VIP ITALIANI 2010

Il nostro annuale elenco delle personalità che, indipendente dal loro orientamento sessuale, hanno maggiormente movimentato il mondo di cinema tv e cultura LGBT nel nostro Paese

Il 2010 è stato un anno assai vivace per la presenza della cultura gay nel nostro Paese, sia nel cinema che nei media che nella letteratura. E qui vogliamo interessarci, come ogni anno, solo agli autori e ai protagonisti italiani.
Questa classifica (sicuramente incompleta) che vuole dare risalto alle personalità che maggiormente si sono distinte in questo compito, ci permette anche di passare in rassegna gli eventi culturali e mediatici che maggiormente ci hanno coinvolti nell’anno appena terminato.

Anche quest’anno non abbiamo volutamente inserito in classifica gli instancabili direttori e organizzatori dei tanti festival e rassegne di cinema LGBT che ormai coprono quasi tutte le regioni italiane, con l’eccezione dell’annunciato primo festival palermitano. Non possiamo nemmeno esimerci dal ricordare Giovanni Minerba che nel 2010 ci ha regalato una eccezionale edizione per il 25mo anniversario del suo Festival torinese, con ospiti straordinari come James Ivory, Peter Cameron, Patricia Rozema, Eytan Fox, ecc. e anche il fatto che sia stato premiato al Festival gay lesbico di Barcellona per “la sua carriera professionale nel cinema (è stato un pioniere in Europa) e per la dedizione alla lotta per i diritti LGBT“.

Un’altra mancanza da questa classifica sono i tanti autori di libri a tematica (con l’eccezione di Ivan Cotroneo) che nel 2010 hanno arricchito il panorama letterario italiano e organizzato, insieme agli editori, la prima Fiera del libro LGBT che si è svolta nel mese di novembre a Pisa con grande successo di pubblico. Doveroso comunque segnalare l’audace saggio storico di Barbara Alberti, “Sonata a Tolstoj“, che ci racconta delle ambiguità di Leone Tolstoj, un mostro sacro della letteratura mondiale, che “è scappato nell’inverno russo morendo due settimane dopo tra le braccia dell’uomo che amava da ventisette anni“. Potete comunque conoscere questi autori (più di trenta nella sezione narrativa e diversi anche in quella saggistica) nella nostra pagina dedica ai libri.

Anche per quanto riguarda la televisione italiana sono tantissimi i personaggi che ci hanno difeso o positivamente rappresentati, impossibile elencarli tutti. Da rilevare l’impegno delle nuove produzioni fiction di Rai 1 che nei film o serie tv di prima serata ha data un notevole spazio alla nostra rappresentazione, fino a farci diventare protagonisti primari nella bellissima miniserie “Le cose che restano“.

Un’altra categoria che abbiamo omesso (con una sola eccezione, la neonata Atlantide), è quella dei dirigenti delle società di distribuzione cinematografica italiane, tra i quali però è d’obbligo ricordare il nostro Andrea Occhipinti della Lucky Red che nel 2010 ci ha offerto due film eccezionali come “Colpo di fulmine” e “Brotherhood” (spostando però nel 2011 l’attesissimo “I ragazzi stanno bene”); Vieri Razzini della Teodora che ha distribuito due capolavori, purtroppo ignorati dal pubblico, come “Il rifugio” di Ozon e “Quella sera dorata” di Ivory. D’obbligo un ringraziamento a Domenico Procacci della Fandango che ha portato nelle sale un blockbuster come “Mine vaganti”, un capolavoro come “Howl” e un gioiello come “Precious”.

Ma lasciamo spazio alle principali storie dei personaggi che nel 2010 ci hanno meglio rappresentati, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, nel cinema, nella tv e nei vari media del nostro Paese.

