Beautiful Mystery

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Beautiful Mystery

L’adolescente Shinohara ottiene di essere ammesso nel gruppo paramilitare guidato da Mitami Makio. Il gruppo (10 persone in tutto) si prepara ad un colpo di stato e, in caso di fallimento, al suicidio collettivo.
Dopo la cerimonia di iniziazione, Shinohara viene assegnato alla guida di un compagno più anziano, Takizawa, che la sera stessa con l’inganno lo sodomizza. Il giorno dopo Shinohara chiede al suo maestro di poter restare a vivere da lui per imparare meglio, e da quel momento formano una coppia fissa.
Durante il giorno il gruppo è impegnato in esercitazioni militari per sviluppare con lo sport ed il combattimento la perfezione fisica, la virilità ed il cameratismo. Si passa quindi alla parte teorica, dove Makio insegna i principi bushido dei samurai giapponesi. Alla sera finalmente, tutti vanno a dormire nella stessa stanza, lasciando volentieri perdere la filosofia e la politica, ed ognuno sceglie il proprio compagno con cui fare sesso durante la notte. Anche Makio ha un suo discepolo personale, col quale ha solo rapporti passivi. Durante una lezione afferma che il trucco è usato dall’uomo sin dall’antichità per vincere in battaglia e il giorno del golpe lo vediamo mettersi il rossetto. Shinohara e Tanizawa passano la notte prima del golpe facendo sesso, come del resto li aveva invitati a fare Makio. La mattina dopo non suona la sveglia e non riescono a raggiungere i compagni. Shinohara invita il maestro a fare almeno hara-hiri, ma evidentemente nessuno dei due era veramente votato a morire per la patria. Per loro due la vita continua e li ritroviamo due anni dopo a lavorare come geishe in un locale gay. (R.M.)

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Beautiful Mistery è un film del genere chiamato in Giappone ‘Pinku eiga’ , softcore indipendenti generalmente eterosessuali, con soggetti qualche volta di tipo sadomasochista e che a volte hanno anche trattato temi politici.
Nonostante la censura si tratta di un film eccitante oltre che divertente, che ricorda curiosamente i primi film porno di J.D. Cadinot, per la sua ironia anarcoide e per le sue trovate originali. Durante le scene erotiche la telecamera riprende da strane inquadrature, in modo che ci sia sempre qualche mobile ad impedire la vista del pene, vietatissimo nei film giapponesi, mentre lo stesso non vale per le natiche, infatti nulla viene nascosto quando Takizawa spalma la Nivea nell’ano Shinohara prima di violentarlo.
La satira contro il militarismo coglie nel segno. Dietro al culto del vero uomo, alle gerarchie, alle uniformi, alla misoginia, si nascondono sensibilità femminili. Dentro al gruppo autoritario, ognuno pensa al suo compagno, e alla fine a sopravvivere sarà una coppia di gay innamorati ed eccitati. Ad un certo punto Shinohara dice al suo maestro “se io fossi una donna saremmo una coppia perfetta” e Takizawa gli risponde “noi siamo commilitoni e amanti: non siamo forse una coppia perfetta…?”.
Tutto il film è pervaso da una gioiosa ricerca del piacere tra uomini, tutto è fatto con quello scopo. Un ruolo importante hanno i rituali sadomasochisti. Come nella realtà Mishima Yukio, di cui il film è una evidente presa in giro, era affascinato dalle rappresentazioni del martirio di S. Sebastiano, cosi Makio prova e riprova il suo Hara-hiri, seguito da quello dei suoi fedelissimi, che gli cadono addosso seminudi uno dopo l’
altro, colmandolo di piacere. Tutti a quella vista piangono, ma subito dopo si consolano facendo sesso. (R.M.)

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