DAL 9 DICEMBRE A ROMA UN NUOVO FESTIVAL DI CINEMA GAY

Si chiama “AGENDER” e viene organizzato dal Nuovo Cinema Aquila insieme al sito web www.taxidrivers.it. Tre giorni di proiezioni, presentazioni di libri, mostra fotografica e festa finale.

Dal sito del Festival

Continua il fermento dei festival di cinema gay nel nostro Paese. Si è appena conclusa la prima edizione del Bari Queer Festival (che quasi si sovrapponeva al Florence Queer Festival), che ha premiato sia come giuria che come pubblico l’interessante “Weekend” di Andrew Haigh, che subito possiamo trasferirci nella capitale per un’altra prima edizione di festival di cinema gay, l’AGENDER, organizzato dai gestori del Nuovo Cinema Aquila e dal sito di cinema http://www.taxidrivers.it. Ricordiamo che il Nuovo Cinema Aquila nasce da una struttura sequestrata alla criminalità organizzata e interamente ristrutturata dal Comune di Roma per offrire alla città, nel cuore del Pigneto, un nuovo spazio culturale dedicato al cinema e alle arti visive, composto da tre modernissime sale.

Agender è un festival internazionale dedicato al cinema queer e alle arti future, un focus su generi, orientamenti sessuali e corpi, attraversati e raccontati da linguaggi differenti quali cinema, teoria, musica, arte contemporanea, in una visione poliedrica e di ricerca. Nato da una costola del Tekfestival (2002-2010), Agender debutta come rassegna LGBTI e Queer indipendente: proiezioni, incontri con registi/e e attori/e, performance, presentazioni di libri e happening musicali per aprire il concetto di uguaglianza al rispetto delle differenze, per stimolare l’emancipazione delle diversità, per esplorare le identità non necessariamente sulla base della “norma”.

Tre giorni di narrazioni su orizzonti presenti e futuri di culture, economie, politiche e socialità; in poche parole di ciò che, contrariamente all’espressione impropria di “minoranze di genere”, mediante proposte culturali specifiche ha contribuito negli ultimi anni a rinnovare il panorama culturale di Roma, aprendo la città al cosmopolitismo e al confronto con la produzione mondiale. Al fine di restituire una visione a 360 gradi di tale immaginario culturale, Agender si articola in alcuni appuntamenti collaterali alla sezione cinematografica, quali Agender Theory, Agender Arts, Agender Party e Agender Off.

Agender Movie. Film, corti e documentari italiani e stranieri, alcuni a produzione indipendente altri provenienti dal circuito dei più importanti festival internazionali sono al centro della selezione cinematografica di Agender. Venerdì 9 inaugurano la rassegna le prime produzioni italiane in programma: No Gravity di Silvia Casalino (film sul ruolo delle donne astronaute nell’ingegneria aerospaziale, chiamando in causa le teorie cyberfemministe di Donna Haraway e la prima donna astronauta Claudie Haigneré) e Abbiamo un problema di Canecapovolto (documentario sulla costruzione in Sicilia del “nemico omosessuale" realizzato con un’architettura cut-up sonora e visiva).

Alle 22,50 si prosegue con l’anteprima romana del film vincitore al Festival MixMilano 2011 80EUGEAN di J on Garaño e José María Goenaga, narrazione sottile e setosa su uno dei temi più complessi della cultura lesbica: il rapporto d’amore tra due donne anziane.

Sabato 10 è la volta della seconda produzione italiana in rassegna: Essere Lucy della regista Gabriella Romano, film di “resistenza” sull’esperienza della transessualità nel campo di concentramento nazista di Dachau.

A seguire il documentario Fake Orgasm di Jo Sol sulla costruzione sociale dei generi attraverso un ironico percorso che dalla falsificazione dell’orgasmo porta alla teoria queer. Sarà presente in sala Lazlo Pearlman, protagonista del documentario e ospite d’eccezione della serata.

Si prosegue alle 22,50 con il film Romeos di Sabine Bernardi, in cui la regista tedesca indaga sul rapporto tra culture giovanili tedesche, etnie e transessualismo female to male.

