10 eventi che hanno segnato il 2016

Il 2016 è un anno che sicuramente farà la differenza nella storia della comunità LGBT, e in quella della società italiana nel suo complesso. La conquista di una legge sulle unioni civili, anche se privata del necessario capitolo sulla genitorialità, ci ha reso finalmente parte integrante di una società che andiamo ad arricchire e svelenire. Certo noi non possiamo credere ai miracoli e sappiamo bene che ci vorranno ancora anni ed anni per debellare omofobia e discriminazioni millenarie, ma l’importante è iniziare a fare concreti passi avanti, che quest’anno possiamo tranquillamente chiamare salti in avanti. Sono più di 1000 le unioni celebrate nei sei mesi successivi alla legge Cirinnà, quasi tutte raccontate sui media con particolari commoventi che ci hanno spesso portati a lacrime di gioia. Il movimento gay è finalmente più unito, come hanno dimostrato i tanti Pride e le tante manifestazioni che hanno riempito piazze se non intere città, dalle più grandi alle più piccole. I vari media, sia nazionali che locali, ci hanno riservato grande spazio ed attenzioni. Le televisioni nazionali ci hanno finalmente fatto entrare come protagonisti in diversi show. La magistratura è sempre pronta ad aprirci strade nuove, anticipando spesso una legislazione assente quando non ambigua o reazionaria, vedi le sentenze a favore delle adozioni all’interno di coppie omo (la stepchild eliminata dalla legge Cirinnà). La Chiesa inizia a sentire il peso delle sue colpe nei nostri confronti e Papa Francesco ammette che dovrebbe chiederci scusa, anche se però non ha ancora fatto nulla in concreto per cambiare l’impostazione teologica e catechistica nei nostri confronti, che considera ancora la persona omosessuale come “intrinsecamente disordinata” cioè malata (sic!)

Classifica

  1. La legge sulle unioni civili

    La legge sulle unioni civili

    Approvata in via definitiva dalla Camera con 372 sì, 51 contrari e 99 astenuti, definita dal movimento gay come “un appuntamento con la storia, una battaglia che arriva da lontano, un testimone che è passato da una generazione all’altra, superando con tenacia le tante cadute. Il presidente Arcigay ha voluto rimarcare come questa legge non ci sia piovuta dal cielo ed ha quindi rivolto il suo “primo pensiero affettuoso ai fondatori e alle fondatrici del nostro movimento, a chi ha gettato le basi di questo percorso in anni molto diversi da questi, più duri e più difficili”. Da questo giorno nessuno potrà più far finta che non esistiamo, che non esistono l’amore gay e le famiglie gay, in tutto e per tutto uguali all’amore etero ed alle famiglie etero. Finalmente, dopo secoli, entriamo di diritto nell’alveo della società, una società che anche noi contribuiamo a costruire e far progredire.

  2. I primi matrimoni gay

    I primi matrimoni gay

    Hanno riempito pagine e pagine dei vari media, noi nella nostra rassegna stampa abbiamo inserito ben 248 articoli, molti dei quali a pagina intera anche su quotidiani nazionali. Impossibile elencarli tutti, ricordiamo solo le due ex suore (con la ‘tristezza del Papa’); Ozpetek che sposa il suo compagno; Carlo Cremona e Marco Taglialatela definiti dalla stampa ‘guerrieri dei diritti LGBT in Campania’ (sono i fondatori del festival gay Omovies); le unioni tra donne e tra uomini anziani che sono così riusciti a coronare la convivenza di una vita ( in Alto Adige Michael Peer riesce a sposarsi 4 giorni prima di morire); unioni gay in spiaggia con l’approvazione di sindaco leghista; a Roma un poliziotto si sposa in divisa col compagno; Giovanni Salzano, vicepresidente del Savoia Calcio, si sposa in diretta Facebook; Ferdy e Salvatore che si sposano con rinfresco nella sala parrocchiale; Paolo Hutter che si sposa dopo 24 anni dai primi ‘matrimoni’ da lui celebrati in piazza Scala a Milano, e che quest’anno ha raccolto anche un meritatissimo Ambrogino d’oro; ecc. ecc. Dopo sei mesi dall’approvazione della legge Cirinnà ci sono stati più di mille unioni celebrate in Italia, tutte con alle spalle storie che ci hanno commosso ed entusiasmato allo stesso tempo.

