After Louie

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After Louie

Evento centrale del 31 London LGBT Film Festival, dove viene presentato in anteprima mondiale, promosso da titoli su importanti media come “Sarà questo il prossimo grande film gay?”, merita senz’altro una particolare attenzione, sia per la storia che racconta che per gli ottimi interpreti, tra i quali il premiato e dichiarato Alan Cumming, Wilson Cruz (Doubt, Shameless), il bel Zachary Booth (Damages, South of Hell, The Good Fight), ecc. Il drammaturgo e saggista Larry Kramer lo presenta così: “La mia prima impressione è di non aver mai visto un film gay come questo. E’ un film eccezionale. Il regista Vincent ha catturato aspetti del nostro mondo che non si sono mai visti al cinema, e insieme allo sceneggiatore Anthony hanno scritto qualcosa di veramente sorprendente e meraviglioso. La storia e il tema sono universali e interessano tutte le generazioni. Certamente racconta di persone molto più giovani di me, ma io mi sono ugualmente identificato ed ho sentito quei personaggi, quelle situazioni, quei drammi inerenti alle loro vite, come non dissimili da quello che noi abbiamo attraversato, sia come giovani in cerca d’amore o come anziani che si guardano indietro. E’ un film che avrà risonanza per tutte le generazioni”. In effetti il film è un ritratto di quello che ci è successo e di quello che ci sta accadendo oggi, generazioni di uomini e donne che hanno sopportato l’epidemia di AIDS e la cui storia condivisa continua a perseguitarci. Confrontando la fine di un’era traumatica e provocando un confronto tra generazioni, il film affronta di petto le contraddizioni presenti nella nostra comunità e ci sfida a sognare ancora un nuovo e vibrante futuro. La storia è quella di Sam (Alan Cumming), un artista ed attivista AIDS, membro di ACT UP, che si sta avvicinando ai sessanta nella contemporanea New York City. Consumato dalla nostalgia per una comunità perduta e per i tanti amici visti morire, mentre lotta contro l’apatia che vede nella nuova generazione, Sam si sta chiudendo sempre più in se stesso, si sta come spegnendo, mentre trova rifugio solo nel suo lavoro. Quando incontra in un bar un giovane uomo, il 29enne Braeden (Zachary Booth), pensa che il suo interesse verso di lui sia solo una questione di soldi. Deve presto ricredersi e questa nuova ed inattesa intimità, sia di corpo che di spirito, sembra risvegliarlo e riportalo in vita, ma deve abbattere i suoi muri e mettersi di nuovo in gioco per arrivare a comprendere meglio la vita gay contemporanea. Attraverso una storia non convenzionale e con l’aiuto di alcuni amici, Sam riscopre la sua autostima e comprende come tutti i suoi passati anni di passione ed attivismo gay non sono stati vani. Il messaggio è chiaro: tutti noi, giovani e meno giovani, possiamo avere un ruolo fondamentale nella guarigione e nel rinnovamento della nostra comunità. Il regista Gagliostro, artista ed attivista, membro di ACT UP dal 1987, ci spiega: “Il mio film è un ritratto di quello che è successo alla mia generazione, ed una testimonianza di una vita pienamente vissuta e dell’inseparabilità di arte e vita”.

synopsis

After Louie explores the contradictions of modern gay life and history through Sam, a man desperate to understand how he and his community got to where they are today. As an AIDS activist and member of ACT UP in the 1980s and 90s, Sam witnessed the deaths of too many friends and lovers. Battlewounded and struggling with survivor’s guilt, Sam now resents the complacency of his former comrades and derides what he sees as the younger generation’s indifference to the politics of sex, and of death. An unexpected intimacy with a much younger man challenges Sam’s understanding of contemporary gay life. Through this unconventional romance, he is forced to deal with the trauma that so informs his past, their present, and an unknown future.

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Un commento

  1. solokiefer

    Una pellicola molto gay per le tematiche trattate, e un personaggio protagonista ipercontrollato, vizioso e incapace di accettare il fatto che nel mondo gay la lotta contro la discriminazione e HIV stia scemando. Il suo incontro col giovane Braeden fa risaltare ancor di più questo suo arroccamento in posizioni vecchie di vent’anni.
    Purtroppo. verso il finale, il film prende una piega sgangherata, pare che il regista non abbia una chiara idea di come terminarlo e trascina una storia che aveva già risolto nella prima metà.
    Peccato perché il film era un’interessante istantanea sulle varie posizioni nel mondo gay odierno.

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