Si riprende domenica 11 con un’altra storia di amore complessa, struggente e avvincente, quella tra Genesis Breyer P. Orridge (ovvero l’ultimo fuorilegge del XX secolo, fondatore dei Throbbing Gristle, Psychic Tv e del movimento industrial) e Lady Jaye raccontata nel film di Marie Losier The ballad of Genesis and Lady Jaye: esperienza pandrogina tra i due amanti che, come ultimo atto d’amore, si sottopongono a un intervento di chirurgia estetica per arrivare all’uguaglianza dei loro corpi e creare un terzo essere, diventando loro stessi uno e molteplice.

Dopo Cockettes, il nuovo film di David Weissman e Bill Weber, We were here ci riporta al periodo del contagio da Hiv nella storica comunità di San Francisco, esplorando il ruolo della sessualità, della politica, della società, dell’auto-organizzazione e della comunità lesbica tra devastazione del nuovo male ed eroismo umano, proponendo materiali di repertorio preziosissimi.

In occasione della recente scomparsa del regista underground George Kuchar, la rassegna si conclude con un omaggio all’epopea visionaria dei gemelli-registi Kuchar – padri del filone trash e camp, nonché ispiratori della cinematografia di John Waters – con la proiezione del documentario It came from Kuchar di Jennifer M. Kroot.

Agender Theory. Agender si propone come spazio per la teoria e la letteratura nelle presentazioni letterarie quotidiane (ore 18,30 Foyer del Nuovo Cinema Aquila) insieme agli autori: venerdì 9 Il gioco delle parti (Le Monnier) di Laura Schettini, riflessione storico-antropologica sul “travestitismo di genere” in Italia a cavallo tra Otto e Novecento con reading di Silvia Gallerano; sabato 10 da New York la rivoluzionaria dei generi Diane Torr con il suo Sex, Drag, and Male Roles: Investigating Gender as Performance (Paperback) apre uno spaccato di turbolenza, dolcezza, attivismo ironico e libertà con una performance che mette al centro il corpo come campo di battaglia; domenica 11 nel quadro dei porn studies l’editore di QueerFrame, Cosimo Santoro, curatore di Bruce(x)ploitation(QueerFrame), percorso fotografico sulla storia del soggetto queer per eccellenza, Bruce LaBruce.

Agender Arts. Arte contemporanea e fotografia trovano posto in Agender con una un’istallazione di Jacopo Benassi, il fotografo che prende a pugni la vita creando ecchimosi di immagini, dove l’amore per la figura drop-out, per gli esclusi della sessualità lo rende testimone oculare e vittima di se stesso. Considerato l’erede di Diane Arbus, con The ecology of the image (Le Dictateur) Jacopo Benassi ha esposto in tutto il mondo, oggi è impegnato sul fronte editoriale con il blog fotografico e la casa editrice Talkinass (www.talkinass.tumblr.com).

Agender Party. Non poteva mancare il momento danzereccio e festaiolo con il party di Agender che sabato notte vede alternarsi dj e vjs del scena queer e femminista internazionale (tra cui Silvia Trix) nei locali del Nuovo Cinema Aquila.

Agender Prenatal. Giovedì 8 dicembre ore 18,30 aperitivo di presentazione del Festival presso Tuba, bazar erotico e libreria per le donne, in Via del Pigneto 19

LUNGOMETRAGGI PRESENTATI

Tutte le proiezioni hanno luogo al Nuovo Cinema Aquila, via L’Aquila 68 – 00176 Roma RM – centralino: +39 06 70399408

   No Gravity di Silvia Casalino
  tendenza: QQ
tipologia: Documentario – durata: 60
nazione: Germania
anno: 2011
Silvia Casalino, ingegnere aerospaziale, sogna di andare nello spazio. Da giovane ingegnere pronta a infondere nella professione il proprio impeto queer e femminista, si trova presto a chiedersi quanto invece il sistema non abbia modificato lei. Si interroga, insieme a Donna Haraway, eminente teorica del cyborg e del genere, su come nascono gli standard per la scelta degli astronauti. Quali sono i criteri e quale il loro significato? Viaggio insolito e profondo nella storia dei viaggi nello spazio, No Gravity indaga la relazione fra genere e tecnologia attraverso alcune domande fondamentali della cultura cyborg e le icone delle prime donne astronauta. (Some Prefer Cake)
2011/12/09 ore 20:30 sala:1

