizzata.

  2. Nick88

    Il film, però, conta soprattutto per l’atmosfera, cupa e asfissiante, e per un ritratto, certamente parziale, ma cmq veritiero, dell’ambiente gay newyorkese pre-AIDS. Senza contare la straordinaria colonna sonora, davvero ammirevole. Fallace, invece, la sceneggiatura, che dovette cmq districarsi tra le scure della censura e soccombere dinnanzi al pessimo vizio di Friedkin (in parecchi suoi film) di rimaneggiare continuamente il materiale al punto tale che il film risulta irrisolto e per certi versi poco chiaro in alcune sue parti (sarà stata una scelta registica voluta? Ne dubito). Tutto sommato, ne consiglio la visione soprattutto per l’atmosfera di decadenza che pervade l’intera pellicola e perchè ritrae cmq un momento di vita gay alla cuspide tra la primavera di liberazione all’indomani di Stonewall e l’avvento dell’AIDS.

  3. Nick88

    Pellicola interessante di William Friedkin, regista piuttosto sottovalutato, e che invece ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema, con capolavori come “The exorcist”, “The French connection” e non ultimo “The boys in the band”, a tutt’oggi una delle opere migliori nell’ambito della cinematografia a tema gay. Questo “Cruising”, pur non potendo essere annoverato tra i suoi film più riusciti, merita senz’altro una rivalutazione rispetto all’accoglienza glaciale che ricevette alla sua uscita da parte di critica e pubblico, specie quello omosessuale. Se non erro ricevette anche una manciata di nomination ai Razzies, abbondantemente immeritate. E’ vero che il thriller non è assai ben congegnato, così come è altrettanto vero che Al Pacino è fuori parte e inizia proprio con questo film un periodo di declino artistico, dopo un decennio brillante, e che toccherà poi il livello più basso con certe produzioni del nuovo millennio.

  4. grandejoe

    Pur amando il cinema di Friedkin, non si può dire che questo film sia riuscito del tutto. Sicuramente in anticipo sui tempi però non da una bella immagine della ‘comunità’ gay newyorkese che sembra per la sua totalità occupata a farsi di cocaina, fare sesso estremo e promiscuo che è una bellezza. Inoltre c’è qualche scena di sesso etero di troppo e, onestamente, si fa fatica a credere Al Pacino come oggetto del desiderio che qualsivoglia omosessuale.
    Le riprese in esterno furono fortemente contestate, con tanto di scontri di piazza, dalla vera comunità gay di New York che, non a torto, protestava per il modo in cui venivano mostrati gli omosessuali. Il locale del film, il Mineshaft, è esistito davvero. Produceva la Lorimar, la stessa del telefilm Dallas.

  5. traveller

    Ti ringrazio per la lezione di informatica!!….Sono proprio un incapace.Non sapevo assolutamnete l’esistenza di videolan.Comunque opterò per l’acquisto di un DIVX….sarà meglio!!!

  6. Puoi sempre comprarlo.. Sai quanti film, introvabili in altro modo, esistono in divx? Se sei un appassionato di cinema dovresti approffittarne 🙂 oppure puoi vederlo nel pc con windows media player o scaricando gratuitamente videolan, lettore che legge qualunque tipo di formato..

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A New York, nella zona di Greenwich Village, un maniaco uccide a pugnalate gli omosessuali scegliendo le sue vittime fra giovani trentenni alti e con capelli neri. Poiché l’agente Steve Burns ha queste caratteristiche viene incaricato di infiltrarsi nell’ambiente dei sadomaso, cui probabilmente appartiene l’assassino, per cercare di dargli un volto e un nome. L’uccisione di un professore universitario da a Steve una traccia da seguire: Leo Speek, allievo della Columbia University.

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Uno straordinario Al Pacino per un film che, alla sua uscita nel 1980, scatenò polemiche nella comunità gay newyorkese e animò la censura per il tema trattato – l’omosessualità – e il linguaggio adottato: “Cruising” di William Friedkin. Incaricato di travestirsi da omosessuale masochista per individuare uno psicopatico che batte il mondo dei sadomasochisti gay del West Greenwich Village di New York, un poliziotto finirà per domandarsi se sia ancora eterosessuale come all’inizio. Tratto liberamente da un romanzo di Gerald Walker, il film subì un vero e proprio boicottaggio che ha portato la pellicola a non essere mai più proposta né in tv né in rassegne o retrospettive.
(f.d.g., La Repubblica)

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