Another Country - La scelta

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Another Country - La scelta

Il film comincia con la tenerissima storia d’amore gay e relativo coming out dei due protagonisti ancora studenti in un austero college inglese. E’ uno dei primi film che affronta la tematica del rapporto amoroso gay dall’interno della coppia omosessuale. Il film analizza la vita dei rampolli dell’aristocrazia inglese nei college degli anni trenta tra dandismo, tentazioni marxiste, omosessualità, repressione e cricket, raccontata, in un lunghissimo flashback, da uno di loro diventato vent’anni dopo spia per il Kgb. Si focalizza l’ipocrisia della classe dirigente inglese attraverso il mondo del sistema scolastico pubblico. Ispirato a uno dei più famosi scandali spionistici inglesi e tratto dall’omonimo lavoro teatrale di Julian Mitchell (che firma la sceneggiatura).

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22 commenti

  1. Al di la dei commenti rivolti al film. Io so soltanto che vorrei essere Rupert Everett, avere la sua eleganza e indossare meravigliose giacche collegiali, ed essere Dandy fino allo sfinimento!

  2. thediamondwink

    Ancora una volta la boriosa tradizione inglese, viene raccontata, tra paesaggi romantici e malinconici, in modo adeguato, anche se il flashback mi sembra poco costruito. Il film è molto semplice: una puttanella collegiale si ”apre” con tutti in modo spropositato e arrogante, con inevitabili conseguenze che lo porteranno ad un’ovvia e solitaria fine. Come ieri, anche oggi, la frase che Rupert Everett recita alle battute finali del film non può essere dimenticata, praticamente non è cambiato nulla in 30anni dalla prima messa in scena … <<“tu sei convinto, come gli altri, che certe persone sono migliori di altri per via di come fanno l’amore”>>. Patetici ieri come oggi!!!

  3. thediamondwink

    Ancora una volta la boriosa tradizione inglese, viene raccontata, tra paesaggi romantici e malinconici, in modo adeguato, anche se il flashback mi sembra poco costruito. Il film è molto semplice: una puttanella collegiale si ”apre” con tutti in modo spropositato e arrogante, con inevitabili conseguenze che lo porteranno ad un’ovvia e solitaria fine. Come ieri, anche oggi, la frase che Rupert Everett recita alle battute finali del film non può essere dimenticata, praticamente non è cambiato nulla in 30anni dalla prima messa in scena … <<“tu sei convinto, come gli altri, che certe persone sono migliori di altri per via di come fanno l’amore”>>. Patetici ieri come oggi!!!

  4. cypsel79

    bel film, molto intenso, ed è interessante vedere rupert everett e colin firth all’esordio. soprattutto colin firth è estremamente affascinante. tutta la situazione, morbosa e disperante, rende molto bene l’atmosfera dell’inghilterra della prima metà del XX secolo (non ha grande importanza il decennio: maurice è anni 10 ed è assai simile nelle situazioni). non solo i college, ma l’intera società era pervasa da queste dinamiche: il college è quasi una proiezione in miniatura. per tutto questo il film risulta assai coinvolgente per lo spettatore.

  5. istintosegreto

    Lo vidi la prima volta tanti anni fa, quand’ero troppo giovane per apprezzarlo. Lo trovai noioso. Rivedendolo oggi, in un afoso pomeriggio tardoprimaverile, mi sono soffermato maggiormente sul modo di presentare l’omosessualità. Non sembra cambiato nulla dagli anni trenta ad oggi: è concesso ai ragazzi sperimentare la sessualità tra loro, a condizione che avvenga in un certo contesto, di nascosto, e cessi una volta entrati in contatto con l’universo femminile. Da ragazzino mi chiedevo come mai la pratica della masturbazione collettiva (anche reciproca) tanto diffusa negli spogliatoi venga universalmente considerata “roba da maschi”, mentre la stessa cosa fatta con calma in una comoda camera da letto sia disprezzata come “roba da frocette”. A trent’anni ho rinunciato a capire il mondo e ho smesso di farmi troppe domande…

  6. bosiedouglas

    un film che ancora oggi ha molto da dire sulla discriminazione borghese, e sulla necessità di una rivoluzione. che, checché ne possano pensare taluni, deve partire dai banchi del più prestigioso dei collegi, e non dalla base. inoltre due attori straordinari ad uno straordinario (quasi) esordio. sarebbe stato interessante vedere Firth nel suo debutto teatrale dell’opera, dove interpretava Bennet…

