Al di là del bene e del male

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Al di là del bene e del male

Film accolto im maniera molto contrastata sia dalla critica che dagli spettatori. Forse il pubblico che più lo ama è proprio quello omosessuale. Noi però ci chiediamo perché degli argomenti che toccano la sfera dell’omosessualità, della bisessualità, o della sessualità in genere, ci appaiono artificiosi fino al limite del voyeurismo nei film della Cavani mentre in quelli di Visconti ci portano direttamente ai drammi più antichi degli individui, alle sofferenze più eterne, ai cammini più elevati dell’arte. Forse perché la Cavani affronta questi problemi con lo spirito di un tecnico a tavolino, costruendo dei bellissimi teoremi che però non reggono alla prova della vita reale. Anche in questo film, peraltro interessantissimo, sembra mancare l’anima, quella forza spontanea che fa muovere i sentimenti veri.

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11 commenti

  1. Una mente malata come quella della Cavani ha partorito un pastrocchio pecoreccio e volgare che può giusto piacere a degli invertiti. Si può vedere tutto il film senza rendersi conto che F.W.N. sia stato un filosofo,piuttosto che un commesso viaggiatore o un funzionario comunale. L’operazione è lapalissiana: distruggere un mito del pensiero nazionalsocialista appiccicandogli addosso tutto ciò che ad un nazionalsocialista può fare più ribrezzo (droga,pederastia…): degno della regista de “il portiere di notte”.
    Più che un fil..un falso storico!

  2. trent’anni fa il film fu una folgorazione, seppur a tratti approssimativo e volutamente morboso. Tuttavia straordinariamente coraggioso e stilisticamente ineccepibile.
    Purtroppo non esiste in dvd, Vorrei rivederlo con uno sguardo piu’ distaccato e maturo.

  3. E’ UN BEL FILM BRAVI TUTTI GLI ATTORI.
    LA REGIA E’ STRAORDINARIA.

    L’HO SCOPERTO PER CASO ALLE DUE DI NOTTE QUANDO C’ERANO LE PRIME TELEVISIONI PRIVATE……………………….

  4. i tre sembrano ossessionati dal sesso e sembrano non far altro che starsi addosso.Nietzsche sembra un buffone strafatto e costantemente arrapato.lei una sadica egocentrica.Ree uno scolaretto timoroso.il sesso è la parodia del sesso

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A Roma, nel 1882, in un albergo di Piazza della Minerva, Paul Rèe lascia l’amico Fritz (Friedrich Nietzsche) tra prostitute e fumate d’oppio per recarsi ad una festa dove conosce Lou Salomè, giovane russo-ebrea. L’anticonformista ragazza, accettata la relazione sentimentale con Paul, alla sua domanda di matrimonio contrappone la scandalosa proposta di un mènage à trois con Fritz. Trasferitisi nella casa della famiglia di Fritz, i tre suscitano l’indignazione dela sorella di Fritz, Elisabeth. D’altra parte, non vanno più d’accordo: Paul e Lou si recano a Berlino per studiare e Fritz si sposta a Venezia dove si strugge nella visione di fantasmi e nel desiderio dei lontani amici. A Berlino Lou sposa Karl Andréas ma, come pattuito, conserva Paul come “dama di compagnia”. Fritz tenta di raggiungere gli amici e non ci riesce: impazzisce.

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