Dalla rassegna stampa Cinema

Oscar 2019: la TV cinese censura il discorso di Rami Malek

di Giulia Greco

Il discorso di ringraziamento che Rami Malek ha fatto agli Oscar 2019 non è stato esente da critiche e ha scatenato polemiche. In Cina è stato addirittura censurato, causando indignazione online.

La rete televisiva Mango TV sta affrontando qualche critica dopo la trasmissione degli Oscar. Durante la serata, la TV cinese ha infatti censurato il riferimento che Rami Malek ha fatto alla sessualità di Freddie Mercury.

Riconosciuto migliore attore della stagione, Malek è salito sul palco per ritirare il premio e fare il suo discorso di ringraziamento. Rami ha detto:

Abbiamo fatto un film che parla di un uomo gay, un immigrato che ha vissuto la sua vita in maniera impenitente. Il fatto che io stia celebrando lui e la sua storia con voi questa sera è la prova che amiamo racconti come questo.

Mango TV, uno dei più popolari canali televisivi in Cina ha optato per una traduzione più originale del discorso di Rami, facendo riferimento non a un uomo omosessuale, ma a una “band speciale”.

Non è la prima volta che Mango TV censura riferimenti ai gruppi LGBT. Era già successo durante la trasmissione dell’Eurovision Song Contest: Mango TV aveva sfocato l’immagine della bandiera arcobaleno, simbolo della comunità LGBTQ+.

Nel 2018, dopo l’accaduto, la European Broadcasting Union ha proibito alla rete cinese di mandare in onda la nuova edizione dell’Eurovision Contest.

Mango TV oscura la bandiera LGBTQ+Mango TV
La EBU infatti ha specificato di non essere a favore della censura operata dai cinesi perché ritenuta:

Non in linea con i valori di universalità e inclusività né con la nostra fiera tradizione di celebrare il diverso attraverso la musica.

Come c’era da aspettarsi, la traduzione del discorso di Malek scelta dalla TV cinese non ha mancato di suscitare polemiche online. Migliaia di utenti di Sina Weibo, una piattaforma cinese, hanno condiviso i loro pareri a riguardo e il music blogger Linglei Guodu, famoso nel paese, è stato tra quelli che hanno immediatamente notato la censura.

Su Weibo, il blogger ha allegato un’immagine della serata e ha scritto: Mango TV ha tradotto ‘uomo gay’ con ‘band speciale’. Il post ha ottenuto più di 14.000 condivisioni.

Un utente della piattaforma ha scritto:

Ci sono così tante persone al giorno d’oggi che mostrano pregiudizi riferendosi ai gay con le parole ‘persone speciali’. Sui nostri schermi non può neppure apparire la parola ‘gay’, che tristezza.

“Di cosa hanno paura?” Si chiede un altro.

Mango TV non ha risposto a nessuna delle domande e ha evitato di commentare la questione, ma sappiamo che la situazione cinese è complicata. Negli ultimi anni le autorità hanno iniziato una campagna volta a eliminare tutti i contenuti ritenuti inappropriati. Ad aprile Weibo aveva addirittura annunciato che ogni “contenuto gay” sarebbe stato vietato sulla piattaforma. Fortunatamente ha fatto dietrofront in seguito a una massiccia protesta, ma per la TV non è stato raggiunto lo stesso risultato. E possiamo aspettarci che valga lo stesso per le produzioni cinematografiche. Proprio in questi giorni, Fox Cina ha annunciato l’arrivo di Bohemian Rhapsody nelle sale della Repubblica Popolare Cinese. Ancora non è stata annunciata la data, ma si pensa che il film possa arrivare nei cinema cinesi il 22 marzo. L’account ufficiale di Fox ha anche diffuso il poster ufficiale del film con su scritto “The Show Must Go On”.

Data la scelta di Mango TV di censurare il discorso di Rami Malek, e vista la linea scelta dalle autorità cinesi, è molto probabile che il film subirà molte modifiche, andando incontro a tagli e aggiustamenti di ogni tipo.

Il biopic sui Queen è già stato adattato alla bell’e meglio in altri paesi asiatici. L’omosessualità, infatti, è considerato un argomento “sensibile” in Asia, quasi un tabù. Basti pensare che nel 2018 il film Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino, è stato eliminato da quelli in gara al Beijing Film Festival senza nessuna ragione.

Non è esattamente una sorpresa: in molti paesi asiatici di omosessualità non si parla perché non viene riconosciuta. Se le relazioni omosessuali tra persone dello stesso sesso sono accettate nell’età adolescenziale, non è più così in quella adulta. Intervistati sul tema, molto giovani giapponesi, per esempio, hanno dichiarato di non conoscere nessun omosessuale o di non comprendere la necessità di dichiararsi gay.

Malgrado questo, Bohemian Rhapsody è stato un successo in Giappone e in Corea. Nel paese del Sol Levante è stato il primo film straniero ad aver superato i 100 milioni di dollari, in Corea ne ha incassati più di 75.

Cosa possiamo aspettarci accadrà in Cina? Probabilmente ci sarà una certa curiosità per la pellicola, ma vanno anche considerati altri fattori. In primo luogo, il film sarà proiettato in un numero limitato di cinema; in secondo luogo, se la data del 22 marzo è quella corretta, Bohemian Rhapsody dovrebbe arrivare solo due settimane dopo Captain Marvel e una prima rispetto a Dumbo.

Le polemiche, però, non sono circoscritte a quanto accaduto in Cina: Rami Malek è stato investito da una marea di critiche dopo il suo discorso agli Oscar per aver definito Freddie Mercury gay.

Il web si è scagliato in larga parte contro l’attore perché la sua affermazione sarebbe stata scorretta: avrebbe dovuto specificare che Freddie era bisessuale e non gay. Una seconda fazione invece ha difeso Malek, sostenendo che Freddie Mercury non ha mai dichiarato apertamente quale fosse la sua identità sessuale.

Rami Malek ha preferito non fare commenti sulla vicenda, che probabilmente si sgonfierà da sola in poco tempo.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.