  7. s8traccia: non mi pare ci siano nette separazioni, Tommy Judd è etero ed è un personaggio molto positivo, Delahay è gay e si dimostra un bastardo, Barclay non si capisce per certo ma probabilmente è gay anche lui ed è un’odioso e codardo “assenteista”.
    Veronica: in effetti X assolutamente immotivata…

  8. Questo film mi è piaciuto davvero molto.
    Ok, l’omosessualità nei collegi non è certo argomento dei meno usati, ma qui si tratta di una storia vera, e in ogni caso l’attenzione al lato politico valorizza il tutto.
    Regia e attori di ottimo livello, si fanno sentire gli anni passati: la paura della fisicità ha creato un paio di fatti ridicoli come la totale assenza perfino di un casto bacio tra la coppia protagonista e una scena di due ragazzi che, sorpresi a masturbarsi reciprocamente, hanno ancora uno le mutande l’altro perfino i pantaloni, addosso e tirati su.
    Queste sono le critiche, ma gli aspetti positivi sono davvero molti. La vicenda straziante e poetica, fotografia meravigliosa, alcuni scambi di battute molto azzeccati, una chiarezza di fondo e una perfetta rappresentazione dell’atmosfera dei collegi inglesi nell’Inghilterra di quegli anni, oltre a quelli già citati.
    Ne consiglio vivamente la visione.

  9. s8traccia

    Anche per me è un film noioso e patetico.E poi non credo a questa netta separazione, per cui i nostri sono buoni comunque e gli altri sono sempre irrimediabilmente stronzi.

  10. skippy'90

    Molto molto bello. Una storia sofferta ed emblematica quella dei tre protagonisti, il spiritoso Guy che prende coscienza del suo essere gay, Tommy che riesce a essere fedele ai suoi principi e il tenero James che ama Guy. Ho trovato molto tristi e intense le scene del pianto di James e il coming out di Guy, bellissimi l’amore tra Guy e James e l’amicizia sempre tra Guy e Tommy. L’ipocrisia, l’opportunismo della società che si riflette nella scuola(come quando Guy dice che avrebbe ricattato uno degli Dei visto visto che era stato con lui oppure la storia del prefetto). Ma è anche un film sui sogni infranti, quello di Guy di diventare uno degli Dei e di Tommy che dopo molte titubanze decide di diventare prefetto soprattutto per Guy; pone domande anche sul tradimento e sulla fedeltà, che per Guy erano concetti relativi. Guardatelo!

  11. Un film che a ventanni d’uscita risulta affrontare temi attualissimi: nonostante si voglia far credere (o far finta) che l’omosessualità nella fase adolescenziale venga accettate all’interno delle scuole, così non è. Conflitti, umiliazioni ed atti di bullismo sono mali che purtroppo toccano ancora molti ragazzi gay nell’età dello sviluppo.

  12. Film che ho visto la prima volta 13 anni e me ne innamorai. Oggi non mi fa più lo stesso effetto, ma rimarrà per sempre il mio primo film gay che mi tolse il fiato per l’emozione.

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trailer: Another Country - La scelta

https://youtube.com/watch?v=IBSMvKYgP_M

Varie

Un anziano e malato inglese, Guy Bennett, ex spia al servizio del KGB, trapiantato da anni a Mosca, concede un’intervista ad una giornalista americana e ricorda con lei gli anni della sua giovinezza. L’azione si sposta in Inghilterra negli anni ’30 in un college dove vengono educati i figli dell’aristocrazia britannica. In questo ambiente rigido e formalista imperversa l’omosessualità, l’opportunismo, l’ipocrisia, l’arrivismo dei quali le famiglie e gli stessi insegnanti sono spesso consapevoli. Guy Bennett spicca fra gli altri studenti non perché sia alieno dai loro difetti ed ambiguità, ma perché non si cura di nasconderli e di agire con discrezione, è sempre pronto a criticare apertamente tutto e tutti senza preoccuparsi delle conseguenze. Il suo amico più sincero Tommy Judd non può far niente per aiutarlo poiché anch’egli è malvisto per le sue idee comuniste. Alla fine Guy è costretto a soccombere; deve andarsene dal college ed affrontare da solo la vita da “diverso”. La sua famiglia non è un rifugio per lui; infatti la madre dopo la morte del marito in tragiche circostanze si è risposata con un uomo che non è certo disponibile a comprendere il ragazzo. Guy passerà al servizio sovietico come spia scegliendo deliberatamente di mettersi contro il suo paese che in fondo l’ha rifiutato. Il suo amico Tommy muore giovane durante la guerra civile spagnola; gli altri suoi compagni del college si sono tutti fatti una posizione più che onorevole nella società.

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