Crisalidi, ragazze xy

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Crisalidi, ragazze xy

Milano. Cinque persone, cinque trans, Monica, Antonia, Giorgio, Lorena e Nicole, raccontano la propria esperienza di vita, da un punto di vista inconsueto e intimo. La telecamera, mai fissa, dipinge una serie di ritratti dando libero sfogo alle emozioni, alle paure, alla rabbia, ai sogni. Impone la realtà, anche quando è scomoda, restituendo la complessità e l’eterogeneità di un universo così vasto, come quello dei trans, e l’eroicità della loro lotta quotidiana. Crisalidi è anche il ritratto di una città confusa e frammentata che fatica a accogliere i suoi abitanti pur fingendosi moderna e cosmopolita. Ne emerge, disorientante, uno spaccato di vita e di esistenza lontano dai preconcetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano alla realtà transessuale.

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Un commento

  1. Stupendo da vedere e da far proiettare d’ovunque senza stregua.
    E’ emozionante ogni volta che ho presentato questo documentario
    come relatrice e essendo una delle protagoniste di Crisalidi.
    Informativo…. Antonia Monopoli.

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“Crisalidi, ragazze xy” di Federico Tinelli – BeMoviement videoproduzioni, racconta in 25 minuti la battaglia per i diritti civili dei e delle trans, coinvolti loro malgrado dalla discriminazione di genere.
Cinque transessuali milanesi hanno voluto provare a rappresentare la loro realtà da un punto di vista inconsueto e molto umano, dando libero sfogo alle emozioni, alle paure, alla rabbia e ai sogni. Ne è emerso uno spaccato esistenziale lontano dai concetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano al concetto di transessualità.
Il film, nato dalla collaborazione tra ALA Milano Onlus e l’Associazione Crisalide Azione Trans, vuole guidarci nella vita quotidiana di tutte quelle persone che hanno affrontato il difficile cammino del cambiamento di genere e che aspirano a un’esistenza e a un lavoro “normali”.
Dichiarazione dell’autore:
Quando mi è stato proposto questo lavoro, su un gruppo di persone trans che vivono a Milano, sapevo di andare incontro da profano, a una realtà difficile. Sentivo istintivamente di non avere il linguaggio necessario per affrontare consapevolmente un discorso su questa realtà. Per arrivare a rendere anche solo in piccola parte le gioie e le sofferenze di Monica, Antonia, Giorgio, Lorena e Nicole ho dovuto mettere in crisi i miei convincimenti. Fare mio, il loro dramma. La crisi è la base di qualunque esperienza autenticamente poetica. Ho deciso di far scrivere loro un monologo che rappresentasse in breve la loro singolare esperienza di vita. Poi intorno a questi monologhi ho elaborato la regia delle immagini. E’ stato come creare insieme a loro, a partire da una sorta di comunicazione epistolare. In tal senso il film non è e non vuole essere un discorso critico ed esaustivo sulla realtà trans, né sui generi. Lo scopo che ci eravamo prefissati era rompere il preconcetto che associa la realtà trans alla prostituzione, al “travestitismo della domenica”, alla trasgressione.

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