Ararat

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Il film comincia con un giovane, Raffi, che viene fermato alla dogana canadese con un carico «sospetto» di pizze cinematografiche. David, un anziano doganiere, lo interroga. Il confronto fra i due è pesante, serrato. Raffi giura che le pizze sono destinate alla lavorazione di un film diretto dal famoso regista Edward Saroyan (Aznavour, come si diceva). David non gli crede e continua ad indagare. Egli stesso deve fare i conti con la propria identità, con un figlio gay e con l’amante di questi, Ali, un attore che finirà per essere ingaggiato proprio nel film di Saroyan. Dal canto suo Raffi ha una relazione molto complessa con la madre Ani, storica dell’arte, e con la sorellastra Celia, che accusa Ani di aver causato la morte di suo padre. È chiaro l’intento di Egoyan: la memoria del genocidio «deve» incrociarsi con i drammi della contemporaneità, mettere in discussione le identità sessuali, i rapporti familiari, le forme espressive. (A. Crespi)

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2 commenti

  1. Jim Puff

    Un film sul genocidio degli armeni, troppo spesso dimenticato.
    Purtroppo il film non è lineare e a tratti confuso, forse il regista era troppo coinvolto.
    Un film da vedere!!

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Raffi e David sono figli di due famiglie ‘difficili’, i cui conflitti interiori nascono da ricordi comuni. Raffi deve fare i conti con il ricordo di suo padre e con le reazioni di sua madre Ani, ossessionata da un passato che cerca di negare, e della sua sorellastra Celia che accusa Ani della morte del padre. David cerca di costruire un solido rapporto con il nipote Tony e di accettare il figlio Philip che è gay e ha come amante Ali, un attore. Celia ferisce accidentalmente Philip e Ali viene scritturato per un film epico in cui lavorano anche Ani e Raffi che viene sottoposto a uno stretto interrogatorio perchè è rientrato in Canada con molto materiale girato in 35mm.

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