  3. L'onda lunga dei Pride

    L'onda lunga dei Pride

    Una mobilitazione eccezionale, mai vista, abbiamo raggiunto la cifra record di 21 Pride che hanno attraversato, da maggio ad agosto, altrettante città italiane, da Nord a Sud. Siamo scesi nelle strade di Napoli, Roma, Pavia, Treviso, Firenze, Genova, Palermo, Varese, Milano, Caserta, Bologna, Perugia, Cagliari, Latina, Catania, Taranto, Torino, Siracusa, Tropea, Rimini e siamo pronti a sfilare per le vie di Gallipoli, nel Salento. Abbiamo attraversato lo Stivale con la nostra onda, portando l’orgoglio e la ricchezza della diversità tanto nelle grandi città quanto nei piccoli centri. (Arcigay)

  4. La Cassazione conferma le sentenze che hanno concesso l'adozione all'interno di coppie omosessuali

    La Cassazione conferma le sentenze che hanno concesso l'adozione all'interno di coppie omosessuali

    Prima la Corte d’appello di Torino, poi quella di Roma e ultima il 7 dicembre quella di Napoli che ha permesso la trascrizione del figlio nato in Spagna ad una coppia gay, tutte sentenze a favore dell’adozione all’interno di una coppia omosessuale. Sebbene la legge sulle unioni civili abbia dovuto abrogare la stepchild adoption (altrimenti correva il rischio di non venire approvata), arriva la Corte Suprema a superare questa ingiustizia confermando con sentenza del 21 giugno la possibilità per il genitore non biologico nelle coppie omosessuali di adottare i figli comuni. Commenta Michela Marzano su La Repubblica: “Non è possibile far finta che questi bambini non esistano, non abbiano diritti, oppure debbano essere sacrificati all’altare di una concezione astratta della famiglia”.

  5. Omogenitorialità ed utero in affitto

    Omogenitorialità ed utero in affitto

    Nichi Vendola e compagno hanno dovuto andare in Canada per avere il figlio Tobia, Sergio Lo Giudice e compagno sono andati in California per portarsi a casa Luca e Alice, tutto questo grazie alla maternità surrogata. Hanno riempito pagine dei media, dove hanno scritto favorevoli e contrari, con il mondo femminista diviso così come la comunità gay, senza menzionare le filippiche di razzisti ed omofobi che hanno usato queste occorrenze per saltarci addosso. Vendola ha spiegato: ” La gestazione per altri è la risposta della scienza al bisogno di famiglia, è una difesa della famiglia, che va protetta dalla violenza contro le donne, dal femminicidio, dalla sordida prepotenza domestica, non dalla scienza. La maternità surrogata è praticata soprattutto dalle coppie eterosessuali ed è probabile che tra una ventina di anni, come prevede Umberto Veronesi, sarà molto diffusa e anche in Italia si riderà di tutte queste resistenze”.

  6. I primi, attesissimi, Diversity Media Awards

    I primi, attesissimi, Diversity Media Awards

    Il 23 maggio, con una cerimonia di premiazione condotta da Fabio Canino e Syria nel prestigioso e nuovissimo Unicredit Pavillon di piazza Gae Aulenti a Milano, sono stati assegnati i primi Diversity Media Awards, con la partecipazione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia , e della senatrice Monica Cirinnà, fresca dell’approvazione della sua legge sulle unioni civili. Tra i tanti ospiti ricordiamo Roberto Vecchioni, Enzo Miccio, Vladimir Luxuria, Oscar Farinetti, oltre a molti dei nominati, come Barbara D’Urso, Malika Ayane, Costantino Della Gherardesca, Daria Bignardi, La Pina. La Cirinnà è intervenuta dicendo che “un Paese dove si accolgono tutti i tipi di famiglia è più civile e sereno”, Pisapia ha ricordato come “questa serata è una ulteriore dimostrazione di come Milano sia avanti sulla lotta alle discriminazioni di qualsiasi tipo”. I premi nascono dall’iniziativa di Francesca Vecchioni, che ha creato l’omonima associazione, insieme a l’Osservatorio di Pavia, 2BResearch, e in collaborazione con 8 Università italiane tra cui Università degli Studi Milano- Bicocca, Sapienza-Università di Roma e Università degli Studi di Napoli Federico II. Alle nomination hanno lavorato 42 ricercatori che hanno selezionato programmi, produzioni e personaggi dello spettacolo attraverso un’analisi qualitativa di oltre 200 nomi segnalati dalla rete, nell’ambito di una ricerca interdisciplinare, il Diversity Media Report (DMR). I vincitori sono stati selezionati dal pubblico con una votazione online terminata il 15 maggio sul sito www.diversitylab.it.

