I Bagni Del Sabato Notte

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I Bagni Del Sabato Notte

Proveniente dal Montana, il pianista Michael vive a New York con la sua fidanzata Tracy, ed è in cerca di lavoro. Rispondendo ad un annuncio per un posto, scopre che si tratta di un famoso club gay con piscina (il realmente esistente Continental Baths) e sicuro della propria eterosessualità, accetta con entusiasmo. Lì, tra uomini effeminati, travestiti e gente seminuda, conosce il virile e pelosissimo proprietario e soprattutto il suo aiutante Scotti. Questi, bel ragazzo, educato, simpatico e orgoglioso della propria omosessualità, senza forzature riesce a conquistare l’amicizia del omofobico Michael e della sua aperta e comprensiva fidanzata. A poco a poco il coinvolgimento di Michael per Scotti va oltre l’amicizia: prima riemergono in lui i ricordi di una sua esperienza avuta a 12 anni con un aviatore, poi una sera a casa di Scotti finalmente i due si amano. La mattina dopo Michael torna da Tracy e le confessa tutto. Lei gli chiede che fine farà la loro storia, lui le risponde in modo poco convincente, lasciandoci nel dubbio.
Precursore del ‘queer cinema’ questo è uno dei primi film americani a contenuto esplicitamente gay. Sebbene oggi appaia molto datato, conserva inalterata la sua carica di manifesto camp … segue sulla scheda (R.M.)

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Precursore del ‘queer cinema’ questo è uno dei primi film americani a contenuto esplicitamente gay. Sebbene oggi appaia molto datato, conserva inalterata la sua carica di manifesto camp, fornendoci un’importante testimonianza di quel periodo pieno di speranze e di voglia di recuperare il tempo perduto, che va dalla liberazione sessuale degli anni sessanta (Stonewall), alla comparsa dell’AIDS, periodo che molti di noi, gay italiani, abbiamo potuto solo immaginare, vedendo film stranieri come questo o come ‘Ai cessi in taxi’ (censuratissimo in italia).
Il film uscì in italia e incredibilmente passò a tarda notte anche nelle televisioni private, costringendo molti a delle levatacce notturne, ricompensate però dalla vista di scene di sesso gay mai viste prima (altro che ‘Morte a Venezia’ si saranno detti in molti..) e dalla rivelazione dell’esistenza dei ‘bagni’ gay, che, ai nostri occhi di allora, sembravano dei paradisi.
Rivisto oggi il film si fa apprezzare anche per la delicatezza usata nel descrivere il triangolo amoroso. Va poi segnalata nel film una memorabile scena di partita a football a Central Park di eterosessuali contro checche. Molto gustose sono anche le interpretazioni delle drag queen che si esibiscono all’interno del locale. Le foto di culturisti, che si vedono esposte in una mostra, sono di Bruce Weber. (R.M.)

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