Mambo Italiano

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Mambo Italiano

Il film racconta molto bene lo spaccato sociale in cui si muove Angelo, giovane gay alle prese con dei genitori conservatori che sognano per lui il più classico dei matrimoni. Anche se alcune scelte narrative lasciano un po’ di malinconia (vedi la scelta di Nino) il tema dell’omosessualità è affrontato senza volgarità e scontatezza. Indimenticabile la scena finale della passeggiata dei genitori di Angelo con il figlio e il nuovo “genero”.

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38 commenti

  1. Morgenstern

    Molto divertente, ma allo stesso tempo fa pensare. Non è chissà che di speciale, ma basta guardarlo con il piglio giusto. Gli Italiani sono un po’ stereotipati, ma siamo un popolo che sa prenderla con il sorriso.

  2. majortom

    Un film davvero divertente! La rappresentazione della cultura italo-americana è piuttosto stereotipata, tuttavia (come nel più celebre “Il mio grosso grasso matrimonio greco”) fa da motore a tutta una serie di gag esilaranti. I personaggi del padre e della madre sono favolosi. Vale la pena di essere visto, anche perché è basato sulla reale storia personale dello sceneggiatore del film, Steve Galluccio

  3. zonavenerdi

    Gli italiani ci fanno una brutta figura. A parte questo guardando il film speravo in un lieto fine e cioè che i due protagonisti si riconciliassero. Poi alla fine sono stato contento del vero lieto fine. Non può nascere niente in un rapporto in cui uno dei due ha più interesse nel parere della gente che in quello del proprio amato.

  4. jokerthewarr

    Carino nella sua semplicità e non pretenzioso. Belli i personaggi secondari. L’italianità portata all’estremo dona un tocco simpatico e, se vogliamo, nuovo nel cinema lgbt. Consiglio di vederlo in lingua originale: i dialoghi sono facilmente comprensibili e l’alternarsi delle lingue inglese ed italiana non credo che possa essere reso bene nel doppiaggio.

  5. Medio, da una parte è anche piacevole, dall’altra è certo una storiella senza nulla di originale, la parte più interessante è senz’altro vedere come all’estero ci vedono: ovviamente in maniera esagerata, come per tutti i luoghi comuni, e un po’ macchiettistica…

  6. thediamondwink

    una semplice commedia di seconda classe, niente di nuovo, sceneggiatura banale, a tratti divertente, ma che sfocia in una realtà molto vicina alla cultura italiana all’estero. Forse i personaggi “pittoreschi” sono fin troppo “finti”, tanto da rendere la trama leggermente surreale e poco interessante: meglio non spendere soldi per comprare l’home video!

  7. Banalità e stereotipi si sprecano. Eppure la mano leggera con cui è tessuta la semplicissima trama , insieme ad attori bonazzi e simpatici , contribuisce all’indubbio divertimento e al successo planetario del film. Di originale solo il finale . Voto 5.

  8. francyfra79

    Filmetto caruccio…gli stereotipi sugli italiani sono ormai insopportabili, ma tutto sommato qui si perdonano, perchè il film è divertente, e gli attori piacevoli.

  9. che cretinata di film..mi son addormentato un sacco di volte..la pellicola naufraga in un mare di banalita’ dall’ inizio alla fine!
    l’unica riflessione che regala il film e’ la seguente:”ma quanto indietro sono gli italiani agli occhi degli altri paesi???poveri noi..ci staccheremo mai dal vaticano e dalle cose vecchie ,stupide,tramandate e superate che negli altri paesi manco piu’ rikordano?”.
    L’unico brutto film a tematica gay finora da me visto

  10. carina come commedia… niente da dire…. ma odio quando viene stereopizzata così tanto la cultura italiana… è anche vero che il sud Italia è diverso come tradizioni rispetto al nord, però ormai credo nemmeno lì sia così ecessivo.

  11. Ma cosa avete nel cervello (mi riferiso ai “critici”. Possibile che dobbiamo sempre tiracerla da intellettuali. Ricordate che “Gay” vuol dire allegro, felice e allora al diavolo le arie da saputelli e godiamoci in allegria un film come questo, da veri “Gay”.
    Scusate lo sfogo. Non si vive solo di Corazzata “Potionkin”.
    Sono daccordo con Pierrecs: la mamma di angelo…una grande!!!

  12. Rainbow87

    Un film gay e divertente ci voleva!
    La maggior parte dei film con tematica omoesseuale sono tristi, deprimenti e strazzianti.
    Mambo italiano, invece, rallegra ma contemporaneamente rende alla perfezione alcune delle famiglie con figli omosessuali.
    Da vedere.

  13. pierrecs

    spensierato, allegro, intelligente, acuto.
    quante famiglie nostre si rivedono in quei pranzi???
    veramente un gran bel film…

    la mamma di angelo…una grande!!!

  14. De La Croix

    Eh si, una vera chicca! Un filmetto rilassante alla “Il mio grosso, grasso matrimonio greco!”. E’ bello che oltre ai film in cui essere gay viene visto come una situazione traumatica e angosciante, esistano anche quelli in cui l’angoscia viene vissuta con una punta di ironia!

  15. Jim Puff

    Divertente commedia che a metà film vira in dramma sentimentale per poi ritornare commedia nel finale.
    Graziosa opera che in maniera bonaria prende in giro certi usi, costumi e pregiudizi di un’italia meridionale trasferitasi in canadà.
    Battute divertenti e un sincero racconto agro-dolce su uno spaccato di vita gay.
    Un semplice flash con la gita di Nino con un amico dopo il matrimonio descrive bene l’ipocrisia di molti che con matrimonio di copertura praticano tra le ombre notturne.
    Bello e politico finale dove anche le persone + rozze e tradizionaliste (i genitori di Angelo) riescono a superare le proprie omofobie e accettare scelte diverse.
    Da vedere

  16. Ce ne fossero di film spensierati e divertenti come questo!!!!!
    Ma quale omofobia, è solo il pretesto per creare situazioni divertenti e al limite dell’assurdo.
    Sicuramente da apprezzare il messaggio finale del film, ossia il superamento dei tabù anche nelle società più conservatrici.

  17. Non ho capito perchè viene definito omofobo: semplicemente perchè parla di omofobia o per qualche altro motivo che mi sfugge? Non è un capolavoro che passerà alla storia ma a me è piaciuto, anche se sinceramente più per la descrizione caricaturale degli italo-americani che per la storia gay, quindi più la prima parte che la seconda.

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Angelo Barberini, trentenne proprietario di un’agenzia di viaggi, decide che è ora di lasciare la casa paterna e andare a vivere per conto suo. I suoi genitori, Mario e Gina, italiani emigrati in Canada prima di sposarsi, non vedono di buon occhio la decisione del figlio, ma quando Nino – il suo miglior amico, poliziotto, anche lui di origine italiana – si trasferisce a casa di Angelo, i signori Barberini tirano un sospiro di sollievo. Salvo poi scoprire che i due ragazzi non sono solo amici…

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