1
Ferzan Ozpetek

Il 2010 è stato senza dubbio l’anno di Ferzan Ozpetek, e non solo per il popolo gay. Impossibile elencare qui tutti gli eventi e le manifestazioni che l’hanno coinvolto.Tutto è partito con l’uscita del suo ultimo film, “Mine vaganti“, che solo in Italia ha incassato più di 8 milioni di euro (ma ne meritava molti di più, soprattutto se paragonato alle altre commedie italiane che sbancano regolarmente il botteghino). Lui stesso ha recentemente affermato che “Mine vaganti è il mio film che ha avuto maggior eco, uscito in 31 paesi, tra poco anche in Russia e Ungheria: in Germania è pari a ‘Pane e tulipani’, in Francia ha avuto 156.000 presenze, va benissimo in Spagna e in Austria, in Inghilterra è un cult, insomma non me lo aspettavo“. Roma gli ha dedicato una mostra fotografica dal titolo “Il Pianeta Ferzan Ozpetek” (con 52 immagini in b/n, Romolo Eucalitto, fotografo di scena, illustra con occhio nitido e puntuale il lavoro sul set del regista). Negli USA, alla Ucla University di L.A., gli hanno dedicato una rassegna personale dei suoi film che ha avuto un enorme successo e i complimenti personali di Madonna e Travolta. Al Tribeca Film Festival, dove era l’unico italiano in concorso, ha ricevuto un premio dalla giuria: “Per averci fatto ridere, piangere e immediatamente voler prenotare un viaggio nel sud dell’Italia, ci congratuliamo con Ozpetek e il suo ottimo cast e collaboratori“. Quando gli hanno chiesto di girare un film negli USA ha cortesemente rifiutato dicendo che “il prossimo film voglio farlo ancora in Europa. Il fatto è che quando tu conosci i luoghi e le persone hai meno paura che in un posto così lontano. In questo sono davvero molto gatto e alla mia età ho solo tanta voglia di divertirmi e stare bene“. Ha poi specificato che ora sta lavorando ad una “commedia drammatica come la vita, una nuova storia corale, che sto scrivendo insieme con Ivan Cotroneo. Penso di iniziare le riprese a settembre 2011“.Attualmente Ozpetek è impegnato per il suo debutto nella lirica con l’Aida diretta da Zubin Mehta al Maggio Musicale fiorentino 2011.Un grandissimo Ozpetek, onore e gloria del popolo gay (ma non solo) al quale perdoniamo volentieri la sua allergia all’etichetta (“non voglio vedere i miei film nell’area ‘titoli gay’ dei videomarket“) e la sua contrarietà ai matrimoni gay, spiegata però in modo assai intelligente: “credo nelle unioni di fatto e non al matrimonio, i diritti di una persona non dovrebbero dipendere dal fatto che sia omo o etero“.

   
2
Ivan Cotroneo

Subito dopo Ozpetek non può che esserci Ivan Cotroneo che nel 2010 è stato attivissimo su diversi fronti e altrettanto si prepara a fare nel 2011. Anzitutto ha fondato una società di produzione cinematografica, la “21” per la quale presto andrà come produttore a Mumbai per raccontare il primo anno senza la legge 377, quella che stabiliva la galera per gli omosessuali. Come sceneggiatore di “Mine vaganti” ha accompagnato Ozpetek in tutta la campagna promozionale del film. Come scrittore ha pubblicato un bellissimo libro, “Un bacio” (Ed. Bompiani), un romanzo che affronta temi sconosciuti nella letteratura italiana. Racconta la storia dell’amore impossibile tra Lorenzo e Antonio, affiancata a quella della loro professoressa Elena che ha alle spalle una passione non corrisposta per Valeria. La genesi del romanzo, spiega Cotroneo, è nata quando si trovava in America e leggeva sui quotidiani la cronaca di Larry King, studente 15enne di un liceo californiano ucciso da un suo compagno di scuola che aveva corteggiato. Tornato in Italia ha constatato come anche da noi sia in crescita il bullismo omofobo. Vergognosamente, a tutt’oggi il romanzo di Cotroneo non è ancora entrato nelle classifiche dei libri italiani più venduti. Cosa leggono i gay italiani? Continuando nell’elenco degli impegni di Cotroneo ricordiamo che sta attualmente lavorando, con altri, alla sceneggiatura della terza stagione di “Tutti pazzi per amore”, sta scrivendo la sceneggiatura del nuovo film di Maria Sole Tognazzi, sta preparando il suo debutto alla regia con un film dal suo romanzo ”La Kriptonyte nella borsa”, sta scrivendo con Ozpetek la sceneggiatura del prossimo film del regista italo-turco. Ricordiamo che Cotroneo è anche lo sceneggiatore di “Io sono l’amore” il film di Guadagnanino in corsa per gli Oscar. Impossibile fare di più. Non abbiamo mai avuto testimonianza omosessuale così presente e variegata nel mondo della cultura italiana.