   Abbiamo un problema di  Canecapovolto
  tendenza: QQQ
tipologia: Documentario – durata: 72
nazione: Italia
anno: 2011
Il collettivo catanese realizza una serie di interviste, alcune vere e altre costruite, a persone eterosessuali e ad altre omosessuali, invitate a rispondere a cinque domande fingendo di avere opposto orientamento sessuale. Gli intervistati vengono invitati ad impersonare il loro stesso nemico ed a rispondere a queste domande: 1- L’omosessualità può essere contagiosa?; 2- In che modo l’omosessualità sta distruggendo la famiglia tradizionale?; 3- Perché i religiosi hanno paura dei gay?; 4- Un omosessuale può essere fascista?; 5- E’ possibile guarire dall’omosessualità? Gli altri elementi del video sono costituiti da fotografie antiche, da inediti esempi di latenze omo e rimozioni del Cinema classico e da un’intervista a Joseph Nicolosi. Basta con la commiserazione! Affronta in te il tuo stesso Nemico! Con la leggerezza si ottiene tutto! Abbiamo un Problema.Canecapovolto nasce a Catania nel 1992 come gruppo di sperimentazione sulla visione e sulla percezione. Il gruppo ricorre a diverse pratiche di produzione audio-video, “sabotando” l’immagine mediatica di partenza con l’intento di attuare strategie di spiazzamento. “Come nel caso di altri argomenti che richiedono una certa complessità d’approccio, in ‘Abbiamo un problema’ si è messo in pratica un metodo ‘omeopatico’ per permettere il raggiungimento di un grado sufficiente di ‘verità’. Il film approccia l’omosessualità (o meglio l’immagine stessa dell’omosessualità) in particolare nelle sue problematiche politiche e religiose ma non è un lavoro ‘a tesi’, dato che tutte le interviste hanno consentito di scoprire diverse e controverse verità lungo una pratica di ricerca socio-antropologica. ‘Abbiamo un problema’ non vuole essere uno strumento consolatorio riguardo la condizione omosessuale: abbiamo ritenuto invece che un dispositivo narrativo volutamente leggero, artistico (ed in certi casi disturbante) sia servito ad arrivare dritto alle radici del pregiudizio, della paura e rappresentare un contributo nuovo per una
2011/12/09 ore 21:40 sala:1

   80 Days di Jon Garaño
  tendenza: LLL
tipologia: Drammatico – durata: 104
nazione: Spagna
anno: 2010
Axun e Maite s’incontrarono alle scuole superiori in un’epoca repressiva quando non era permesso alla loro relazione di andare oltre l’amicizia. Più tardi le loro strade si sono divise: Axun si è sposata ed è andata a vivere in una fattoria in campagna, mentre Maite ha viaggiato per il mondo, ha accettato la sua inclinazione sessuale, e ora, dopo una carriera di successo come insegnante di pianoforte, è tornata a San Sebastian per godersi la sua pensione. Con cinquant’anni in più sulle spalle, Axun e Maite, ora entrambe settantenni, si reincontrano per caso mentre fanno visita a dei parenti in ospedale. All’inizio non si riconoscono, ma i sentimenti a lungo repressi, grazie anche al ricordo di un fatidico e furtivo bacio, iniziano presto a riemergere con ancora più intensità. Axun prende consapevolezza per la prima volta dell’opportunità d’iniziare qualcosa di completamente nuovo per lei. Sentimenti una volta proibiti, che 50 anni fa era stata incapace di riconoscere, la inducono ora a riconsiderare il suo matrimonio e ad imbarcarsi in un viaggio per lei sorprendente e meraviglioso… Con tematiche che evocano “Parla con lei” di Almodovar, e sembrano unire insieme film come “Ander” e “Hanna Free”, in un film che colpisce al cuore e diverte, gli autori Jon Garaño e José María Goenaga confezionano un’opera svelta e delicata che ci rende partecipi della straordinaria avventura che offre una seconda chance al primo amore.
2011/12/09 ore 22:50 sala:1

