Gli aspetti Queer (del cinema) di Gaël Morel

Una chiave di lettura del giovane regista e attore francese che ci presenta personaggi liberi di vivere pienamente il proprio essere, unico e diverso, al di sopra di ogni condizionamento sociale. Uno dei più promettenti autori del cinema queer d’oltralpe.


Qui sopra Gaël More in due immagini dal film “L’età acerba”

Bisogna ribadire una volta per tutte che “Queer” non significa “gay“. L’intera comunità LGBT può tuttavia essere contenuta nell’ampio ombrello che il termine queer copre, senza per questo possederne l’intera gamma di sfumature. Ancor più si potrebbe oggi dire che alcuni gay normo-integrati socialmente, queer non lo siano per niente.

“Strano”, “insolito”, “trasversale”, sfuggevole rispetto alle categorie conosciute, anticonvenzionale rispetto a identità di genere confezionate, dall’orientamento sessuale inclassificabile, chi rifiuta con forza ogni forma di etichettatura, chi non si riconosce nelle definizioni tradizionali comunemente accettate. Tutto questo è Queer, un concetto inclusivo più che esclusivo. Ciò vale a dire che include anche comportamenti eterosessuali non contemplati nell'”etero-normatività” proprio come gli studi sulle Teorie Queer fin dagli anni ’70 vanno disquisendo. Bizzarri, sopra le righe, “soggetti eccentrici”, senza schemi, scevri da qualsiasi freno inibitorio, non condizionati da alcun parametro dominante. Allora, liberi (forse?) di vivere pienamente il proprio essere, unico e diverso, al di sopra di ogni condizionamento sociale.

È dentro questa chiave di lettura che vanno letti i film di Gaël Morel: A toute vitesse (del 1996) e Après Lui (del 2007), distribuiti in Italia da Atlantide Entertainment, tramite il portale Queerframe.tv.

Affascinante attore/regista/sceneggiatore non ancora quarantenne, Gaël Morel fa di se stesso un personaggio queer, sebbene ben lontano dal gossip. Appena ventiduenne impersona François Forestier ne L’età acerba di André Techiné (1994), il bellissimo primo della classe turbato dalla scoperta delle proprie inclinazioni omosessuali, che gli vale la candidatura al Premio César come migliore promessa maschile nel 1995. Per poi passare già nel 1996 alla regia (avendo per questo studiato tra Lione e Parigi dall’età di 15 anni), dirigendo A toute vitesse – A tutta velocità con l’energica Élodie Bouchez e l’ex giocatore di rugby Stéphane Rideau, entrambi conosciuti sul set di Techiné. A tutta velocità è l’intreccio delle relazioni di quattro giovani “erranti” ai margini della città impegnati a vivere intensamente la propria età. E, proprio come in velocità, il godimento non è scisso dal rischio, soprattutto quando la coscienza dell’adulto non ne ha ancora definito i confini.

Samir, Jimmy, Quentin e Julì sono legati da delicatissimi rapporti d’amore e d’amicizia compromessi da un’aria sinistra che aleggia sui loro destini e da un erotismo epidermico che trasuda dai loro corpi “sanguigni”. Già dall’inizio, quando Samir suggella col sangue il suo amore per Rick e subito dopo assiste agghiacciato al suo massacro per mano di un gruppo di omofobi. Ed è sempre per un atto di violenza discriminatoria che sopperirà Jimmy, protagonista di origini algerine del romanzo di Quentin nonché suo amico d’infanzia. Il giovane scrittore si troverà in difficoltà a gestire la fama e le relazioni affettive su cui ha incentrato le sue storie di emarginazione etnica alla periferia di Lione. L’ambivalenza di Quentin tra vita e carriera, le sue poco chiare intenzioni e il suo opportunismo intellettuale faranno illudere Samir, che in lui si rifugia per allontanare il ricordo di Rick e allontaneranno Julì, la sua passionale ragazza, che sentendosi trascurata rivolgerà le sue attenzioni su Jimmy, per la prima volta innamorato. Un potente mix di emozioni sul filo del rasoio, sulla cui freschezza e slancio corre insidiosa l’ombra del pericolo. Prima prova registica e già selezione ufficiale nella Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 1996, partecipazione straordinaria al San Francisco International Lesbian and Gay Film Festival del 1997 e solo quest’anno la distribuzione italiana su Queerframe.tv unitamente ad Après Lui – Dopo di lui il più recente film di Gaël Morel del 2007.


Gaël Morel dirige Catherine Deneuve in “Après Lui – Dopo di lui”

Qui, lo scarto fra il tema dell’età inquieta e la maturità s’incarna nel ruolo monumentale di Catherine Deneuve, Camille, bella e benestante 50enne separata, affranta dalla morte improvvisa del figlio adolescente (Adrien Jolivet), al cospetto del giovane Thomas Dumerchez, Franck, l’amico intimo di Mathieu, responsabile dell’incidente. La donna manifesterà un morboso attaccamento al giovane superstite quale custode ultimo dell’universo del figlio perduto, al limite tra la follia e la ragione. Grazie alla vicinanza con Franck affioreranno aspetti sconosciuti di Mathieu che la madre ignorava, densi di tenerezza e dolcezza, che alimenteranno l’ossessione della donna verso il ragazzo, spingendola a gesti azzardati fino ad oltrepassare la soglia del “consentito”, solo alluso nel finale. Camille vola a Lisbona per inseguire Franck, tenuto a distanza dai genitori. Sa di trovarlo nella pensione dove il giovane ha condiviso una vacanza con suo figlio. Entra, lui dorme nudo sul letto. Lei gli si siede a fianco e, contemplando la sua bellezza, lentamente si scioglie i capelli….

Nel suo cinema, Gaël Morel non denuncia una preferenzialità di sorta o un’appartenenza precisa a questo o a quell’orientamento di genere: le relazioni che sottendono i personaggi vanno oltre le categorie di riferimento note, anzi per di più mettono in pratica il loro superamento. Uomini che si baciano appassionatamente per manifestare disarmati l’affetto che li unisce; maschi bulli e duri che si librano in danze narcisistiche e liberatorie compiacenti dei propri muscoli, mentre molli cedono all’amore; amici che si truccano e travestono con disinvoltura per vivere occasionalmente e convinti le follie della notte; donne mature che diventano compagne di trasgressioni con adolescenti ribelli rispolverando la propria giovinezza e il proprio sopito linguaggio del corpo. In questo ricco repertorio omosessualità, bisessualità, transessualità, eterosessualità non sono definizioni nette e squadrate ma, nella variegata sfaccettatura dell’umana diversità, soltanto una, fra le tante, possibili eventualità.


Una scena col protagonista maschile di “Après Lui – Dopo di lui”

Miki Gorizia (mikigorizia.wordpress.com)


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