Dalla rassegna stampa Arti visive

Massa, petizione contro il Cristo Lgbt di Veneziano

Massa, petizione contro il Cristo Lgbt di Veneziano


Una delle foto rimosse da Facebook

E Facebook censura alcune immagini della mostra in corso a palazzo Ducale

di ANDREA BULLERI

Facebook censura le immagini della mostra di Giuseppe Veneziano, l’artista siciliano che a Massa ha portato una serie di quadri provocatori e dissacranti, tra cui il Cristo Lgbt, con indosso un paio di slip leopardati, che lo stesso artista ha dichiarato “potrebbe essere un Cristo gay”. A raccontarlo è Alessandro Bandoni, che è stato il primo presidente gay della commissione pari opportunità del Comune di Carrara e che aveva pubblicato sul suo profilo Facebbok le foto della mostra “Storytelling” (inaugurata sabato scorso a Palazzo Ducale di Massa, visitabile fino al 24 febbraio).

Il social network gli ha inviato il classico messaggio “un contenuto potrebbe non rispettare i nostri standard della community” e gli ha bloccato il profilo per 23 ore. Da mercoledì mattina, inoltre, online sta girando una petizione, indirizzata al sindaco del comune toscano, Francesco Persiani, con cui si chiede la “sospensione della mostra blasfema”. “È un’offesa a Cristo e a tutti i credenti, è blasfemia, è vilipendio alla religione e al sentimento di milioni di persone”, si legge nella motivazione.

Accuse che l’artista in parte si aspettava, ma che rigetta: “Mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso – dice Veneziano – ma il compito dell’arte è proprio quello di scuotere le coscienze”. Del resto “Cristo è venuto al mondo per salvare tutti, bianchi e neri, prostitute e omosessuali, e non si è mai scandalizzato. Vorrei che questo quadro amplificasse ancora di più la parola del Vangelo, che dice: ama il prossimo tuo come te stesso”. Per quanto riguarda la petizione online, l’artista non si è stupito: “Il mio lavoro tratta temi sociali, come la politica, la religione e il sesso, e può accadere che qualcuno si risenta di ciò che faccio, ma sia chiaro che nel mio lavoro non c’è alcuna intenzione di provocare gratuitamente”.

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da La Repubblica

“Immagini blasfeme”, Facebook oscura la mostra

Un Cristo crocifisso con indosso un paio di slip leopardati, sormontato dalla sigla ” Lgbt”. Il quadro, un acrilico su tela, fa parte della mostra ” Storytelling” di Giuseppe Veneziano, in mostra al Palazzo Ducale di Massa fino al 24 febbraio. Ma per Facebook l’immagine è offensiva e dev’essere rimossa, mentre chi l’ha postata viene bloccato dal social per 24 ore. A denunciare il caso è stato ieri Alessio Bandoni, ex presidente della commissione Pari opportunità di Carrara, che aveva pubblicato sul proprio profilo alcuni scatti dell’esposizione. Oltre al Cristo, si vedevano un’Ultima Cena di Leonardo con gli apostoli dotati di smartphone, una Biancaneve Disney in posa osé e una riproduzione di Papa Bergoglio su skatebord. E se venti ore più tardi Facebook ha ammesso l’errore — sbloccando il profilo di Bandoni — quasi 400 cittadini hanno firmato una petizione online per chiedere al sindaco Francesco Persiani di chiudere la mostra. Polemiche di cui l’artista si dice « dispiaciuto », ma non sorpreso: «L’arte deve smuovere le coscienze — dice Veneziano — io mi occupo di temi sociali come politica, religione e sesso, se non volessi critiche dovrei dipingere paesaggi. La mia intenzione — spiega — era amplificare la parola del Vangelo, che dice ” ama il prossimo tuo come te stesso”. Gesù si è sacrificato per tutti, bianchi e neri, prostitute e gay, e non si è mai scandalizzato».

L’opera che Giuseppe Veneziano ha scelto per la locandina della mostra

Andrea Bulleri
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