Caravaggio

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La vita convulsa di Caravaggio ripercorsa dal pittore durante la sua agonia: la sua gioventù miserabile, la protezione del cardinale Del Monte, il legame con il baro Ranuccio Tomasoni e la prostituta Lena. Jarman pone l’accento sul binomio genio-sregolatezza sottolineando le scelte di vita passionale che hanno portato il pittore alla morte. Un film difficile per il grande pubblico e molto figurativo. Il regista underground inglese Jarman proviene dalla pittura e nel rappresentare la vita del Caravaggio utilizza continui riferimenti pittorici. Psicologico e con molte fantasie storiche, si tratta di un film provocatorio nello stile del regista di Sebastian. Non per tutti i palati, ma molto suggestivo. C’è anche qualche riferimento al cinema del maestro Ken Russell, per il quale Jarman studiava le scenografie. Premio al festival di Berlino per la fotografia di Gabriel Beristain.

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6 commenti

  1. her mann

    Caro zonavenerdi, impara a rispettare il giudizio altrui. Se per me è un capolavavoro e per te una cavolata, fattene una ragione. Mica tutti la pensano allo stesso modo. Io questo film lo custodisco tra le mie cose piu’ care. Tu custodiscine pure altre …è la libertà di pensiero.Almeno qua lasciateci la possibilità di esprimere le nostre emozioni. Ciao

  2. zonavenerdi

    Caro her mann, ma basta col mettere sull’altare una serie di registi cult e premiare tutti i loro film a prescindere. Se un film è brutto, lo è chiunque lo abbia girato…

  3. zonavenerdi

    Ho comprato il dvd nel 2002, solo oggi sono riuscito a vederlo tutto. E credetemi ci ho provato più volte, ma senza mai arrivare alla fine. E’ un film davvero lento e noioso. E tra l’altro si prende anche molte libertà rispetto alla storia reale.

  4. Ho visto questo film pensando mi sarebbe stato d’aiuto per un’esame di storia dell’arte. Inutile dire che l’aiuto è stato poco. Il lungometraggio è comunque un film particolarissimo. Alcune opere sono riproposte in modo eccentrico durante le scene come dei fermo immagine, di Caravaggio e non, come morot assassinato di David che appare dal nulla. Il regista è a dir poco geniale.

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Fuggiasco a Porto Ercole, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio ivi muore nel 1610. Lo assiste il fedele servo muto Jerusalemme. Si rivive la vita tormentata e procellosa che il pittore condusse a Roma, tra sordide avventure, risse e traversie di ogni genere; gli incontri amorosi con l’amante Lena e con l’altro amante – il più noto fra i modelli – Ranuccio Tomassoni che poi Caravaggio uccise a coltellate; infine è tutta una sfilata di gente illustre o di bassa estrazione, con cui il pittore si ispirava per le sue opere più celebri. Nell’agonia, il Caravaggio riepiloga volti ed episodi, ricorda i vertici raggiunti, i potenti incontrati, i momenti intensi della sua dissipazione come della sua fama, ancora oggi straordinaria.

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