   
3
Claudio Santamaria

Claudio Santamaria, uno dei più bravi e più macho attori italiani è stato il protagonista della bellissima miniserie tv “Le cose che restano” di Gianluca Tavarelli, trasmessa da Rai 1 in prima serata. Il suo è stato il primo ruolo di un omosessuale protagonista principale di una serie tv italiana (finora li avevamo visti solo in parti di secondo piano). Sarà per questo che la serie è andata in onda senza la pubblicità che avrebbe meritato, con una calendarizzazione ballerina e la concorrenza di programmi di alto richiamo (Paperissima), risultando così pochissimo seguita (meno di 4 milioni per puntata). Anche la stampa nazionale si è lamentata, vedi Il Messaggero del 24 dicembre che scrive: “Un film così bello, profondo, intelligente e raffinato, forse il migliore dell?ultimo decennio, a maggior ragione, proprio a causa dei forti contenuti aveva bisogno di una attenta presentazione e nessuna necessità di scontrarsi contro varietà, reality e dintorni…”. Santamaria, ha così risposto alla stampa a proposito del suo ruolo: “Se apro la mente anche a un solo spettatore, è un risultato eccezionale. Il pubblico non è una questione di cifre, ma di qualità. Questa miniserie invita a capire le tragiche ragioni che spesso costringono a lasciare la terra in cui si è nati. E racconta un legame omosessuale come se fosse una qualunque storia d’amore“. La serie ci presenta Andrea (Santamaria), un omosessuale senza nessun stereotipo, che viene accettato in famiglia senza nessun trauma, e che incontra per caso il primo grande amore della sua vita, Michel (Thierry Neuvic), col quale mette su casa insieme alla giovanissima figlia di quest’ultimo. Peccato che gli sceneggiatori Sandro Petraglia e Stefano Rulli abbiano cercato di addolcire la pillola al pubblico nostrano infliggendo al povero Michel una malattia terminale (siamo ancora fermi a “Philadelphia”), dando così un senso di malcelata ambiguità alle manifestazioni di tenerezza tra i due uomini (amore o pietà?). A parte questo il film tv si presenta innovativo sia nei contenuti che nella forma, realistico e credibile, sempre interessante e curato, del tutto degno di una sala cinematografica.

   
4
Cosimo Santoro

Cosimo Santoro è stato nel 2010 il personaggio che più di tutti ha contribuito alla diffusione del cinema gay nel nostro paese. Ha potuto farlo grazie all’aiuto di persone come Stefano Cristino, produttore e Luca Confortini, direttore generale di Atlantide Entertainment, e altri che hanno fondato la nuova linea di distribuzione Queer Frame, focalizzata soprattutto sulla produzione e distribuzione di cinema LGBT, sia nelle sale (il debutto sarà a marzo 2011 col film Ander) che in DVD (già prodotti 10 titoli) e download/streaming sul web con un efficentissimo sito web (www.queerframe.tv dove sono già disponibili diversi titoli.Finalmente molti bei film a tematica che finora potevamo vedere solo nei festival gay sono a disposizione di tutti. La risposta del pubblico, a detta di Cosimo, è stata finora assai soddisfacente. Noi di cinemagay.it ce l’abbiamo messa tutta per promuoverli, nella speranza che questa nuova società possa presto consolidarsi. Cosimo Santoro, laureato in Storia e Critica del Cinema con una tesi su Van Gogh di Alain Resnais – parte della quale è stata pubblicata nel saggio ‘Lezioni dal vero ? Il cinema dei Pittori’ (G.S. Editrice, 1998), ha pubblicato articoli su diverse riviste (tra le quali ?Cinema & Rock? con saggi su Pedro Almodóvar, Alfred Hitchcock, Brice Dellsperger, Jean Cocteau, John Waters, ecc.). Dal 1997 al 2000 è stato collaboratore della Mediateca Del Cinema Indipendente Italiano e per diversi anni, fino al 2009, selezionatore, programmatore e animatore del Torno GLBT Film Festival. Ha pubblicato con Giovanni Minerba un saggio su Jean Cocteau (Editore Falsopiano, 10 euro). Attualmente è il Direttore del settore distributivo di Atlantide Entertainment.

