Carmen y Lola

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Carmen y Lola

Applauditissmo alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2018, e vincitore di due premi ai Goya Awards 2019, “Carmen & Lola” è un film con molti motivi di interesse. Anzitutto è ambientato all’interno di una comunità zingara, cosa che succede raramente nel nostro cinema, e quando succede ce ne racconta i lati peggiori. Anche qui abbiamo aspetti non proprio positivi di questa comunità un po’ arcaica, conservatrice, patriarcale, legata a vincoli religiosi e famigliari che sembrano fuori dal tempo e dalla realtà. Altra cosa che stupisce di questo bel film è il fatto che sia recitato da attori zingari non professionisti ma così bravi (grazie anche ad una puntigliosa regia) che non ce ne accorgiamo. Ormai non ci stupiamo più di trovare opere prima di alto livello, dove è difficile trovare difetti o incongruenze ma soprattutto dove abbiamo una costruzione, forte di un’ottima sceneggiatura, seppure basata su una storia semplice, che ci regala un ritmo sempre in crescendo, dall’inizio alla fine, senza permetterci mai di staccare lo sguardo dallo schermo. La regista Arantxa Echevarría, qui al suo primo lungometraggio, lavora nel mondo del cinema da molti anni ed ha alle spalle molti ottimi corti e doc, che spiegano la perfezione di questo suo primo film.
Siamo nella periferia di Madrid, Carmen è una bella ragazza che non è mai andata a scuola e ora sta per essere chiesta in sposa da un giovane con tutte le due famiglie felici di organizzare questo matrimonio che dovrà regalare loro il maggior numero possibile di nipotini. Lola invece è una ragazza che viene giudicata strana anche nel suo ambiente, disegna bellissimi graffiti di uccelli e sogna di andare all’università e diventare maestra. Non ha mai dimostrato interesse per trovare un ragazzo sebbene abbia già compito i 17 anni. Nella sua mente è tutto chiaro, i suoi desideri e il suo orientamento sessuale sono per lei incontestabili ma tutto questo deve rimanere nascosto alla sua famiglia e a tutti gli altri. Un giorno mentre Lola si trova al mercato rionale, tra le grida dei venditori e le vivaci richieste dei clienti, non può fare a meno di incrociare lo sguardo della bella Carmen. Da quel momento inizia una storia d’amore che più tormentata e più gratificante non si potrebbe. Una storia impossibile che dovrà combattere contro il mondo intero per seguire il sogno di una libertà e di una meritata felicità. Potrebbe essere una favola, la solita favola sull’amore impossibile, ma una meticolosa e scrupolosa regia e sceneggiatura ci portano in un mondo così realistico, vero e intenso da farcelo toccare con mano. Conosciamo le abitudine di vita di questi zingari con le donne subalterne che si riuniscono solo per svolgere le loro funzioni di madri e mogli, con l’importanza che viene assegnata al culto evangelico e alla figura del pastore all’interno della comunità, dove a tutti è chiaro quanto sia aberrante un amore omosessuale. Le due protagoniste ci offrono una interpretazione luminosa e memorabile, perfettamente inserite in un quadro che brilla di freschezza, bellezza e rispetto per ogni cosa e persona (da notare che la sceneggiatura evita di parlarci dei legami con la delinquenza spesso presenti, più che altro per problemi di sopravvivenza, in queste comunità). Imperdibile.

synopsis

A first lesbian love story set in the gypsy community…with a gypsy cast of non-professional actors!
Exposing conservatism in cultures and communities with the example of the Gypsy community in Spain, repression due to religious fanatism and addressing social problems with hints of sexism and racism. The film gives a very relevant and necessary perspective on regressive communities. (IMDB)

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