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Cast

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Pol, appassionato della musica, è un ragazzo di 17 anni timido e riservato che frequenta la scuola superiore e vive col fratello che non ama . Come ogni giorno torna a casa da scuola con il suo particolare amico Deerhoof, la sua anima gemella. Accanto a lui, Pol sente di aver trovato il suo posto nel mondo. Deerhoof è il segreto che Pol custodisce più gelosamente: il suo amico immaginario, o almeno questo è quello che pensa, con le sembianze di un piccolo, dolce orsacchiotto che lo accompagna dalla prima infanzia. Un giorno decide però che è venuto il momento di abbandonare l’orsacchiotto ed entrare nell’età adulta. Una bella cerimonia di addio per Deerhoof che, legato ad una pietra, viene lasciato dolcemente cadere nel fiume. Pol a scuola è un bravo studente e in classe ha un’unica grande amica, Laia. Lei, ripetente di un anno, ne è segretamente innamorata. Tutto va avanti normalmente fino a quando Ikari, uno studente misterioso, arriva nella scuola. La sua attrazione per Ikari si fa sempre più forte e adesso Pol deve verificare quali siano i suoi veri sentimenti. Intanto una morte inspiegabile e una serie di strani eventi trasformeranno la solita vita di Pol in una fantastica avventura con sorprendente finale… Una storia d’amore adolescenziale, che diventa sacrificio e tragedia. Film che richiama lo stile di “Donnie Darko”, ma anche di “Elephant” di Gus Van Sant, mentre è lontanissimo da quello di “Ted”, nonostante l’orsacchiotto parlante. Opera prima molto promettente, forse un po’ ambiziosa, che fa fulcro su uno stile originale e accattivante, dove il potere dell’immaginazione si confonde con la realtà.

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Un commento

  1. istintosegreto

    Io lo dico sempre. Inutile cercare di essere originali a tutti i costi. Lo so che abbiamo a disposizione un numero limitato di temi da affrontare, ma non è che per forza dobbiamo stupire lo spettatore con storielle surreali senza capo né coda. Preferisco godermi il solito amore gay ostacolato da genitori e società, senza ricorrere al misterioso giovanotto dedito all’autolesionismo e all’orsetto parlante.
    Attori bravini, dialoghi quasi assenti e mai interessanti. Sconsigliato.

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Varie

Presentato in concorso nella sezione Alice nella città nell’ambito dell’edizione 2012 del Festival internazionale del Film di Roma.

Presentato al Festival Genser Bender 2013

Il timido e introverso Pol ha un’amica di nome Laia (segretamente innamorata di lui), un fratello maggiore che fa il poliziotto e un amico immaginario di nome Deerhoof, che ha le fattezze di un orsacchiotto in grado di muoversi e parlare. Deerhoof è l’unico con cui Pol riesca a confidarsi davvero, ma è anche il suo più grande segreto. L’arrivo a scuola del tenebroso e affascinante Ikari (dal quale Pol è turbato e attratto) farà scivolare il ragazzo e il mondo che lo circonda in una spirale buia e inquietante, tra strani accadimenti, inspiegabili sparizioni, animali morti, rituali d’iniziazione nei boschi e perfidi scherzi, fino a un finale spiazzante.
L’opera prima del talentuoso Marçal Forés, con le sue atmosfere in bilico tra il Donnie Darko di Richard Kelly e l’Elephant di Gus Van Sant, è un ipnotico viaggio sulla linea d’ombra che separa infanzia ed età adulta, un tuffo in un mondo adolescenziale sospeso tra realtà e fantasia, romanticismo e crudeltà. “Il film è uno sguardo sull’adolescenza come tappa nella quale ci perde. Nella crescita c’è la scoperta e insieme anche la crisi che è insita nella transizione: l’adolescenza è rottura con il passato. Si perde la purezza e si affronta un mondo nuovo, con esperienze mai fatte prima” (Marçal Forés). Premio come Migliore Opera Prima al Sant Jordi Awards e al Toronto Inside Out Lesbian and Gay Film and Video Festival. (Gender Bender)

CRITICA

Pol (Oriol Pla) is a shy, insecure teen who’s finding it hard to grow up; he still has conversations with his childhood imaginary friend, Deerhoof, an animatronic yellow teddy bear with a computer-generated voice. A mean guitarist (Deerhoof plays along on the drums), Pol lives with his cop brother, Llorenc (Javier Beltran), whom he hates, and attends a well-to-do English-language school where he hangs out with other loners — mainly his best friend, Laia (Roser Tapias), who fancies him, and irritating Mark (Brit thesp Dimitri Leonidas). The only adult in their world, and indeed the only adult with a speaking role, is the kids’ kindly literature teacher, Albert (Martin Freeman).
Having told Pol that it’s time he put aside the bear, Llorenc buries Deerhoof. But the teen, feeling the bear deserves a decent send-off, digs him up, ties him to a stone and drops him off a bridge into the river. There’s no splash, a significant yet subtle detail.
Pol is now free to explore the issue of whether he prefers men or women, which he does by experimenting with the similarly intense Ikari (Augustus Prew), a dangerously seductive self-harmer. Though the pic’s energy flags after an hour, things liven up again in a dark, twisted denouement that Todd Solondz might have dreamed up.
The catch-all title suggests that Fores will stuff the film with big-statement animal symbolism, and he duly does. There are real animals, stuffed animals, people behaving like animals, animals behaving like people, and animal instincts, all mixed up interestingly if not always coherently. In the hands of a less skilled helmer, these bestial shenanigans would have been risible, and yet the film never is.
No one here is quite as interesting as the ever-optimistic Deerhoof, dishing out advice to his miserable owner; likewise, none of the relationships are as involving as the one between Pol and the bear. Though plausible in their insecurities, these emotionally fragile adolescents are indistinguishable from too many others; while Pla does supply Pol with the appropriate miserablism, the character’s just not that interesting beneath his beautiful surface.
Lenser Eduard Grau does fine work, allowing the forest and lakeside settings to ironically evoke the kind of perfect childhood that Pol definitively lacks. Still, tracking shots of disaffected adolescents wandering along airy corridors smack too obviously of Gus Van Sant’s “Elephant,” which “Animals” knowingly references, along with the comicbooks and Goya sketches that fill the protag’s imagination. (Jonathan Holland, Variety)

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