Dalla rassegna stampa Religione

Uk, Chiesa anglicana introduce "battesimo per i transessuali"

Uk, Chiesa anglicana introduce “battesimo per i transessuali”

La svolta “progressista” deliberata dai vertici della Chiesa d’Inghilterra ha immediatamente scatenato la reazione indignata degli ambienti ecclesiastici tradizionalisti

Gerry Freda

Nel Regno Unito è in questi giorni esplosa una polemica relativa alla decisione della Chiesa anglicana di introdurre il “battesimo per i transessuali”.

L’istituzione religiosa, negli ultimi anni, è balzata agli onori della cronaca a causa di numerose scelte controverse, quali l’apertura alle nozze gay, ai sacerdoti omosessuali e alla teoria del gender, fortemente criticate dagli ambienti ecclesiastici conservatori.

La Conferenza dei vescovi della Chiesa d’Inghilterra ha recentemente promosso una profonda “innovazione”. Cardine del processo riformatore è l’“affermazione della fede battesimale”, una cerimonia pressoché identica al sacramento tradizionale ma esplicitamente rivolta ai trans. Nel corso della nuova liturgia, questi ultimi otterranno infatti ufficialmente dalla Chiesa d’Inghilterra una “benedizione” per la loro “nuova vita” e si vedranno quindi assegnare dal celebrante un “nuovo nome di battesimo”. L’officiante suggellerà la “rinascita” dei transessuali aspergendo la loro testa con “acqua e olio benedetti”, recitando alcuni “versetti del Libro dei Salmi” e sottoscrivendo un vero e proprio “nuovo certificato di battesimo”.

Tramite un comunicato, la Conferenza ha precisato: “La nuova cerimonia non mira affatto a pregiudicare la solennità del sacramento tradizionale. Essa consiste in un formale rinnovo delle promesse battesimali e consentirà a coloro che stanno compiendo una transizione sessuale di ottenere dalla comunità ecclesiale, per intercessione di Nostro Signore Gesù Cristo, una benedizione solenne per il loro mutamento di identità.” Sulla vicenda è in seguito intervenuto il presidente della Conferenza dei vescovi in persona. Julian Henderson, titolare della diocesi di Blackburn, ha infatti precisato: “Tutti gli uomini sono creati a immagine e somiglianza di Dio e ciascun individuo deve essere accolto dalle comunità parrocchiali senza discriminazioni. La recente riforma mira ad aprire le porte della Chiesa ai fedeli che stanno attraversando una fase difficile della loro vita, ossia il mutamento della rispettiva identità sessuale. La famiglia ecclesiale, simbolo del Corpo di Cristo, da oggi in poi non considererà più tale cambio di identità come una devianza, ma lo celebrerà come una vera e propria rinascita.”

La svolta “progressista” deliberata da tale organo ha immediatamente scatenato la reazione indignata degli ambienti ecclesiastici tradizionalisti. Ad esempio, Michael Nazir-Ali, già vescovo di Rochester, ha tuonato: “I transessuali vanno senza alcun dubbio accolti nella comunità dei fedeli, ma la cosiddetta affermazione della fede battesimale mi sembra una vera e propria deformazione del sacramento istituito direttamente da Nostro Signore. Le persone che stanno affrontando una crisi di identità sessuale vanno aiutate ricordando loro la bellezza di valori quali la sacralità della famiglia, l’amore puro e l’intangibilità dell’ordine naturale istituito dal Creatore. Non si può quindi celebrare in Chiesa il palese rifiuto dell’identità conferitaci dall’Onnipotente al momento della nascita.” Un’altra voce critica nei confronti della recente innovazione promossa dai vertici della Chiesa d’Inghilterra è stata quella di Peter Jensen, ex arcivescovo di Sydney: “Le autorità ecclesiastiche hanno il compito di preservare la natura sacra ed eterna della morale cristiana. Tuttavia, le ultime iniziative dei vertici anglicani, a mio avviso, hanno sempre più eroso l’autorità dei comandamenti etici contenuti nelle Sacre Scritture, fino a rasentare, in alcuni casi, la blasfemia. L’introduzione dell’affermazione della fede battesimale, ad esempio, mira a legittimare una condotta palesemente anti-cristiana, ossia il rigetto delle caratteristiche naturali attribuiteci dal Signore.”

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