   
5
Andrea Adriatico

Andrea Adriatico, già regista di “Il vento di sera” e di “All’amore assente”, ha diretto, insieme a Giulio Maria Corbelli, uno dei migliori documentari sull’Aids: “+ o – il sesso confuso, racconti di mondi nell’era aids”, un film che sta girando con successo nei festival di mezzo mondo e ora disponibile in dvd (distribuzione Cinemare, 14 euro). Il film, costato 100mila euro e finanziato con 12mila euro dalla Film Commission dell’Emilia-Romagna e 40mila euro dalla multinazionale farmaceutica Merck, è un racconto collettivo in cui confluiscono 35 interviste e altrettante vite, non esclusa la vita degli stessi autori: nati nello stesso anno, il 1966, accomunati nel percorso esistenziale, e divisi da un segno + e un segno -, sieropositivo l’uno, sieronegativo l’altro. Andrea e Giulio hanno accompagnato il film in moltissime proiezioni per tutto il paese, dando vita a interessantissimi e utilissimi dibattiti su un problema da sempre sottovalutato dalle nostre istituzioni. Come racconta il film, lo stigma dell’Aids è tutt’altro che scomparso.

   
6
Chiara Francini

Chiara Francini, pur giovanissima, è già un’icona del popolo gay. Sono bastati due film, diversissimi tra loro, “Un altro pianeta” di S. Tummolini e, nel 2010, “Maschi contro femmine” di Fausto brizzi per farcela subito amare. Intervistata sul suo ruolo di lesbica nel film di Brizzi ha risposto: “Brizzi ha voluto raccontare una realtà che ormai non si può più ignorare. Io stessa ho molti amici e amiche gay e se molti mi fanno i complimenti per come ho tratteggiato la mia Marta, al di là da stereotipi ‘maledetti’, lo devo anche alla loro frequentazione. Il mio personaggio è ironico e sereno perché vive con naturalezza la propria sessualità“. Quando gli è stato detto che i suoi personaggi piacerebbero ad Almodovar ha risposto: “E’ un bel complimento. Io non perdo troppo tempo a fare la gara della bellezza con le mie colleghe, in giro è pieno di splendide donne, è una competizione infinita e senza reali vincitrici.” Brava Chiara, la vera bellezza viene sempre da dentro!

   
7
Lella Costa

Lella Costa è stato il personaggio femminile più gayfriendly (amica dei gay) del 2010, ricevendo ben due onoreficenze dal movimento gay. E’ stata premiata ai Pegasi d’Oro 2010 con la tessera onoraria Arcigay, della quale ha detto che “… è bello essere gay onorari perché hai tutti i pregi e nessuno dei difetti (perché qualche difettuccio c’è)…”, ed ha ottenuto il Premio Queen Of Comedy assegnatole dal 24mo FestivalMix di Milano, dove si è presentata, ha voluto sottolineare lei stessa, con l’abito che portava al gay pride di Genova, per significare una continuità d’impegno nell’esserci vicina e di condivisione. Intervistata da Fabio Fazio nel gennaio 2010, ha detto: ?Sono diventata un?icona gay! E me la tiro moltissimo perché sono un?icona! In realtà sono ben felice di poter fare qualcosa per quel che riguarda le battaglie per i diritti. Rimango fortemente convinta che i diritti in più non tolgono nulla a nessuno?.

   
8
Claudia Cardinale

Claudia Cardinale è stata la madrina del Festival gay di Torino dove è stato presentato in anteprima il film “Le Fil” del regista tunisino Mehdi Ben Attia. Grazie alla sua presenza, molto attiva con una seguitissima conferenza stampa, varie interviste ed incontri (anche con il regista gay James Ivory), ha riempito le cronache dei quotidiani nazionali. Nella conferenza stampa si è espressa contro le battute omofobe del cardinale Bertone dicendo: “Sono battute che mi danno fastidio, sono per la libertà. La Francia è più libera, sono per la tutela dei diritti di tutti”. Claudia ha anche detto di avere sempre avuto molti amici gay, di aver frequentato Rock Hudson, facendo anche finta di essere la sua fidanzata per proteggerlo dall’ambiente omofobico della Hollywood di quegli anni.

