Un Amour A' Taire

Un Amour A' Taire
Esprimi il tuo giudizio
Aggiungi ai preferiti
  • Tendenza LGBT GGG
  • Media voti utenti
    • (30 voti)
  • Critica
Varie

Cast

Un Amour A' Taire

Il telefilm, dalla solida sceneggiatura, ottimamente diretto e interpretato, non risparmia nulla al telespettatore: dalla realtà quotidiana del legame tra il protagonista gay e il suo compagno fino alle atrocità del regime nazista e di quello collaborazionista; ma non manca neppure un feroce richiamo alle responsabilità dello Stato francese che fino al 2003 reprimeva con la forza tutti i tentativi di organizzare ogni qualsivoglia forma di celebrazione delle vittime gay dell’Olocausto. Struggente la sequenza finale della mamma del protagonista, ormai anziana, che sfida con un mazzo di fiori il picchetto d’onore della manifestazione nazionale a memoria delle vittime del Nazismo a Parigi: proprio in chiusura del telefilm, la donna, allontanata dalla cerimonia ufficiale, depone il suo mazzo floreale sulla tomba del figlio con solennità e dolorosa dignità. (Luca Perilli – Gay.tv)

Visualizza contenuti correlati

Condividi

13 commenti

  1. thediamondwink

    Credo non ci sia mai limite alla cattiveria e, l’uomo, trova sempre qualcosa di più perverso, ogni giorno, per alimentarla. Il film è triste, non soltanto per ciò che viene raccontato riguardo alle persecuzioni, ma, ciò che mi rende più triste, è l’invidia, la gelosia, l’insensibilità della famiglia e, soprattutto, del fratello. Una storia che trafigge gli animi sensibili, molto ben raccontata, ben recitata e sicuramente da vedere per tenere vivo il ricordo…

  2. C’è un errore nella scheda di Gay.tv. Alla fine non è la mamma del protagonista che ai giorni nostri arriva al memoriale delle vittime gay del nazismo. Non solo per una questione logica (visto che la madre del protagonista ha perlomeno 50 anni nel 1944 e quindi dovrebbe avere 110 anni nel 2004!), ma anche perché la signora anziana in questione viene chiamata “nonna Sara” dai suoi nipoti: si tratta quindi della ragazza ebrea salvata dai due ragazzi gay, che è la vera protagonista del film e di cui Gay.tv curiosamente non parla.

  3. istintosegreto

    In una situazione politica particolare si snoda la storia di due fratelli. La vecchia storia di Caino invidioso di Abele.
    In questo caso però Caino non ha bisogno di sporcarsi le mani; gli basta denunciare alle autorità l’omosessualità del fratello. Questi verrà rinchiuso e torturato in un campo di concentramento.
    Nessuna soddisfazione per Caino. Solo una famiglia distrutta dal dolore. Solo senso di colpa.
    Da vedere.

  4. Enkely_Bizarre

    la trama mi è piaciuta moltissimo!! *.*
    ho visto i vari video su youtube…..e vorrei vedermi il film ç.ç
    a qui in Italia non l’hanno mai dato, e se l’hanno dato me lo sono persaaa!!! ç___ç
    mi potete dire se lo posso trovare in streaming da qualche parte(anche in francese mi va bene…)????
    grazie in anticipo *.*

  5. Film decisamente valevole, trama ben strutturata, ottima descrizione emotiva dei personaggi (a parte un capofamiglia un pò macchiettistico), ma soprattutto ottimo il rapporto nella coppia gay… Forte e anche abbastanza crudo nell’affrontare le vicissitudini successive e la dissoluzione finale. Veramente di qualità… non come la recensione riportata da gay.tv: la donna nel finale è Sara, non la madre del protagonista!
    Buona visione!

  6. che dire di questa fiction?un vero colpo al cuore…ottima la ricostruzione di quel tempo…attori sorprendenti…peccato che l’abbia visto senza sottotitoli,quindi avrò capito si e no due frasi…so che è una coproduzione franco-italiana…ma so già che qui nn arriverà mai…

Commenta


Varie

La storia propone la vicenda di una famiglia alsaziana di piccoli commercianti. La bottega viene seguita da tutta la famiglia, in particolare dai figli dei fondatori. Uno dei due fratelli è gay, l’altro no. Uno è antinazista, l’altro è “vagamente collaborazionista”. Quando il ragazzo etero scopre che il fratello intrattiene una relazione stabile con un altro suo amico, decide di “fargli avere una lezione” dal locale commissario di polizia, suo amico. Questi, però, decide di rinchiuderlo in prigione all’insaputa dell’accusatore non senza aver fatto trucidare il suo compagno dalle SS. Torturato in cella e quindi inviato nei campi di sterminio, tornerà lobotomizzato per morire nel suo letto di casa.
Il fratello, lacerato tra i sensi di colpa e il disgusto per l’omosessualità (oltre che dalle sue simpatie naziste, giustificate più che altro dagli affari del negozio piuttosto che da convinzione ideologica), una volta arrestato al momento della liberazione dell’Alsazia-Lorena, preferisce evitare l’onta di un processo dove gli avrebbero mostrato tutti gli orrori commessi dal regime nazista suicidandosi. Il padre del ragazzo gay, da sempre ferocemente ostile al figlio perché “pederasta”, riuscirà ad accoglierlo solo sul letto di morte, ma poi preferirà dimenticarlo per sempre. Solo la madre continuerà a combattere fino ai giorni nostri perché lo stato francese riconosca l’ “Omocausto” ufficialmente, cosa che è effettivamente avvenuta nel 2003. (Gay.tv)

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.