Dalla rassegna stampa Amministrazioni

Ragazzi gay, una casa per chi viene cacciato dalla famiglia

PROGETTO UNICO IN ITALIA
Ragazzi gay, una casa per chi viene cacciato dalla famiglia

di Chiara Sandrucci

Ragazzi cacciati di casa dopo aver detto ai propri familiari di essere gay, migranti e rifugiati per questo ancor più discriminati, anziani emarginati per essersi dichiarati per primi (quando l’omosessualità era ancora un tabù), transessuali a cui nessuno vuole fare un contratto d’affitto perché temono che la casa diventi un luogo mal frequentato o fonte di problemi per tutto il condominio. Per tutti loro saranno aperte le case temporanee di To Housing, 5 alloggi con 24 posti letto pronti ad accogliere chi non ha più dove andare a causa dell’orientamento sessuale. Una via di uscita da dolore e frustrazione.

Ragazzi gay, ecco un tetto per chi è stato cacciato da casa

Ospitati in 5 appartamenti Atc per 8 mesi

Chiara Sandrucci

Ragazzi cacciati di casa dopo aver detto ai propri familiari di essere gay, migranti e rifugiati per questo ancor più discriminati, anziani emarginati per essersi dichiarati per primi (quando l’omossessualità era ancora un tabù e costringeva da subito ad un destino atroce fatto soprattutto di privazione degli affetti), transessuali a cui nessuno vuole fare un contratto d’affitto perché temono che la casa diventi un luogo mal frequentato o fonte di problemi per tutto il condominio.

Per tutti loro saranno aperte le case temporanee di To Housing, 5 alloggi con 24 posti letto pronti ad accogliere chi non ha più dove andare a causa dell’orientamento sessuale. Una via di uscita da una condizione che spesso è fonte di frustrazione e di dolore.

È un progetto unico in Italia, tra i pochi in Europa, uno straordinario genere di co-housing ospitato nelle case Atc dell’ex Italgas accanto al Campus Einaudi. «Il progetto delle case per le persone Lgbt in difficoltà è partito dieci anni fa, ma ha richiesto uno sforzo gigantesco per essere realizzato», ha spiegato ieri Alessandro Battaglia, presidente dell’Associazione Quore che lo ha concretizzato grazie ad una vera e propria task-force, un’inedita alleanza tra pubblico e privato (quasi alla pari come contributo). Determinante è stato l’accordo con Atc, reso possibile da un protocollo d’intesa con la Regione Piemonte per ottenere un canone molto ridotto. «Questi alloggi non sono destinati alle graduatorie delle case popolari, ma alla edilizia agevolata — ha spiegato Marcello Mazzù, presidente Atc —. Nello stesso complesso vi sono altre esperienze di housing temporaneo che si integreranno insieme in questa casa sociale».

Gli arredi, offerti da Ikea, sono stati montati la notte scorsa. Tra gli sponsor privati, hanno contribuito Iren, Bentley SOA, Cooperativa Di Vittorio, la Banca delle Visite, Philips e Medi.ca. Già da lunedì sarà attivato il «servizio d’emergenza», per chi ha bisogno immediato di un tetto. Potrà restarvi 10 giorni e poi, nel caso, essere inserito nel progetto.

I primi ospiti fissi arriveranno a gennaio, per una permanenza di 8 mesi in media, e saranno individuati su segnalazione dei servizi sociali o delle associazioni che fanno parte del network con l’intero Coordinamento Torino Pride in prima linea. E non saranno abbandonati a loro stessi. Non solo un tetto sicuro e accogliente. Di loro si occuperà un’équipe di psicologi e di esperti del mondo del lavoro, per aiutarli a ricominciare dopo aver dovuto troncare una serie di legami affettivi e in qualche caso anche professionali. To Housing darà una casa temporanea ai ragazzi tra i 18 e i 26 anni allontanati dalle famiglie a causa dell’orientamento sessuale. C’è chi, come Marco, attivista dell’associazione Quore, ha una famiglia al suo fianco. La madre Anna ha dato una mano per la pulizia degli alloggi e ieri ha fatto da guida ai visitatori. Ma tanti altri non hanno la stessa fortuna.

