Almost blue

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Molti hanno lodato questo film, affermando anche che il regista sia senz’altro una nuova promessa del cinema italiano. A noi invece il film è piaciuto poco. Un serial killer ha gia commesso diversi omicidi a Bologna, senza che nessuno sia riuscito ad identificarlo. Grazia, una giovane ispettrice dell’UACV (Unita Analisi Crimini Violenti) arriva da Roma per indagare su questi strani delitti. Gli studenti uccisi sono stati ritrovati completamente nudi e depredati dei loro oggetti personali. Per incastrare l’assassino Grazia chiede aiuto a Simone, un ragazzo cieco in grado di riconoscere l’omicida dalla voce, mettendo se stessa e il ragazzo in pericolo.

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2 commenti

  1. zonavenerdi

    Film tratto da un libro di Lucarelli. Il film è appassionante e potrebbe essere un cult, ma ha delle pecche (da attribuire più a Lucarelli, che a Infascelli). I personaggi sono troppo alla mano: i carabinieri che suggeriscono le informazioni agli indagati, l’ispettrice che si fa la doccia (e anche sesso) nella casa del testimone che deve proteggere. Tutto questo rende poco credibile un noir che invece merita.

    Serial killer tende a impersonare le sue vittime e a prenderne l’identità. Dopo averli ammazzati, li spoglia, li dissangua e si veste con i loro abiti… Ma il lieto fine arriva anche qui … Forse era meglio un’altro finale. Ma anche questo è da imputare a Lucarelli e non a Infascelli …

  2. Ultraviolet

    E’ un film non tanto da seguire nella trama, quanto nelle immagini, nella presentazione degli eventi.
    Almoust blue rappresenta un film a mio avviso, che esce dagli schemi di una fabula (intesa come storia) per entrare in una storia scandita dalla macchina da presa, dall’ossessione della stessa che tende a presentarsi come una sorta di lunga soggettiva, ossia il vedere di un killer in posizione passiva e compiaciuta dagli eventi stessi.

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A Bologna arrivano alcuni poliziotti appartenenti all’Unità Analisi Crimine Violento, al comando dell’ispettore Grazia Negro. Devono svolgere indagini su ben 7 omicidi di studenti. E a questi, poco dopo, se ne aggiunge uno nuovo: come i precedenti, anche in questo caso l’assassinio è brutale, il viso del morto è orrendamente sfigurato. Dopo molti riscontri, l’attenzione dell’ispettore si concentra su Simone, un ragazzo cieco che vive in casa con la madre e passa le giornate chiuso nella propria stanza intento a selezionare con uno scanner i rumori del mondo esterno. Simone ha ‘sentito’ la voce di questo serial killer che, dopo ogni omicidio, riesce ad assumere l’identità della vittima. Un sera Grazia e Simone vanno ad una festa. Qui Grazia crede di aver individuato il killer, e si allontana. Ha sbagliato e nel frattempo Simone è scomparso. Grazia corre a casa della mamma, che però trova morta. Simone ora viene piantonato e, di notte, Grazia ha un rapporto con lui. Entrato nella stanza, il colpevole, uno psicopatico già condannato altre volte, si acceca. Catturato e rinchiuso, si lascia andare sulla panchina del manicomio.

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