Le Amicizie particolari

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Le Amicizie particolari

Fedele trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Roger Peyrefitte (1944), lettura di riferimento per generazioni di omosessuali, “Le amicizie particolari” tratta con eleganza e discrezione dell’amore (platonico) tra un adolescente ed un bambino, all’interno di un istituto religioso.
Durante le immagini iniziali del film scorre un testo in cui si dichiara di non voler giudicare i metodi educativi degli istituti religiosi, “ che ora sono molto cambiati… ma non sono cambiati i turbamenti e le emozioni che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’adolescenza”. In realtà la critica all’educazione religiosa è qui ben visibile, mostrando come un sistema educativo di quel genere incoraggi la menzogna e l’ipocrisia, mentre controlla, plagia e sporca gli slanci più sinceri dell’adolescenza. Nonostante le cautele il film fu vietato ai minori di diciotto anni sia in Francia che in Italia, dove fu presentato con successo alla Mostra del cinema di Venezia… segue sotto (R.M.)

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18 commenti

  1. Per fortuna che grazie a internet sono riuscita a guardarlo senza problemi. Devo dire che il film mi è piaciuto quanto il libro (di cui avevo comprato un’edizione datatissima). Ancora non capisco perché non venga più distribuito né il film né il libro (a meno che non cerchi all’usato).

  2. Aborted_666

    Un film che, inaspettatamente, mi ha colpita. Bello, carico di tristezza da togliere il fiato, dolce. Sono tuttavia d’accordo con quegli utenti che hanno fatto un piccolo appunto negativo sulla recitazione dei protagonisti. Nel complesso, comunque, è veramente un bel film. Presenta dei personaggi, oltre che verosimili, di grande spessore. Consigliatissimo!

  3. Non ho letto il libro, ma voglio farlo se lo trovo. Il film mi è piaciuto nel complesso, la storia è indubbiamente commovente, e in ogni caso i vecchi college mi affascinano sempre. Ben curato nei dettagli e molto romantico per alcune scene, ha il difetto della recitazione fragile dei due giovani protagonisti, che se riescono egregiamente nelle scene drammatiche vacillano più volte in quelle più intime, soprattutto il bambino (con la scusante di non avere idea di cosa stia provando il proprio personaggio, non avendo ancora avuto modo di provare egli stesso sentimenti analoghi vista la davvero giovane età)

  4. grandejoe

    Purtroppo (si fa per dire) è come se il film lo avesse diretto Steno (che pure toccò l’argomento gay con LA PATATA BOLLENTE). Delannoy era uno dei artigiani/decani del cinema francese con una caterva di titoli di tutti i generi tra cui diversi grandi successi commerciali come MAIGRET E IL CASO SAINT-FIACRE con Jean Gabin e VENERE IMPERIALE con la Lollo (tutti e due del 1959). Immagino che quando si apprestò a dirigere questo film lo fece col solito piglio deciso (come a Giorgio Simonelli gli facevano contratti per quattro film per volta tanto aveva già tutto il film in mente) ma senza particolare sentimento. Un film come un altro. Non che il romanzo sia un capolavoro checcé ne dicano in tanti.

  5. michelle

    Era il mio libro preferito di quando avevo quindici anni, lo ricordo con grande emozione ancora adesso che ne ho 43, penso che lo rileggerò…. e piangerò ancora come allora…

  6. pierfranco Marbelli

    il film è più bello del romanzo di Peyrefitte, che non sempre ora regge alla rilettura. Il film lo si rivede sempre volentieri, più che per la regia. Per l’interpretazione di un piccolo grande attore. Didier Haudepin.

  7. Marbelli

    Il film è più bello del romanzo. Il romanzo di Peyrefitte lo si rilegge ora con fatica (e questo lo dice uno che a 15 anni, amò molto questo libro. Il film lo vedo e rivedo sempre molto volentieri. Il merito più del regista è di un piccolo grande attore : Didier Haudepin. bravissimo, anche negli altri film che interpretò da ragazzino.

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… Nella Francia degli anni ’20 il quindicenne George de Sarre, ambizioso e brillante studente, viene mandato dai suoi nobili genitori a perfezionare la sua educazione morale in un collegio di Gesuiti. Presto si abitua alla vita del collegio, scandita da studio e funzioni religiose, nelle quali i Padri ripetutamente tuonano contro il peccato e le “amicizie particolari”.
George fa amicizia con il suo vicino di letto Lucièn, ma quando scopre che egli ama un altro ragazzo, Andrè, col quale ha fatto un patto di sangue che li lega per la vita, per gelosia ruba a Lucièn una poesia di amore scrittagli da André, e la fa trovare al Padre Superiore, che espelle Andrè dal collegio.
A quel punto però il suo interesse per Lucièn svanisce alla vista durante una cerimonia religiosa del bellissimo dodicenne Alexandre, studente nella classe dei più piccoli. George lo corteggia subito ricambiato. I due iniziano a vedersi segretamente e a scambiarsi poesie, sigarette e innocenti bacetti. Alexandre nonostante l’età è il più maturo e deciso dei due: per primo dichiara il suo amore e propone all’altro il patto di sangue.
Ma i movimenti dei due attirano la curiosità malsana di Padre Trennes, il vigilante della camerata di George, che minaccia di denunciarli al Priore. Padre Trennes però ha la brutta abitudine di invitare di notte dei ragazzi nella sua camera per bere vino e fumare sigarette (e probabilmente fare altro), cosi che George può facilmente farlo cacciare facendolo scoprire con una lettera anonima al Padre Priore.
Un giorno un biglietto di Alexandre viene intercettato ed egli viene lungamente interrogato, quindi viene punito per non aver confessato il destinatario del biglietto. Invece George, che ha una predisposizione per il servilismo ipocrita ed una vera passione per la confessione ed il perdono dei peccati, confessa tutto al Padre Superiore ottenendone il perdono.
Gli incontri tra i due continuano fino a quando vengono scoperti dall’anziano Padre Lauzon, confessore di Alexandre, mentre si rotolano insieme nella paglia. Il prete inizialmente invita George a non fare ritorno al collegio dopo le vacanze scolastiche, ma quando vede che Alexandre non è disposto in alcun modo a rinunciare all’amico, offre a George uno scambio: potrà tornare e quindi continuare nei suoi successi scolastici se riconsegnerà ad Alexandre i suoi bigliettini, mostrandogli cosi che loro storia è finita. George accetta pensando di riuscire poi ad aggiustare le cose con Alexandre. Il giorno stabilito, George vigliaccamente lascia i bigliettini sul tavolo di Alexander invece di darglieli di persona, quindi parte per le vacanze. Toccherà a Padre Lauzon informare Alexander del tradimento del suo amato al loro patto di sangue. Alexander rifiuta di crederci ma poi si arrende alla vista dei bigliettini. Profondamente deluso si ucciderà gettandosi dal treno che lo riporta a casa. Quando Padre Lauzon presenta le sue condoglianze all’inconsolabile George, gli confessa di essere sempre stato segretamente innamorato di Alexandre. (R.M.)

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