   
9
Giuseppe Gandini

Giuseppe Gandini, attore e regista di cortometraggi, ha interpretato, in modo simpatico ed accattivante, Renato, il figlio omosessuale di Tino Pelagatti (Lino Toffolo) nel film tv “Tutti i padri di Maria” di Luca Manfredi, trasmesso in due parti su Rai 1 in prima serata. I protagonisti del film sono il nostro amatissimo Lino Banfi, ancora in un ruolo molto gayfriendly, e Lino Toffolo che invece inizia come padre omofobo per arrivare alla fine ad accettare serenamente sia il figlio gay che il suo compagno convivente Manolo (Alejandro Paker, cantante, attore e ballerino argentino). Il film, qualitativamente assai tradizionale, ha il pregio di presentarci una coppia gay convivente e, per la prima volta in un prodotto tv italiano di prima serata, il desiderio di paternità di una coppia gay. Purtroppo il film si serve ancora di qualche stereotipo nel presentare la figura di Manolo, comunque accettabile e divertente. Gandini invece si presenta normalissimo, cioè per niente effeminato, riuscendo anche a regalare un tocco d’ilarità al suo personaggio, che viene tentato da un rigurgito eterosessuale, presto risolto.

   
10
Tiziano Ferro

Tiziano Ferro è stato senz’altro uno dei coming out più famosi e importanti del nostro paese. Ferro è un artista della musica pop che ha venduto più di otto milioni di dischi in diversi paesi, cantando anche in spagnolo, inglese, francese e portoghese. Il 5 ottobre si dichiara pubblicamente gay (confermando le voci che correvano da tempo) in un’intervista su Vanity Fair dal titolo “Mi voglio innamorare (di un uomo)”. Il 20 ottobre pubblica il libro “Trent’anni e una chiacchierata con papà” dove racconta dettagliatamente tutte le sue tribulazione come omosessuale velato: “Ero pronto a buttare al vento i sacrifici, non contavano più le lacrime di speranza, e nemmeno quelle di gioia. Persino le soddisfazioni e i sogni erano passati in secondo piano. Nella mia testa era così: ‘Se sono omosessuale non posso stare al mondo’. Mi sentivo come un bambino caduto a terra abbandonato dalla madre che sconfitto attende il suo destino piangendo, disperandosi… Protetto dopo tanti anni passati da solo dietro le barricate a tentare di capire dove si nascondesse il nemico, per poi giungere alla conclusione che l?unico nemico era rappresentato soltanto da me e dalla crudele inconsapevolezza con la quale mi ostinavo ad affrontare la vita…”

   
11
Matteo B. Bianchi

Matteo B. Bianchi, uno degli autori dello show Victor, Victoria su La7 e caporedattore della trasmissione radiofonica “Dispenser” di Radio 2 RAI, prosegue nella sua carriera di scrittore pubblicando nel 2010 il suo quarto romanzo, «Apocalisse a domicilio» (Marsilio, 18 euro). Racconta la storia di un giovane autore televisivo milanese, omosessuale e single, immerso nella routine massacrante del mondo dello spettacolo, che riceve un presagio di morte. Il protagonista si dibatte fra cinica incredulità e cupa rassegnazione, che però lo spingono a un viaggio sentimentale a ritroso tra Roma, la Sardegna e San Francisco, per ritrovare gli affetti del passato e dare un senso agli ultimi mesi che gli restano da vivere. Ancora un coinvolgente e interessante libro di uno degli autori gay più impegnato nella scena mediatica-culturale del nostro paese.