   Fake Orgasm di Jo Sol
  tendenza: QQQ
tipologia: Documentario – durata: 81
nazione: Spagna
anno: 2010
Premiato al Film Festival di Malaga nel 2010, non è un film sui finti orgasmi ma, al massimo, sugli organismi finti! Non si occupa degli stereotipi né dei clichè che vedono le donne venire da Venere e gli uomini da Marte. FO è una risposta al fatto che viviamo in un mondo nel quale il bisogno di essere veri equivale a quello di essere falsi. Il film è su un artista, Lazlo Pearlman, la cui missione è cambiare il mondo, un pezzo per volta. Lazlo Pearlman, persona transessuale FTM, è un artista concettuale, un prestigiatore dei clichés, un attivista capace di sconvolgere i nostri pregiudizi e dogmi sul sesso e l’identità. Il film, che parte da un divertito spettacolo di Lazlo dedicato in apparenza alla simulazione degli orgasmi con una riflessione sopra tutte le bugie della nostra vita sessuale, si trasforma in realtà in un pungente discorso sopra la teoria dei generi e la permanente costruzione della nostra identità.
2011/12/10 ore 20:30 sala:1

   Essere Lucy di Gabriella Romano
  tendenza: TTT
tipologia: Documentario – durata: 68
nazione: Italia
anno: 2011
Luciano, classe 1924, è stato consapevole della propria “diversità” sin da piccolo e ha vissuto in prima persona le ipocrisie della morale e della propaganda fascista nel suo paese d’origine, in Piemonte. Una vita intensa e travagliata, una difficile transizione attraverso la guerra e l’esperienza nell’esercito, la consapevolezza della propria omosessualità, la fuga a Bologna, a Roma, poi a Torino. Fa il tappezziere, l’arredatore, organizza feste, va spesso a Parigi, meta di molti transessuali europei, dove frequenta i noti cabaret en-travesti, per un breve periodo fa anche l’attore di varietà; ormai è sempre più Lucy che Luciano, nonostante il perbenismo della cittadina piemontese e il rigido moralismo degli Anni Cinquanta. Ma a Torino si respira anche aria nuova, c’è qualcosa che preannuncia un futuro più libero: stanno arrivando gli Anni Sessanta, Lucy frequenta sempre più assiduamente il giro trans, i locali notturni: è la Torino del boom economico, ma anche quella del Fuori!, del movimento femminista e studentesco. E tra feste, droga, amori e arresti (per travestitismo il codice penale italiano prevede il confino fino all’inizio degli Anni Settanta) arrivano gli Anni Ottanta e il ritorno in famiglia per vegliare i genitori ormai anziani e malati. Fra storia individuale e storia collettiva, un eterno avvicinamento alla lucidità del racconto e dei ricordi, quelli di una persona che non ha mai perso la forza di lottare per affermare la propria diversità. (Migay 2011)
2011/12/10 ore 20:30 sala:2

   Romeos di Sabine Bernardi
  tendenza: TTT
tipologia: Drammatico – durata: 94
nazione: Germania
anno: 2011
Lukas ha appena compiuto 20 anni ed è in piena pubertà maschile – innescata medicalmente col testosterone, poiché alla nascita era una femmina. Pronto per l’azione, deve fare il servizio civile, inizia la sua nuova vita in una grande città, ma le cose non sembrano incominciare molto bene: al suo arrivo scopre che, anzichè essere assegnato a una residenza per giovani uomini, si ritrova in una di giovani infermiere dove è l’unico ragazzo. Sconcertato, la vita giornaliera di Lukas è veramente uno stress. Per lui, essere transgender significa costantemente ritrovarsi nella categoria sbagliata. Grazie al cielo c’è la sua amica Ine che è sempre pronta a difenderlo e proteggerlo. Ine lo porta con sè nella sua vita di feste selvagge e Lukas si trova volentieri in una compagnia di amici. Fa perfino la sua prima esperienza sentimentale con l’attraente Fabio, che trasuda mascolinità da ogni poro, sicuro di sé, presuntuoso e baldanzoso, esattamente quello che Lukas non è. Ma come dire a qualcuno, che ritiene la virilità più importante di tutto, che tu sei transessuale? L’attrazione iniziale tra i due ragazzi si trasforma presto in qualcosa di più, fino a quando Fabio scopre l’identita segreta di Lukas come transgender. Ora è il momento di decidere per entrambi se sono in grado di assumersi la responsabilità dei loro sentimenti… La regista Sabine Bernardi ha detto: “La realtà transgender ha veramente cambiato la mia concezione dell’identità, così in questo film ho voluto raccontare la storia del coraggio di una giovane persona nell’affrontare la vita che sente giusta per lei. Ad un livello emozionale, io mi sentivo meno interessata al tormento interiore che a scoprire e far emergere quello di cui i due protagonisti avevano bisogno per vivere felicemente. Da questo punto di vista, Romeos è una storia d’amore, allo stesso tempo divertente e un po’ sfacciata, ma la mia propensione è sempre stata quella di considerare l’identità di genere come il punto focale della persona”. (Berl
2011/12/10 ore 22:30 sala:1