«Ancora l’altro giorno una ragazza è stata cacciata di casa e il padre si è preoccupato di farla mandare via anche dai nonni — racconta Anna — Non capisco come sia possibile, io a mio figlio ho chiesto soltanto se era felice». Ma c’è anche chi è discriminato due volte, come i migranti e i rifugiati omosessuali a cui To Housing riserverà uno degli alloggi rimessi a nuovo.

«Chi arriva qui spesso non lo dice, scappa da paesi in cui per questo si viene uccisi o si finisce in carcere», ha fatto presente Laleh Fatemi della Cooperativa Babel, che si occuperà in particolare della loro accoglienza. Ora avranno una casa che si propone modello su scala nazionale.

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TROVARE

DIGNITÀ E RISPETTO

QUEL TETTO GARANTISCE DIGNITÀ E RISPETTO

di Gianni Farinetti

Non tutti abbiamo una famiglia, e non tutte le famiglie sono accoglienti. Nel Paese dove la famiglia è l’organismo sociale sul quale si fonda l’essenza di sé, ci possiamo trovare – tantissimi lo provano ogni giorno sulla loro pelle – soli, emarginati, anche derisi. Ragazzi, emigranti, anziani senza protezione, senza possibilità economiche per vivere con dignità. Alcuni di loro sono omosessuali e, per quanto spesso si dica — magari arricciando un po’ il naso — che no l’integrazione esiste, eh figurati siamo in Italia, siamo in Europa (sperando di rimanerci).

Siamo nel 2018, siamo moderni, che insomma ‘sti gay cosa vogliono ancora… c’è una larga porzione di persone che non ha niente e nessuno. L’Italia è il paese dove in un modo o nell’altro ci si arrangia, be’, magari provassimo a farlo in modo una volta tanto serio? Torino, il Piemonte, ci ha provato e ci è riuscito dopo anni di ostacoli, con coraggio e un progetto preciso producendo ciò che può sembrare semplice ma semplice fin qui non è stato: una casa, una vera casa con un tetto, delle stanza confortevoli, dei servizi in comune per persone omosessuali. Si chiama ToHousing e si ispira a un modello che in tanti paesi esiste già da molti anni, il condividere una casa, stare insieme, ricordarsi di avere storie e memorie comuni di cui parlare, per scambiare idee e vite. Con dignità e rispetto. L’Associazione Quore ha fatto da capofila al progetto con altre numerose associazioni che si sono battute perché tutto ciò fosse possibile e che si sono viste sommerse da importanti aiuti e sponsor — oltre che dalle istituzioni nazionali e regionali — che sostengono l’iniziativa. Magari qualcuno ci farà dell’ironia o della strampalata ideologia: ecco, un nuovo ghetto! ecco, così staranno fra loro e non verranno a disturbarci! Ecco, capaci che ci faranno una discoteca, un Pride di quartiere! perché i pregiudizi sono duri a morire e, anzi, appaiono in questo scorcio d’epoca sempre più vitali. Ma non importa. Importa invece che decine e decine di persone nel tempo, da oggi possano trovare riparo. Ricordo bene le bizzarre statistiche commerciali degli anni ’80 e seguenti: i gay sono un grande mercato (un bacino d’utenza, per dirla in modo marketing) non fanno figli e dunque possono spendere più delle famiglie «normali» (allora non usava ancora il termine tradizionali), viaggiano di più, si divertono di più. Già, perché, ridotti a una statistica, a un genere, a una sorta di colorata colonia, gli omosessuali non sono persone come tutti, con famiglie che spesso li allontanano, con magari nipoti sconosciuti che attendono pazienti l’eredità dello zio gay mai frequentato ma che deve aver messo insieme un appetitoso gruzzoletto, con — ha dell’incredibile ma è così — persino dei neri gay, orrore! Ma pensa. Bene, ToHousing è un bel segnale per tante persone che forse per la prima volta cominceranno ad avvicinarsi a mondi per tanti lontani, alieni e che invece non lo sono affatto. Bene. Ah, dimenticanza gravissima: ToHousing è il primo in Italia, inorgogliamoci per un altro successo civile della nostra città e della nostra Regione.

