Cachorro

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Cachorro

Cachorro, realizzato a partire dall’omonimo cortometraggio, è l’ultima fatica del regista spagnolo Miguel Abadalejo. Per certi aspetti autobiografico (Abadalejo è un fervido attivista della comunità ursina) il film strizza l’occhio al “dramedy” spagnolo e all’ironia disarmante dei fumetti di Ralph Konig, affermandosi come uno dei prodotti più interessanti del panorama cinematografico contemporaneo. (genderbender.it)

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11 commenti

  1. ragazzi, si vede che in italia le storie gay non trovano né produttori né pubblico fuori dal ghetto. Questo film è un orrore. Di quanto peggio il mio paese abbia mai prodotto e non solo come film gay ma come cinema in generale.

  2. un film che mostra un aspetto del momdo gay diverso da quello abituale, e proprio per questo credibile, originale e “diverso”..
    bella la storia e bello il film, come il protagonista e tutti gli orsi che fanno da comparsa..

  3. Un gran bel film, ottima la prima parte, nella seconda si appesantisce un pó. Davvero buona l’ínterpretazione del protagonista, peraltro eterosessuale. L’unico calo di stile, é il fatto che sia il protagonista che sua sorella (hippie) sono sieropostivi, a mio avviso un tributo alla subcultura cattolica, probabilmente involontario e comunque perdonabile. Il film é tenero e godibile, con spunti di riflessione importanti, ed offre uno spaccato del mondo gay lontatno sia dai chilché queer, che da quelli di forzata normalitá di chi si nasconde, senza mai essere melenso o scontato.

  4. Bel film , piacevevole e con molti spunti di riflessione……mai banale in ogni suo aspetto…….privo di tutti gli stereotipi che ammorbano la visione dell’omosessualita’ e che perdurano ancora oggi in Italia.

  5. Jim Puff

    Un gran bel film che ha fatto felice la comunità ursina.
    Finalmente un film dove i gay ( nel film la comunità di ORSI) (presentati senza stereotipi) alle prese con il mondo dei bimbi si comportano alla stregua di qualsiasi genitore etero, con momenti di gioia, problemi da affrontare, scocciature e sorrisi senza dover rinunciare alla propria vita e alle proprie amicizie.
    Le reazioni del ragazzino sono naturali e non prive di spunti interessanti per genitori.
    Il film dimostra che si può vivere la vita gay anche con un cucciolo di uomo tra i piedi, offrendo al ragazzino una visione più ampia del mondo degli adulti e senza per questo creargli traumi o offrirgli indirizzi poco canonici sulle future scelte sessuali, ma anzi esempi tranquilli nel quotidiano caos del vivere.
    Il film è bello e da vedere, peccato che in dvd esista solo la versione spagnola.

  6. Un doveroso tributo a una sub-cultura gay molto diffusa e troppo spesso soffocata dal glitter delle paillettes e dai fisici definiti e scolpiti che la visione eterocentrica ha posto come simbolo dell’omosessualità maschile. E oltre tutto ciò, una bella storia di persone e della loro evoluzione.

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Pedro è un attraente dentista gay che vive tra le maglie della comunità omosessuale ursina, fatta di uomini barbuti e possenti, di morbide barbe e solide maniglie dell’amore invece di fianchi asciutti e pettorali sodi.

Perfetta incarnazione del classico “orso”, Pedro conduce una vita sentimentale e sessuale spensierata fino a quando la sorella maggiore Violeta, in partenza imminente per l’India con il suo nuovo amante hippie, non gli chiede di occuparsi del nipotino Bernardo. Pedro accetta, anche se a malincuore, decidendo allo stesso tempo di cambiare abitudini di vita per non turbare il nipote. Ma Bernardo si rivela un “cachorro” (letteralmente “cucciolo d’orso”) particolarmente maturo nonostante l’età, e il film diventa una riflessione divertita e profonda sui legami famigliari, sul desiderio di paternità e sulla sorprendente saggezza dei bambini.

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