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Abbiamo già visto molti film sull’adolescenza, sul coming out e sul primo amore di ragazzi gay, ma ogni generazione (ed ogni luogo) ha le sue peculiarità, come ci dimostra questo tenero e delicato film olandese. I protagonisti sono due studenti 15enni che si conoscono quando il loro professore di ginnastica li mette nella stessa squadra di corsa a 4 per un campionato studentesco nazionale. I due ragazzi sembrano molto diversi, Sieger è riservato e teso, anche perchè da quando è morta la madre deve cercare di mantenere in equilibrio la famiglia rimasta, composta da un padre severo e da un fratello ribelle. Marc è invece estroverso e dinamico, si gode il divertimento in famiglia con una sorella che l’adora. Tra i due giovani c’è comunque subito una forte simpatia e iniziano a passare insieme parte del tempo libero. Sieger sente dentro di sè una forte attrazione per Marc, cosa che lo sconvolge e che non vuole accettare. Un giorno mentre stanno divertendosi in un laghetto Marc si avvicina a Sieger, lo attira contro di sè e lo bacia sulla bocca. Sieger accoglie il bacio e lo restituisce, ma usciti dall’acqua e rivestiti, dice nervosamente di non essere gay, sale in bicicletta e fugge via, lasciando Marc disorientato e perplesso. Uno degli amici di Sieger, Theo, anche lui parte della squadra di corsa, lo convince per un doppio appuntamento con due ragazze del posto. Dopo che il quartetto è uscito dal parco fieristico incontrano Marc, felicissimo di rivedere Sieger ma stupefatto quando vede davanti a lui che Jessica, una delle ragazze, bacia appassionatamente Sieger… Un film fresco e vivace che basa gran parte della tensione emotiva non sulle eventuali voci di disapprovazione che potrebbero infastidire i ragazzi ma sulla lotta interiore di Sieger, incerto sulla sua sessualità, timoroso di deludere padre e fratello, troppo preoccupato dal pensare più alla sua immagine verso gli altri che verso se stesso. Accattivante il rigoglioso paesaggio delle campagne olandesi che sembra voler richiamare tutti i protgonisti ad uno stile di vita più sereno e tranquillo.

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13 commenti

  1. Jongens è un film di svolta, che a me ha dato una carica pazzesca, rabbia e coraggio insieme, giust’appunto per #svegliatitalia. Non è perché sia inedito (vedi summer storm 2004 e simili), anzi è molto classico. A me ha ricordato per certi versi Stand By Me (1986), forse il più noto film di formazione, che ha influenzato moltissimi adolescenti e adulti. Ma a differenza di Stand by me Jongens contiene nulla di sconvolgente, è quasi disneyano. Come ha scritto qualcuno andrebbe proiettato nelle scuole.
    Io avrei avuto bisogno di un film così nella mia scuola e avrei avuto bisogno di quelle immagini e in particolare di vedere che un ragazzino di successo, il bravo ragazzo di famiglia, quello che tiene in piedi la scalcagnata famiglia del padre, quello che arriva primo nelle gare si innamora di un altro ragazzo.
    Avrei voluto vederlo, ma non era possibile, non è stato reso possibile e questo lo ritengo un danno, una grande opportunità mancata.

  2. gabber78bs

    Bellissimo, dolcissimo e carico di bellissimi sentimenti, ambientato nella mia bellissima Olanda, per me già solo sentire la lingua è pura emozione, lo suggerisco a tutti, indimenticabile.

  3. gabber78bs

    Io non ho ancora visto il film, ma conto di farmelo passare da un ottimo amico Olandese, fra me è l’Olanda c’è da sempre stato feeling, commento per dirvi che credo abbiate commesso un errore, lo guarderò in lingua originale proprio perchè è in olandese, non credo proprio che degli attori olandesi recitino in tedesco, ehehehe, sarebbe alquanto strano….questo per dire che avete sbagliato lingua. ^_^

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trailer: Boys

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PRESENTATO AL GIFFONI FILM FESTIVAL 2014 NELLA SEZIONE GENERATOR +13

Sieger, un ragazzo di quindici anni amante dello sport, vive con il fratello maggiore Eddie e il padre Theo. Durante le vacanze estive, Sieger si allena con la sua squadra di atletica per i campionati nazionali di corsa a staffetta, e incontra così l’affascinante e imprevedibile Marc, un nuovo membro del gruppo. L’amicizia che nasce tra i due giovani sembra non avere nulla di insolito, ma in realtà Sieger comincia a nutrire segretamente un forte sentimento nei confronti di Marc, e ingaggia una solitaria, silenziosa e intima lotta con se stesso nel momento in cui si rende conto che anche Marc è innamorato di lui. Nel frattempo, Sieger tenta di mettere pace tra il padre e il fratello, che spesso si scontrano da quando la madre dei due ragazzi è scomparsa; ma la mente di Sieger è ormai altrove, impegnata a riflettere su come sia sempre più difficile per lui negare i suoi sentimenti per Marc.(Giffoni Film festival)

