Le Anime veloci

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Le Anime veloci

Questo film, opera seconda del regista di “A sud del sole”, è il primo film italiano, dopo 19 anni, presentato in concorso al festival del cinema gaylesbico di Torino. Si tratta di un dramma poliziesco girato tra Berlino e l’Italia. Protagonisti del film sono un travestito italiano e un’ex detenuta politica tedesca che fa la direttrice d’orchestra. I loro destini si incontrano e lei, proprio attraverso i dossier della Stasi, inizia ad indagare il proprio passato, cerca le spie che l’hanno fatta finire in galera.

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3 commenti

  1. zonavenerdi

    Credo che l’idea di questo film sia bella, ma la realizzazione secondo me peca un pò. Spesso non si riesce a capire la dinamica del film. Un pò deluso.

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Una moderna spy-story girata tra Berlino e l’Italia che vede protagonisti due giovani ventenni, Giada e il transgender Francesca. In questo percorrere la Berlino post-muro, in cui ancora sopravvivono gli echi del regime comunista, s’imbattono nell’oscuro Andreas e nell’intrigante quarantenne Susanne dall’ambiguo passato. Questo sarà per i due protagonisti un incontro fatale.
Susanne è una donna di circa 40 anni, elegante e affascinante.
Il muro di Berlino è caduto da più di 10 anni. Il ministero della pubblica sicurezza, mette a disposizione della popolazione tutti i dossier redatti dalla polizia segreta dell’ ex-Germania dell’est (STASI). Comincia così il lungo viaggio di Susanne alla ricerca del proprio passato e delle persone che hanno reso possibile la sua carcerazione durante quegli anni Francesca è l’altro protagonista (giovane omosessuale 20enne). A Berlino ha trovato la sua identità come giovane prostituta al femminile ed esercita la professione in compagnia di Giada, sua coetanea. Adescano i propri clienti in luoghi non comuni alla prostituzione, come supermercati, biblioteche, scali mobili. La loro freschezza ha la capacità di creare situazioni tragicomiche tipiche di due giovanissimi che si avventurano nella vita senza una presa di coscienza.
Susanna è inoltrata sempre più nella ricerca dei documenti che l’hanno resa oggetto di spionaggio. Viene a capo di alcune informazioni importanti che le permettono di cominciare a costruire il puzzle.
La faccenda si complica con l’apparire di un uomo sui 40anni di nome Andreas Klump, che ha conosciuto Francesca come semplice cliente e ne diventa l’ossessione per i continui rifiuti da parte di quest’ ultimo . La figura dell’uomo fin dalla prima apparizione è torbida e minacciosa e i ragazzi intuiscono il lato oscuro dell’uomo. Ma proprio Andreas, essendo un ex-spia di Susanne, farà da trait d’union fra Susanne e Francesca… (Ufficio Stampa)

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