   
12
Fausto Paravidino

Fausto Paravidino è stato Ranocchia, l’unico personaggio gay della bellissima serie “Romazo criminale” di Stefano Sollima. Nella prima stagione era stato poco più di una comparsa, mentre nella seconda e ultima stagione terminata da poco su Sky, ha avuto un ruolo sempre secondario ma assai più significativo, inserendo nel variegato affresco di quell’epoca la tematica dell’ancora sconosciuta Aids. Il suo personaggio è alquanto effeminato (un po’ meno nella seconda stagione), ma a quell’epoca gli omosessuali visibili erano praticamente solo quelli. La sua figura di “checcha”, risulta alla fine una delle più ‘pulite’ e oneste e può anche essere vista come una cartina di tornasole considerando le reazioni che suscita nei diversi personaggi che l’incontrano (da quello che lo disprezza, a quello che lo ridicolizza, a quello che l’ama fino a rischiare la vita per lui come fa l’amica Patrizia). Fausto è bravissimo e credibilissimo nel suo ruolo. Grazie a lui abbiamo amato ancora di più una delle serie tv italiane che ha superato in qualità tante osannate serie anmericane.

   
13
Nadia Dalle Vedove

Nadia Dalle Vedove, diplomatasi nel 2009 nel corso per giovani autori Campus Script&Pitch (Cineteca di Bologna) dedicato alla scrittura documentaristica e di finzione, ha terminato nel 2010, insieme a Lucia Stano, il documentario “Il lupo in calzoncini corti”, del quale Rai 3 ha trasmesso 52 minuti nel mese di luglio. Il film, la cui produzione è durata quasi tre anni, racconta la vita di tre famiglie omogenitoriali italiane, in un Paese che non prevede la loro esistenza. Le autrici hanno potuto terminare il film grazie al sostegno di Arcigay Milano, Associazione Famiglie Arcobaleno e Arcilesbica, e anche grazie al pre-acquisto del dvd effettuato da 500 persone che hanno avuto fiducia in questo lavoro. Nadia Dalle Vedove sta attualmente scrivendo la sceneggiatura del film di finzione “Breaking Rain”, opera prima di Pierpaolo Zaino.

   
14
Alessandro Rais

Alessandro Rais, critico cinematografico ed esperto di cinema, responsabile della Film Commission Sicilia della Regione Siciliana, sarà anche il direttore artistico dell’annunciato “Sicilia Queer Filmfest” che si inaugurerà a Palermo dal 20 al 26 giugno 2011. Presidente del festival Titti de Simone. L’attivismo e l’impegno degli organizzatori, in primis di Rais, è veramente encomiabile. Già fatta una conferenza stampa di presentazione, già aperto un sito web (http://www.siciliaqueerfilmfest.it/), già completato e all’opera lo staff dell’iniziativa che, stando alle premesse, potrebbe diventare una seria concorrenza per qualsiasi altro festival di cinema italiano. Infatti Rais dice, a proposito del nome del festival, che “Il termine queer investe un piano semantico che condensa dentro di sé sia il concetto di trasversalità che di diversità. Al suo interno, pertanto, confluiscono non solo le tematiche LGBT in senso stretto, ma tutto ciò che può essere considerato e trattato come ‘out’, differente, divergente“. Titti de Simone aggiunge che ?Oggi più che mai si sente la necessità, sostenuta tra l?altro anche dalle Raccomandazioni europee del 2006, di divulgare una cultura sempre più rivolta all?inclusione, alla socializzazione, e alla condivisione di spazi, idee e stili di vita? Quindi non ci rimane che fare, oltre ai complimenti, anche i migliori auguri per un meritato e sicuro successo dell’iniziativa.

   
15
Luca Guadagnino

Luca Guadagnino, regista e sceneggiatore palermitano, ha ottenuto nel 2010 un grande successo internazionale col suo bellissimo “Io sono l’amore”, film con protagonista Tilda Swinton, madre di una ragazza lesbica interpretata da Alba Rohrwacher, che insieme troveranno la forza e il coraggio per seguire ognuna la propria strada. Una breve ma delicata e decisa storia di coming out lesbico, così rara nel nostro cinema. Il film, passato in oltre 50 festival e venduto in 33 Paesi, ha avuto una pessima distribuzione nel nostro paese, mentre in America è risultato il secondo film straniero più visto del 2010, incassando ben 6 milioni di dollari. E’ entrato nelle nomination dei Golde Globe 2010, ma non sarà agli Oscar per i film stranieri perché l’Italia non l’ha candidato.