BOYS tells the story of Sieger, a sporty, rather quiet 15-year-old boy who discovers love during the summer holidays. Sieger is training in the new athletics team for the national relay championships and meets the intriguing and unpredictable Marc. The friendship that develops seems nothing out of the ordinary, but Sieger secretly harbours stronger feelings for Marc. He engages in a lonely struggle with himself when it emerges that Marc is also in love with him. With his best friend Stef, Sieger discovers a motocross track outside the village. Events soon take on a momentum of their own as Sieger quickly becomes involved with Jessica. At last, he counts for something in the eyes of his tough older brother Eddy, who is secretly using the track to tear around on a moped. Sieger keeps quiet about this to his father, who often clashes with the rebellious Eddy since their mother’s death. Sieger tries to make peace between the two, but his mind is elsewhere, as he finds it increasingly difficult to deny his feelings for Marc. (Production)

CRITICA:

For an athletic Dutch teenager, dealing with his burgeoning sexuality isn’t quite as straightforward as running an athletics relay race, though unlike her protagonist, Dutch female director Mischa Kamp (Winky’s Horse) hits both the sports sequences and the emotional ones pretty much straight out of the park in her intimate and touching feature, Boys (Jongens).
Cute teenager Sieger (Gijs Blom) is a pensive and caring lad who seems to be compensating for the rebellious attitude of his older brother (Jonas Smulders). Their somewhat lonesome widower Dad (Ton Kas) brings up his boys the best he can, though clearly he’s got more good intentions than educational insight. To escape from home, Sieger spends a lot of time on the racetrack, where he trains so fanatically that his coach (Ferdi Stofmeel) suggests he move to the relay race group, who are preparing for a championship.
One of the four boys on the team is the slightly older Marc (Ko Zandvliet), who almost immediately catches Sieger’s eye — or its it simply that Sieger notices that the curly-haired cutie keeps stealing looks at him? Indeed, the film’s screenplay, by Jaap-Peter Enderle and Chris Westendorp, is admirably loose-limbed throughout, with behavior and decisions the result of not one (potentially very reductive) desire or need but instead the outcome of several connected events or possibilities.
Sieger’s same-sex yearning finally crystallizes when the four boys on the relay-race team go swimming at a rural pond after practice — cue the Frisian cows in the background — and the other two teammates have to go home for dinner. Marc then suggests Sieger stay on for a bit more fun, which he initially rejects. But as soon as the other two boys headed home are out of sight, the uncertain and confused Sieger takes the brave decision to bike back to the pond. The boys’ subsequent horsing around ends in a tender smooch in the water that Kamp and cinematographer Melle van Essen capture in an unexpected overhead shot that’s both esthetically pleasing and laden with symbolic meaning, as seen from above, the two kissing teenagers could be of any sex.
Sieger’s emotional immaturity and the growing realization he might not be into girls after all — even if girls are into him — provide the drama of the film’s second half, with the teenager’s seeming indecisiveness wearing out both himself and the more self-assured Marc and their championship training impacted by the boys’ complicated rapport.
Since the film combines sports-movie tropes with a traditional coming-out narrative, there’s little in terms of plot twists that will shock even the most casual moviegoer. But clearly, Kamp’s intention is not to surprise but rather to move the viewer with her depiction of a first love that’s more confusing than most but that’s beautifully mapped out here. In order to capture the biggest possible audience, a clear effort has also been made to keep this story involving 15-year-olds as PG-rated as possible.
17-year-old Blom, the son of stage actress Marloes van den Heuvel, started his career as the 10-year-old male lead in Ciske de Rat, a popular local variation on the musical Annie. Thankfully, despite his theater roots, almost his entire performance is constructed out of moments of restraint and his Sieger is a convincingly quiet and withdrawn character who only wants to do what’s right and who finds that already difficult task further complicated by feelings he didn’t see coming. Opposite him, Zandvliet is radiant and easy to fall for as the more uncomplicated Mark, even if his role is somewhat underwritten. As his bum-slash-rebel of a brother, Smulders is, appropriately, something of a loose canon whose heart is nonetheless in the right place, while acting veteran Kas impresses as the siblings’ old man, a single father whose quiet, working-class dignity is conveyed in small but precisely acted gestures such as buying his son new shoelaces for the big race.
The score, by Rutger Reinders, supplely supports the proceedings and manages to suggest Sieger’s churning maelstrom of conflicting feelings without ever becoming downbeat or melancholy, which lends another positive edge to this touching story of first love. (Boyd van Hoeij, hollywoodreporter.com)

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