Ai cessi in tassì

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Ai cessi in tassì

Frank (Frank Ripploh) di giorno insegna a scuola, di notte va a rimorchiare per saune e cinema: il suo amante, votato alla casalinghitudine, scalpita. Classico del cinema gay pre-Aids, che vuole raccontare un modo di vivere con ironia, divertimento ed esibizionismo, ma senza nessun maledettismo. La versione italiana è pesantemente censurata. Questo film è entrato nella storia del movimento gay milanese in quanto è stata la prima proiezione pubblica di un film gay sponsorizzata e organizzata dal movimento.

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13 commenti

  1. [segue]Oltraggioso perchè naturalmente “Peggy” non esprimeva il prototipo gay del 95% (o giù di lì) del mondo omosessuale, dai gusti virili , amante di altri maschi non effeminati, non così permanentemente assatananato di sesso e incapace a priori di mantenere in piedi un rapporto d’amore. Coraggioso perchè come un pugno nello stomaco mise il mondo etero di fronte a una realtà sconosciuta , descritta con i più grevi dettagli. Quindi più un film di denuncia che di qualità. Un film sulla fine di un mondo omosessuale prima della ghigliottina dell’AIDS. A suo modo un film “storico”. Voto 6,5.

  2. Ho visto questo film nell’ 85/86 giovanissimo e con il mio grande amore di allora. Andammo a Mendrisio (Svizzera) vicino al confine perchè a Milano il film apparve e sparì immediatamente e ricomparì solo dopo alcuni anni in cineteche e festival.Rimanemmo tutti e due disgustati dal personaggio di Frank/Peggy e questo è stato emblematico sulle reazioni nel tempo della comunità gay a questo film oltraggioso ma anche incredibilmente coraggioso per l’epoca.

  3. Pronti i sottotitoli!
    Traducendo il film si assapora meglio la sceneggiatura: un 30enne tormentato da edonismo e amore. La storia, dall’incipit, sembra essere biografica. Un cult che va visto.

  4. dani_83

    Scusate ma di questo film son riuscito a trovare solo le versione originale. Qualcuno sa dirmi dove trovare quella italiana, o almeno i sottotitoli? Spero nella vostra risposta, mi spiacerebbe perderlo…

  5. Fa provare sensazioni che ricordano la vita quotidiana nelle città tedesce, e nello stesso tempo il brivido squallido del proibito di una vita senza regole (naechte mal macht du mit…)
    Una fotografia ben riuscita?

  6. Film coraggioso che entra nella dimensione dell’Hard in maniera naturale. Un viaggio verso una solitudine cercata e voluta a causa di una forza interiore che malediciamo ma allo stesso tempo da sale alla vita. Per chi è gay un film da vedere..(in versione originale che non è tagliata).

  7. Jim Puff

    Film verità? Film denuncia? Storia personale? Qualsiasi fosse l’intenzione del regista, di un film del genere non se ne sentiva davvero il bisogno.
    Stucchevole e a tratti noioso.

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Nella classe scolastica in cui presta servizio, Franck Ripploh è un docente stimato dai colleghi e molto ben voluto dai bambini. Ma a casa propria e nella città (Berlino), Franck si chiama Peggy ed è un omosessuale, convinto, dichiarato e perfettamente a suo agio. Tra l’una e l’altra delle sue squallide avventure, Peggy incontra Bernd, cassiere in un cinema e di natura pari alla sua. Si stabilisce poco a poco una relazione, Peggy ospita permanentemente l’amico ma mentre Bernd sembra avvertire nel legame qualcosa di più intenso e profondo, Peggy non rinuncia affatto alle proprie scorrerie, diurne e notturne. Invano Bernd propone i vantaggi di una vita a due, più… regolare e tranquilla e in campagna: Peggy adora la città, che gli offre mille opportunità e continua freneticamente nelle proprie sbandate, anche se per l’amico nutre molto affetto. La vita continua così, fra ripicche e scene di gelosia, tra un Bernd che pensa alla cucina ed al “menage” e un Peggy instancabilmente a caccia di uomini disponibili. Tutti e due partecipano ad una festa in costume in un grande locale “gay”. Peggy, travestito da Odalisca, danza con un giovane di rara bellezza, uno stalliere trovato sul posto e gli fa delle “avances”: Bernd soffre i morsi della gelosia e, all’alba, i due si lasciano, forse per sempre. Poco dopo, il professore si presenta a scuola, ancora abbigliato in maniera carnevalesca. Per lo scandalo, perderà la cattedra di insegnante e si dedicherà, oltre che allo sport preferito, alla regia cinematografica.

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