   Ballad of Genesis and Lady Jaye, The di Marie Losier
  tendenza: TTT
tipologia: Documentario – durata: 65
nazione: USA / Germania / UK / Olanda / Belgio / Francia
anno: 2011
Transgender cantautrice, musicista, scrittrice e artista Genesis P-Orridge (nato Neil Andrew Megson) ci racconta in modo molto intimo la storia della sua relazione con Jacqueline Breyer alias Lady Jaye. Possiamo così avere un’idea del loro personale modo d’intendere il concetto di ‘pandrogenia’ e nello stesso tempo conoscere gli inizi dell’industria musicale britannica. E’ anzitutto una grande storia d’amore, il ritratto di due vite che ci mostrano il grande potere trasformativo sia dell’amore che dell’arte. Con delicate ed intime immagini riprese a mano, la regista Losier crea un’artistica e labirintica rappresentazione che mescola interviste, riprese amatoriali e scene filmate. Il film ci documenta un vero e proprio nuovo modo d’intendere la ‘consapevolezza romantica’ (Romantic consciousness), in opposizione alla deumanizzazione del corpo offertaci quotidianamente dalla pubblicità e dalla pornografia.
2011/12/11 ore 20:30 sala:1

   We Were Here di David Weissman
  tendenza: GGG
tipologia: Documentario – durata: 90
nazione: USA
anno: 2011
Un profondo e riflessivo sguardo all’impatto che ebbe l’arrivo dell’Aids nella comunità gay di San Francisco e come in questi primi anni gli omosessuali fronteggiarono questa inimmaginabile crisi. Il film indaga sia le terribili sofferenze individuali e personali che la coesione e la forte risposta che seppe dare tutto il movimento gay. Anche se la storia è riferita al particolare ambiente di San Francisco, è chiaramente confrontabile con l’emergere dell’aids in tutto il mondo occidentale. Il film ci parla delle reazioni che la nostra società assume davanti alla malattia e alla morte, di come sia difficile andare oltre ai facili pregiudizi, di come sia stato alto il prezzo pagato da tanti omosessuali e di come l’emergente comunità gay abbia saputo reagire.
2011/12/11 ore 20:30 sala:2

   It Came from Kuchar di Jennifer M. Kroot
  tendenza: GGG
tipologia: Documentario – durata: 86
nazione: USA
anno: 2008
Il documentario definitivo sulla vita e la carriera cinematografica dei maestri dei B-movie queer George e Mike Kuchar. It Came from Kuchar documenta la vita e la carriera cinematografica dei gemelli George e Mike Kuchar, maestri nel mostrare le due facce dei B-movie: glamour e trascuratezza. Conosciuti negli anni ’60 come gli “8mm Mozart”, i Kuchar hanno ottenuto la fama a partire dal movimento underground americano con il loro marchio unico di film eccessivi e senza budget di partenza che hanno creato durante l’adolescenza nel Bronx. I loro film, come Hold Me While I’m Naked e Sins of the Fleshapoids – pieni di rapimenti alieni, trasandato glamour hollywoodiano, robot e umorismo scatologico – hanno influenzato un’intera generazione di cineasti. Spingendosi oltre i meglio conosciuti film da brivido del passato, questo film molto divertente getta un po’ di luce sulla loro singolare storia di vita e su ciò che gli consente ancora oggi di creare brillantemente folli istantanee. Un’iridata schiera di commentatori include John Waters, Atom Egoyan, Guy Maddin, Gerard Mangala e B. Ruby Rich. Sicuramente uscirete dal cinema con una rinnovata passione per i film e un valore aggiunto per quanto riguarda gli irriverenti e generosi spiriti dei Kuchar. (LLGFF, tr. G.Borghesi)
2011/12/11 ore 22:00 sala:1


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