Il Banchetto di Platone

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Il Banchetto di Platone

Nella trascrizione cinematografica del Simposio di Platone, Ferreri ne coglie il senso più profondo, ovvero la posizione umile dell’uomo di fronte al mistero della sessualità. Nei vari discorsi che si succedono: Fedro che parla del sacrificio di Alcesti per il marito Admeto, ma anche di quello di Achille per l’amante Patroclo. E poi il discorso di Pausania che cita il particolare rapporto educativo tra un maschio adulto ed un fanciullo. Ed il discorso di Erissimaco secondo cui il buon Eros è quello che permette di unire le parti e raggiungere l’armonia di tutte le cose. E poi Aristofane che parla di tre generi: maschile, femminile ed androgino e le metà originali dei corpi che cercano l’altra metà nel doppio orientamento etero ed omosessuale. Ed infine quelli di Agatone e Socrate. Il primo dà una raffigurazione estetica del Dio Eros. Socrate conclude con la questione più importante che riguarda la poetica ferreriana. Ovvero il desiderio di qualcosa che non può essere mai saziato. Quindi la grande bouffe, la grande abbuffata che conduce solo alla morte. Ma nel messaggio di Socrate c’è invece un percorso più impegnativo: la ricerca della Bellezza che passa attraverso l’amore del bello in ogni corpo e in ogni anima. Fino ad una pura astrazione intellettuale della Verità. Quindi Ferreri negli ultimi suoi film è meno pessimista di quanto possa sembrare. Ma quello che a noi importa è sottolineare quanto sia importante che in questo film la discussione sull’Eros di migliaia di anni fa sia per così dire rimessa in scena con l’obiettivo di suggerirne l’importanza nel mondo contemporaneo, negli anni novanta e crediamo anche oggi, per ribadire quanto la percezione dell’Erotismo sia fondamentale per costruire una società umana e soprattutto quanto sia deprecabile una percezione chiusa dell’amore, poiché è il presupposto per una società corrotta. Ora non crediamo che Ferreri abbia ripreso Platone per una discussione sul corpo, sulle pulsioni umane, con la constatazione rassegnata che esse alla fine rendono l’uomo schiavo delle passioni, né tanto meno la femminilità è odiata, anche se Ferreri non rinuncia alla misoginia verso le prostitute e al suo sgomento nei confronti delle parti anatomiche femminili con uteri contenenti misteriosi embrioni. Al contrario, è ripartendo dalla percezione che deriva da questa grande opera antica che bisogna rivoluzionare il pensiero (una volta per tutte, chissà!). Gli orientamenti sessuali devono essere liberi, esprimibili come lo sono nel Banchetto di Platone, laddove Alcibiade parla della sua gelosia nei confronti di Socrate e del suo atteggiamento verso i fanciulli, e dove si parla della bellezza di Agatone e dove Ferreri esalta la raffigurazione del corpo maschile e dell’omosessualità nella muscolarità scolpita di Achille e nella bellezza diretta, tradotta nel primo piano di Fedro oltre al gioco di sovraimpressioni. Il banchetto di Platone è un trattato di autentici orientamenti sessuali che sono il cammino aperto verso la Verità ed una sorta di buona novella evangelica in cui si agita la speranza di una nuova umanità emozionata dalla Bellezza Erotica del Bene. (Sentieriselvaggi.it)

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Ispirato al dialogo di Platone “Il Convito” (o “Il Simposio”)

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