PIANGIAMO LA PREMATURA PERDITA DI UN GRANDE ALLEATO DELLA COMUNITA' GAY

Scompare a soli 31 anni l’attore Cory Monteith, protagonista della serie “Glee”, e grande sostenitore della comunità LGBT

Dobbiamo essere onesti, sin dalla prima puntata della serie “Glee”, il volto che più ci aveva interessato era stato quello di Cory Monteith. Un ragazzone alto e asciutto, dal viso non perfetto ma che sapeva comunicare molte cose. Soprattutto il suo bisogno d’affetto e di giustizia. Il vero protagonista di Glee, almeno nelle prime stagioni era stato lui. Anche per il pubblico omosessuale, che pure aveva i suoi beniamini nei molti personaggi lgbt dichiarati presenti nella serie. E lui ci aveva ricambiati di tutto il suo affetto diventando, sia nella serie che fuori, nella vita, uno dei maggiori sostenitori delle rivendicazioni gay e della lotta contro l’omofobia. Quattro anni fa era stato protagonista di un dibattito su questi temi all’Outfest, il prestigioso festival di cinema gay di Los Angeles. Era intervenuto nei programmi “Straight But Not Narrow” e “The Bully Project“, aveva partecipato al The Trevor Project e condotto il 23mo GLAAD Media Awards a New York City, insieme a Naya Rivera. Nel 2012 aveva ricevuto il premio “Do Something” per il suo impegno a favore del mondo gay.
Nella serie, il suo personaggio, l’atletico quarterback Finn Hudson, segue un esemplare percorso di emancipazione. Inizia con atti di bullismo e insulti contro il povero Kurt Hummel (Chris Colfer), gay dichiarato, ma impara presto a rispettarlo e difenderlo, fino a diventarne l’amato fratellastro quando i rispettivi genitori si sposano.


Una immagine di Cory Monteith con la fidanzata Lea Michele, sul set e e nella vita

Cory Monteith è morto da solo, sabato 13 luglio, in una stanza d’albergo di Vancouver, all’età di soli 31 anni. La sua morte ci richiama quelle, altrettanto tristi ed inaspettate, di River Phoenix, Heath Ledger e Brad Renfro, giovanissime vittime della droga. Monteith aveva trascorso la notte ad una festa con amici ma era rientrato da solo all’hotel Pacific Rim. L’assenza di qualsiasi violenza sul suo corpo fa pensare a qualche complicazione dovuta all’uso di qualche droga, anche se l’attore aveva iniziato un programma di riabilitazione dal mese di aprile. In realtà erano due anni che Monteith, aiutato dalla sua compagna Lea Michele, conosciuta sul set della serie Glee (sua fidanzata anche lì), lottava per disintossicarsi. In una intervista di allora aveva dichiarato: “Sono fortunato ad essere ancora vivo. Ho bruciato un sacco di ponti“. Nelle ultime stagioni di Glee, diventato un personaggio quasi secondario, si poteva leggere sul suo viso e nei suoi occhi semichiusi, tutta la sofferenza di questa sua lotta personale.

Wilson Cruz, portavoce dell’associazione GLAAD, ha dichiarato: “Abbiamo appreso con dolore della morte di Cory Monteith, un attore che ha sempre sostenuto la comunità LGBT, inviando al mondo un messaggio di accettazione e solidarietà. Nel suo lavoro e nel suo impegno nella vita sociale ha offerto un grande aiuto a tutti i giovani gay vittime del bullismo. La perdita in così giovane età di questo nostro grande alleato ci ha distrutto il cuore. Il nostro cordoglio va sia alla sua famiglia naturale che a quella composta dal set di Glee

Tra i primi addolorati commenti alla sua scomparsa ricordiamo quello della co-star di Glee, Dot Marie Jones: “Non ho parole! Il mio cuore è spezzato, non solo perchè era un tesoro d’amico, ma anche perchè era un uomo meraviglioso che resterà per sempre nel mio cuore“. Cheyenne Jackson, spesso ospite della serie, ha dichiarato: “Quello che ricorderò sempre di Cory è il suo talento, la sua allegria e il suo animo gentile. Abbiamo perso un vero gentiluomo“. Lo sceneggiatore gay Lance Bass ha detto:”Sono devastato dalla notizia della sua scomparsa, un personaggio incredibile, mi unisco al dolore della sua famiglia e di tutti i suoi amici“. Lea Michele, la sua compagna, ha invece chiesto di poter vivere nel silenzio e nel riserbo il suo grande dolore. Avevano in programma di sposarsi il prossimo anno.

Ricordiamo che la serie “Glee“, ideata da Ryan Murphy, gay dichiarato, è diventata un vero e proprio fenomeno di costume, accumulando una serie di record, tra i quali 50 milioni di spettatori, 25 hits ai primi posti delle classifiche USA (centinaia di artisti hanno ceduto i loro diritti), e 10 milioni di fans su Facebook.


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