Angela come te

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Angela come te

Angela, una bionda trentenne in un periodo di insicurezza, lascia in auto Milano dove lavora per tornarsene in Calabria, dove è nata e dove vive ancora il padre nella propria casa. Ormai non troppo lontana dal domicilio natio, dà un passaggio a una bruna ventenne che si chiama Angela come lei. Tanto la prima è matura, colta e un po’ impettita, tanto l’altra è spontanea, vitale e grossolana. Volta a volta indispettita per il modo di fare della ragazza e, allo stesso tempo, disposta a riappacificarsi ed a sorriderne, la bionda Angela conosce i vari amici della ventenne compreso un certo Dario, con cui avrà una avventura più concreta. L’ambiente gradevole, i fiori, il mare scintillante, le notti di luna incantano la ex emigrata a contatto con la irruenza della nuova amica, la quale per motivi di età la considera quasi sua madre. Le due conoscono un giorno Jane, una straniera istruita e sensibile, che per la bruna nutre poco a poco una inclinazione particolare, presto notata dalla “milanese”. Per ripicca e gelosia, la bionda decide di tornare da sola a Milano; poi ci ripensa: consegna alla bruna l’automobile e le chiavi dell’alloggio a Milano, affinché la ragazza possa partire (come lei stessa ha fatto dieci anni prima), e fare in piena autonomia altre e più valide esperienze di vita.

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CRITICA:

“Inconsueta in un film d’esordio, l’attenzione con cui Anna Brasi osserva e rappresenta il rapporto fra le due donne è degna di memoria. Benché la sceneggiatura soffra di vuoti d’aria, e nella recitazione vi siano momenti d’impaccio, Angela come te si raccomanda infatti per il calore di accenti con cui analizza quella fitta rete di gesti e di umori nella quale si esprime il confronto generazionale e sociale inquadrandolo nell’ambiente, senza richiami al folclore meridionalistico ma con puntuali riferimenti alla condizione del Sud. Anche aiutata dalla fotografia di Raffaele Mertes e da scene e costumi di Lucio Boldrin, Anna Brasi non sa dunque soltanto trarre profitto dai suggestivi paesaggi della costa ionica: mette in piedi un racconto in larga misura persuasivo per come interpreta gli imbarazzi e le speranze d’un certo oggi e per come inventa passaggi desolati (la bruna che balla da sola in una discoteca deserta, l’ombra dell’attrazione esercitata dalla ragazza su una straniera…).” (Giovanni Grazzini, ‘Il Corriere della Sera’, 28 agosto 1988)

“In fondo il tema del doppio, ma narrato con un fine gusto on the road che rende il tutto non certo ‘…un film di esordienti, pieno di difetti’, come scrivono nella brochure di presentazione Anna Brasi, la regista, e David Grieco, lo sceneggiatore. Tutt’altro, ‘Angela come te’ ha sì qualche lieve difetto narrativo ma anche il pregio di una tessitura di sentimenti delicata, il cui profilo d’insieme è da osservare con attenzione. Una storia dei nostri tempi colta nel suo divenire soprattutto a livello intimo, emotivo, che la vibratilità di Barbara De Rossi e l’irruenza di Antonella Ponziani rendono quanto mai realistica. In piena sintonia con la vivacità della storia la regia della Brasi.” (‘Il Tempo’, 29 Agosto 1988)

“Peccato che per la sua opera prima Anna Brasi si sia affidata ad una sceneggiatura così poco ricca di spessore che ripropone il personaggio un po’ stantio della giovane bugiarda e rompiscatole, ipocrita e profittatrice, antipatica e ignorantella, ma irresistibile nella sua impulsiva autenticità. La regìa regala immagini di un’inconsueta Calabria on the road, in cui il mare fuori stagione si fonde con una campagna dai colori intensi, accarezza le due figure femminili delle protagoniste indugiando sui particolari, dai braccialetti di plastica policroma alle scarpe da tennis cariche di strada. La De Rossi e la Ponziani (‘Caramelle da uno sconosciuto’, ‘Tango Blu’) hanno visi intensi e bellezze contrastanti e complementari.” (‘La Stampa’, 2 Settembre 1988)

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