lgbt

Sigla utilizzata per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. In uso fin dagli anni novanta, il termine è un adattamento dell’acronimo LGB, che aveva iniziato a sostituire il termine Gay per indicare la comunità LGBT dalla fine degli anni ottanta, in quanto molti trovavano che il termine comunità Gay non rappresentasse tutti coloro a cui il termine si riferiva. L’acronimo è stato adottato dalla maggior parte di centri sociali e media basati su sessualità e identità di genere


da torinoggi.it

A Torino apre TO HOUSING, primo progetto in Italia per accogliere giovani gay, bisex e trans in difficoltà

Gli alloggi si trovano a Vanchiglia, nelle palazzine dell’ex Italgas

Apre a Torino TO HOUSING, il primo progetto di co-housing sociale per accogliere persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in grave difficoltà.

Prima esperienza con queste caratteristiche in Italia, potranno trovare una nuova “casa” 24 ospiti in 5 appartamenti di proprietà ATC. Gli alloggi, non destinati alle graduatorie per le case popolari, si trovano a Vanchiglia, nelle palazzine dell’ex Italgas. “Percepisco la dirompenza di un progetto di questo genere, – ha commentato il Presidente di Atc Marcello Mazzù – che è unico in Italia”.

All’interno troveranno accoglienza giovani tra i 18 e i 26 anni allontanati dalle famiglie di origine a causa dell’orientamento sessuale, migranti e rifugiati omosessuali, anziani LGBT in condizione di solitudine e povertà, persone transessuali e trans gender.

Un’equipe di accoglienza composta da educatori, psicologi e assistenti sociali esaminerà le segnalazioni (che potranno arrivare in modo diretto contattando Quore al numero dedicato, che sarà attivo dalle 13 alle 18 e indicato sul sito www.quore.org da lunedì 17 dicembre o scrivendo alla mail [email protected]) svolgerà il primo colloquio e valuterà l’accesso degli ospiti. La permanenza media prevista di 8 mesi potrà essere eventualmente estesa per completare il percorso di autonomia.

“Sono felice e orgoglioso – ha evidenziato l’assessore comunale alle pari opportunità Marco Giusta – che questa esperienza inauguri a Torino”. “Lo spazio scelto -ha precisato – è anche crocevia di persone, legate al Centro del Protagonismo Torino Youth Centre che ospita Off Topic, le case agevolate ATC, l’università con il Campus L. Einaudi, l’Edisu con la residenza olimpia, il viale Ottavio Mai, le esperienze di volontariato sociale e di accoglienza”. “Torino come città -ha aggiunto Giusta – che ha sostenuto con forza questo progetto, Torino come comunità che sempre si stringe vicino a chi è discriminato, Torino come esperienza continua di collaborazione tra privato sociale, movimenti e associazioni, imprese e istituzioni”.

L’assessora regionale si Diritti, Monica Cerutti, è intervenuta oggi durante la presentazione del progetto To-Housing, per l’accoglienza e il cohousing per persone Lgbt in difficoltà: ‘Siamo contenti di aver sostenuto questo progetto consentendo grazie a un accordo con Atc che gli immobili fossero messi a disposizione dell’associazione Quore. E agevolando l’arredo dei cinque appartamenti.

Per l’assessore regionale ai Diritti Monica Cerutti TO-HOUSING é “un tassello in più che va a inserirsi in un programma più vasto, a partire dalla legge 5 contro le discriminazioni che ha consentito l’apertura di circa cento sportelli informatici antidiscriminazione solo nel 2018, andando a consolidare una vera e propria rete a tutela dei cittadini”. “Abbiamo creato – ha aggiunto – del fondo per il sostegno delle spese legali di chi viene discriminato per orientamento sessuale, con l’obiettivo di contribuire a una società più giusta”.


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