Senza fine

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Senza fine

Giulia e Chiara si amano, dopo tanti anni passati insieme decidono di allargare la propria famiglia concependo un figlio con l’inseminazione artificiale. Tanti ostacoli, tanta emozione, tanta felicità… soprattutto, tutto è vissuto insieme, in complice condivisione. Ma qualcosa non procede come nei loro piani. Una malattia si insinua minacciosa nei loro progetti. Un film sull’amore e sul desiderio di avere figli, sulle necessarie paure e le inevitabili bugie che intessono i rapporti umani… Giudicato dalla critica non molto bene, in quanto stilisticamente debole e anche con interpretazioni troppo amatoriali, questo film d’esordio del torinese Roberto Cuzzillo (soli 25 anni) è comunque una pregevole opera d’indagine su un tema, quello dell’articolo 4 della legge 40/2004, alquanto scottante e impegnativo. Il film va oltre la problematica del pregiudizio omosessuale dando per scontato e accettato l’amore tra le due ragazze.

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trailer: Senza fine

https://youtube.com/watch?v=K3Y87orVo2Q%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

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Il giovanissimo regista torinese Roberto Cuzzillo ha le idee chiare e motiva così la sua scelta di produrre e dirigere un lungometraggio sull’amore, sul desiderio di diventare genitori, ma anche sulle paure e sulle bugie che inevitabilmente si creano anche in un rapporto solido come quello delle due protagoniste.
La mia idea di affrontare il delicato tema dell’inseminazione artificiale eterologa nasce nel 2005, dopo aver letto la storia di due donne torinesi.
Così cita l’articolo 5 della legge 40/2004: “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.”
Questa storia mi ha affascinato e spinto ad approfondire questa tematica, svolgendo diverse ricerche fino a creare i personaggi e la sceneggiatura.
Il film vuole raccontare una piccola storia reale sull’incomunicabilità che si crea anche in un rapporto affettivo solido. In entrambi i personaggi emergono lati negativi ma pur sempre umani, come l’egoismo e l’orgoglio; ho voluto trattare una tematica molto delicata come il desiderio di avere un figlio tra due genitori omosessuali.
Questo non vuol essere un film politico che critica la situazione italiana, vuole solo raccontare una storia d’amore in un contesto attuale: i personaggi vivono il loro amore con semplicità e naturalezza.
Il film non vuole parlare di pregiudizi […] in quanto l’amore tra Giulia e Chiara, le due protagoniste, va oltre, per loro l’importante è continuare ad amarsi.
(enzimistudio)

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