  7. La TV pubblica apre agli omosessuali

    La TV pubblica apre agli omosessuali

    Il 2016 è stato l’anno che ha visto finalmente cadere gli steccati e le discriminazioni della televisione pubblica verso i personaggi LGBT, facendoli diventare parte integrante di programmi di grande successo.. A dire il vero c’è stato qualche rigurgito su Rai 2 che ha censurato una puntata della serie “Le regole del delitto perfetto”, ma, dopo le proteste, ha fatto subito marcia indietro scusandosi e ritrasmettendo l’episodio in versione integrale. Così abbiamo visto l’edizione di “Uomini e donne” allargarsi alla coppia omosessuale con il Trono Gay; l’edizione del “Contadino cerca moglie” con un contadino gay in cerca del compagno; un nuovo programma di prima serata gestito da Mika, personaggio gay e militante; “C’è posta per te” che ci ha fatto piangere con la storia d’amore tra Francesco e Matteo; “Italia’s Got Talent” che porta di nuovo in scena una coppia gay che questa volta vuole dichiarare il suo amore a tutto il mondo (con impennata di ascolti); il primo bacio gay nella serie Un medico in famiglia”; su Rai 3 una serie di doc dal titolo “Stato Civile: storie di coppie same-sex che si sono unite con la legge Cirinnà”; ecc.

  8. Un sacerdote su due è gay. Le aperture (e le chiusure) di Francesco

    Un sacerdote su due è gay. Le aperture (e le chiusure) di Francesco

    Krzysztof Charamsa, intervistato da Libero dopo la sua pubblicazione del libro “La prima pietra”, parla chiaramente e senza peli sulla lingua sulle nuove aperture di Papa Francesco e su altre cosucce, come il fatto che, secondo lui, almeno il 50 % dei preti sarebbero omosessuali (almeno di quelli da lui incontrati negli anni di lavoro in Vaticano), mentre ricerche condotte in America affermano che raggiungerebbero il 60%. E tra questi ci sarebbero stati anche dei Papi. Hanno fatto molto discutere anche le parole del Papa quando ha detto che la Chiesa dovrebbe scusarsi con i gay. In realtà, ha spiegato Famiglia Cristiana, il Papa non ha voluto contraddire quanto il cardinal Max di Dublino, che, con riferimento alla strage di Orlando, aveva detto che “la Chiesa cattolica deve chieder scusa alla comunità gay per aver marginalizzato queste persone”. Il Papa ha concluso l’intervento con: “Io credo che la Chiesa, o meglio i cristiani perché la Chiesa è santa, non solo devono chiedere scusa come ha detto quel cardinale “marxista”… ma devono chiedere scusa anche ai poveri, alle donne e ai bambini sfruttati…” Aurelio Mancuso, direttore di Equality, ha affermato che “per coerenza con quanto affermato dovrebbe perlomeno intervenire sul Catechismo che dice cose orribili sulle persone omosessuali”. Il catechismo definisce infatti l’omosessuale come persona “intrinsecamente disordinata”, cioè malata.

  9. HIV: finalmente test-fai-da-te e pillola prevenzione

    HIV: finalmente test-fai-da-te e pillola prevenzione

    Dal 1 dicembre 2016 sono disponibili nelle farmacie italiane i test fai-da-te per sapere nel giro di un quarto d’ora se si è sieropositivi. Costa 20 euro e si può prendere senza ricetta. Grazie ad esso si spera di poter abbassare notevolmente il numero delle persone sieropositive che non sanno di esserlo (circa 15.000) e che quindi potranno iniziare a curarsi in modo soddisfacente. E’ stata approvata da poco in sede europea la validità del farmaco Truvada, alternativa al profilattico nella prevenzione dell’Hiv. Si tratta di una pastiglia che impedisce al virus di attaccare le cellule e va presa quotidianamente. In Italia Arcigay, Circolo Mieli, e le associazioni Plus, Lola e Nadir, hanno chiesto al ministero competente che il farmaco venga distribuito gratuitamente alle persone con comportamenti a rischio.

  10. La sindaca Appendino nomina assessore ex presidente Arcigay con delega alle 'famiglie'

    La sindaca Appendino nomina assessore ex presidente Arcigay con delega alle 'famiglie'

    Brava la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha nominato l’ex presidente Arcigay Marco Alessandro Giusta assessore con delega “alle famiglie”. Brava perchè ha scelto una persona sicuramente competente e brava perché ha messo l’accento sulle ‘famiglie’ e non sulla ‘famiglia’, un plurale che fa la differenza. Purtroppo si sono subito sollevate le opposizioni tra le quali anche esponenti del PD, partito che, come ormai d’abitudine, riesce a spaccarsi in due quasi su tutto. Monica Cavalis, consigliera PD, ha infatti voluto ricordare gli articoli della Costituzione che parlano solo di famiglia, oltre alla recente legge sulle Unioni Civili che esclude un’equiparazione in quanto non parla di famiglia ma di ‘specifica formazione sociale’. La cosa curiosa è che anche il Movimento 5stelle sembra contrario a modificare la suddetta definizione anagrafica dei genitori omosessuali. La battaglia per l’equiparazione delle coppie omosessuali e del matrimonio egualitario è ancora lunga. Avremmo bisogno di mille Appendino.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.