   
16
Alberto Maggi

Padre Albero Maggi, biblista anconetano, interviene alla trasmissione tv di Rai 1 “Uno mattina” del 27 marzo 2010, con parole molto positive e confortanti sull’omosessualità. Dice che la posizione della Chiesa, peraltro in continua evoluzione, è stata “molto severa e quasi disumana nei confronti degli omosessuali, però bisogna avere speranza perché anche la Chiesa cambia (certe cose che 50 anni fa erano considerate peccato oggi non lo sono più, come ad esempio mangiare una fetta di mortadella al venerdì)”. A proposito della differenza tra inclinazione omosessuale e omosessualità praticata, la prima accettata dalla Chiesa mentre la seconda condannata, ha detto che “sarebbe come dire a una pianta che puoi crescere ma non puoi fiorire. Come si fa adire ad una persona che non può esprimere la sua affettività e la sua sessualità, questo sì che sarebbe veramente andare contro natura”. Quando il conduttore gli obietta che questa non è la posizione ufficiale della Chiesa oggi, padre Maggi risponde: “quando si parla di Chiesa bisogna distinguere cosa s’intende, la curia romana, la gerarchia, il popolo di Dio, i teologi che lavorano, ecc. l’importante è che si abbia tutti a cuore il bene dell’uomo, questo è l’unico grande valore. Quando al bene dell’uomo si sovrappone una dottrina, questo è intollerabile…” Ricorda poi che nel Vangelo Pietro dice che “nessun uomo può essere considerato impuro”, è la legge, la religione che fa questa discriminazione. Gesù è venuto a proporre amore a tutte le categorie. Anche al tempo di Gesù c’era questa problematica [sull’omosessulaità], ma Gesù non ne parla, sulla sessualità non dice una parola, e perché dovremmo farlo noi? Gesù dice che le persone devono essere amate così come sono…” (video a questa pagina)

   
17
Angela Rafanelli

Angela Rafanelli è stata la nuova conduttrice della migliore trasmissione televisiva di sempre sull’educazione sessuale: “Loveline“, andata in onda, in una nuova edizione (la prima è del 2001), dal 15 novembre 2010 ogni lunedì martedì e mercoledì, intorno alle 23.00, sul canale MTV, per 18 puntate. Una trasmissione tanto piacevole quanto interessante, condotta egregiamente e con spiglio disinibito e trasgressivo quanto basta dalla bravissima Rafanelli, coadiuvata dal sessuologo Roberto Bernorio, da Nina (già ideatrice della serie lesbo “I viaggi di Nina”) per i contributi in esterna, da Immanuel Casto, il cantante diventato famoso nella rete per le sue canzoni ‘porno pop’, ecc. Nelle 18 puntate di questa edizione si è parlato spessissimo di omosessualità, con intere puntate dedicate all’argomento (Vario è bello, ovvero gay, trans, travestiti e quant’altro. Amore senza confini. Una ragazza inizia a provare qualcosa per la sua amica lesbica e non sa cosa dire al ragazzo. Come comportarsi?, ecc.), con visite guidate al circolo Mario Mieli, una puntata dedicata alla lotta mondiale contro l’aids, ecc. Se avete perso qualche puntate sono recuperabili sul sito http://ondemand.mtv.it/

   
18
Emanuele Gallo

Emanuele Gallo è stata la sorpresa dell’edizione 2010 di “Italia’s Got Talent” dove è riuscito ad arrivare nelle finali esibendosi come drag queen Miss Lolita. I telespettatori non si sono scandalizzati a votare per un omosessuale dichiarato di indubbio talento. Gallo si è presentato raccontando il proprio vissuto, la sua vita come allenatore di atletica leggera in Sicilia (i suoi atleti sanno tutto di lui) e la sua passione per il travestimento drag queen. Prima della sua esibizione finale fa una dedica ai suoi genitori e ricorda la lotta all’omofobia. Deve sopportare l’omofobia del pubblico in sala che lo fischia. Il conduttore Simone Annicchiarico tenta di ristabilire l’ordine sottolineando come l’ignoranza regni ancora sovrana. I suoi genitori, presenti alla sua esibizione finale, l’hanno poi abbracciato dicendogli: “Ti vogliamo tanto bene, è la tua vita e va bene così”. Per Gallo una grande prova di coraggio e coerenza.

