Mentre volavo via. Quattordici racconti tristi che vi faranno stare meglio
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Mentre volavo via. Quattordici racconti tristi che vi faranno stare meglio

I protagonisti di questi racconti cercano un riscatto che non riescono mai a trovare completamente. Se abitano in città sono provinciali, se vengono dalla provincia è una provincia che non ha nome né luogo, e quando ne ha sono irrilevanti.
Sono bambini, ragazzi, anziani, uomini e donne di mezza età, che appartengono tutti alla stessa famiglia, pur non essendo parenti. Sarte, giovani impiegati, prostitute, studenti, autisti di scuolabus, giocatori d’azzardo, madri e padri. Avrebbero coraggio da vendere, se solo sapessero a quanto. Una cosa è certa: non hanno paura di raccontarsi, perché non hanno niente da perdere.
“…Tra i testi più spiazzanti e divertenti, c’è «Il principe», il più lungo della raccolta. Narra la storia di un ragazzo interista, che scopre di essere gay dopo una lunga relazione con una coetanea. «È un modo per sfatare certi tabù, come quello che impedisce a un omosessuale di seguire il calcio — spiega Sara, pure lei omosessuale e interista, ma ispirata da un amico —. In fondo, anche Pasolini giocava a pallone». L’ambientazione è il 2010, l’anno del triplete e lui si innamora di Diego Milito al punto da esserne ossessionato e decidere di farsi investire dalla Volvo guidata del calciatore, aspettando la fine degli allenamenti ad Appiano. «Il principe» si sarebbe accorto di lui e l’avrebbe finalmente incontrato. Ricoverato per le tante fratture in ospedale, il giovane tifoso ha come vicino di letto un anziano che non si arrende al tempo che passa e si è rotto il tendine correndo la domenica. Sfortuna vuole che il calciatore argentino arriverà a fargli visita, ma lui non se ne accorgerà perché sedato…” (R.S., Corsera)

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