Civilisées - Civilizzate

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Civilisées - Civilizzate

E’ un quadro realistico ed impressionante della guerra in Libano, vista dal basso, da un palazzo qualunque, dove la morte è sempre in agguato, dove vivono insieme ricchi e poveri, libanesi e stranieri, vecchi e ragazzi. Una parte importante hanno due lesbiche presentate senza pruriti di nessun tipo e perfettamente integrate nell’ambiente disastrato e apocalittico. Da vedere e meditare. Il governo del Libano ha chiesto alla regista di tagliare 47 minuti di scene dal film, considerate offensive od oscene.

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Beirut, anni Ottanta, nel pieno della guerra civile. Una parte dei libanesi (quelli ricchi e benestanti) è fuggita in Europa, lasciando vuoti appartamenti e dimore di gran lusso. In queste case sono rimasti i domestici (cingalesi, filippini, egiziani) arrivati numerosi negli anni d’oro del Libano. Un cecchino tiene di mira il palazzo e tutta la zona. Tante vicende diverse si intrecciano tra loro. Alcune prostitute hanno messo ad un piano la loro sede. Vicino hanno trovato rifugio due lesbiche. Viviane, una ricca borghese di età matura, è invece tornata per ritrovare l’amante. Dall’alto il cecchino spara più volte, infine riesce ad uccidere e, subito dopo, chiede perdono a Dio. C’è infine Bernadette, una giovane cristiana che si innamora di un miliziano musulmano. Bernadette porta un crocefisso al collo, corre rischi gravissimi, ma è decisa a non rinunciare al proprio modo di agire. Mentre passa la linea di confine tra una zona e l’altra della città, Bernadette viene colpita. Segue un’altra sparatoria. Per strada, uno dice: “Siamo nati per essere poveri”. E l’altro: “Ne riparleremo nel prossimo secolo”.

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