   
19
Graziano Salvadori

Graziano Salvadori, comico italiano conosciuto soprattutto per il personaggio Achille di Aria Fresca, sarà il regista e protagonista (insieme a quasi tutto il gruppo di Aria Fresca, trasmissione di Telemontecarlo) del film “Sarebbe stato meglio”, secondo quanto annunciato da Andrea De Marco, direttore di produzione e organizzatore generale del film. Il film, che ha già un sito web (www.sarebbestatofacile.it) e sarà girato a Firenze nella primavera 2011, ci racconta la vita di due coppie gay che vivono segretamente la loro vita intima per paura del giudizio della gente. Le cose prenderanno un’altra piega, assai tragicomica, quando si farà sempre più forte il desiderio di avere dei figli e dovranno escogitare una soluzione plausibile e accettabile da tutti…

   
20
Dario Bonamin

Dario Bonamin, 27 anni, laureato in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma, ha guadagnato quest’anno la menzione del premio Solinas per le sceneggiature (Storie per il cinema 2010) con “Perché ci hai messo tanto?”, storia di un insegnante di Religione romano, costretto a nascondere la propria omosessualità pur di salvare il lavoro. Uno dei suoi studenti scopre il segreto e lo ricatta, dando vita a una relazione che cambierà la vita di entrambi. La motivazione della giuria è stata: “Un racconto brillante e scansonato che segue la scia di un rinnovamento dei canoni della commedia all?italiana nei temi ma soprattutto nella forma. Una scrittura brillante e visiva al servizio di personaggi delineati con ferocia nelle loro piccolezze e nelle loro goffaggini, si toccano argomenti toccanti e forse un po? alla moda, ma con grande originalità e senza retorica o compiacimenti. Un buon numero di scene memorabili e una struttura che regge dall?inizio alla fine. La premessa di una grande commedia.”. Speriamo che presto possa diventare un film.

   
21
Federica Fabbiani

Federica Fabbiani è scrittrice, giornalista, esperta dei nuovi media (ha pubblicato diversi manuali di software e il libro “Un mare di notizie. Le nuove competenze del giornalismo on line”, editore Etas, 17 euro) e da gennaio 2010 esprime tutta la sua passione per il cinema queer creando e gestendo il bellissimo sito www.leztrailer.it dove si legge che “Cinema e tv sono diventate un luogo per la definizione di un sé che prende parola per differenza, inventando storie lesbiche ‘addirittura’ a lieto fine e costruendo mondi di donne vivibili. LezTrailer cerca di tenere traccia di queste soggettività femminili desideranti mostrando trailer, pubblicando sinossi, mettendo in evidenza registe, attrici e sceneggiatrici.”

   
22
Susy Fuccillo

Susy Fuccillo, dal palco del Festival “Omovies 2010” di Napoli, annuncia che interpreterà un film di Enrico Morabito sul tema dell’omofobia. Sarà una giovane ballerina figlia di un omosessuale. Ha dichiarato: “Sono la migliore amica di molti gay, e molti gay sono i miei migliori amici. Non devono esistere discriminazioni o razzismo perche’ l’omosessualita’ è semplicemente una variante del comportamento sessuale degli esseri umani”. Susy è stata eletta più volte la più bella di ‘Amici’ di Maria De Filippi, ha posato per il candario contro l’Aids ‘Angeli’ e attualmente è nel cast di ballo de ‘I Migliori Anni’ su Rai 1.

   
23
Nichi Vendola

Impossibile omettere in questa classifica l’outsider Niki Vendola (purtroppo in questi giorni sulle cronache dei quotidiani per l’ennesimo attacco violento alla sua abitazione), non tanto per il suo impegno politico (qui fuori tema), ma per ricordare la sua partecipazione alla strepitosa trasmissione di Fazio e SavianoVieni via con me“, evento televisivo dello scorso anno, con un capitolo tutto dedicato all’omosessualità. Iniziato proprio daVendola con la lettura di un elenco di parole, tutte con significati tesi ad offendere ed umiliare, che nelle varie regioni italiane identificano un omosessuale. Potete rileggere il resoconto della trasmissione sulla nostra pagina dedicata

   

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